La messa di Bolsena, La messa di Bolsena (stampa) by Sanzio Raffaello, Volpato Giovanni, Tofanelli Stefano (sec. XVIII)

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La messa di Bolsena, La messa di Bolsena (stampa) di Sanzio Raffaello, Volpato Giovanni, Tofanelli Stefano (sec. XVIII) 
La messa di Bolsena, La messa di Bolsena (stampa) by Sanzio Raffaello, Volpato Giovanni, Tofanelli Stefano (sec. XVIII) 
La messa di Bolsena, La messa di Bolsena (stampa) 
Figure: sacerdote boemo; pontefice; cardinali; guardie svizzere. Elementi architettonici 
1783-1783 
0800306671 
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00306671 
08 
0800306671 
Tratteggio piuttosto fitto e segnato con effetto pittorico. Giovanni Volpato nacque ad Angarano di Bassano nel 1735 e fin da giovane si dedicò all'attività incisoria. Nel 1762 si trasferì a Venezia nella bottega di Francesco Bertolozzi che ne aveva notato le capacità tecniche nel corso di una visita nell'officina di Giambatista Remondini a Bassano. Ben presto riscuote successo se nel 1769 viene chiamato a Parma presso l'officina del Bodoni per collaborare al volume celebrativo per le nozze di don Ferdinando di Borbone. Due anni dopo, nel 1771, si trasferì a Roma e se restano da indagare i tramiti culturali di tale trasferimento, si sa invece che immediati furono i suoi contatti coi circoli culturali più in vista della città, a cominciare dai rapporti intessuti con l'ambasciatore veneziano Girolamo Zurlin. A partire dal maggio 1773 il maggior impegno incisorio del Volpato fu la traduzione delle logge di Raffaello in Vaticano, serie pubblicata in tre volumi editi dal 1772 al 1777. Nel 1775 iniziò a proprie spese, la traduzione grafica della Galleria di Palazzo Farnese, impresa che termina nel 1777, mentre con la Scuola di Atene rilevata direttamente sugli affreschi originali, diede l'avvio alla riproduzione delle stanze vaticane di Raffaello, che porterà a compimento nel 1784. Dal 1778 inizia la sua collaborazione con Raffaello Morghen che, inviato presso la bottega del Volpato, diventerà suo genero. Al 1779 si datano le incisioni della Scuola di Atene e della Disputa del Sacramento. Fra il 1781 ed il 1785 giunsero a lavorare nella sua bottega incisori bassanesi quali Giovanni Folo (1764-1836), Pietro Fontana (1762-1837) e Pietro Bonato. Sono anni in cui il suo stile si precisa secondo una tecnica più definita ed intellettuale, con un esito grafico più accademico, in virtù anche dell'impiego, come disegnatori, di un gruppo di artisti orientati in senso neoclassico, fra i quali il Nocchi, Domenico del Frate, Stefano Tofanelli. Nel 1784 completa con La Liberazione di San Pietro la serie delle Satnze Vaticane. Volpato muore a Roma nel 1803. La serie delle Stanze Vaticane iniziata nel 1775 fu ultimata nel 1784 e dedicata a Pio VI. Dal punto di vista dell'incisione essa testimonia la perfetta messa a punto della tecnica mista acquaforte e bulino. Della serie si conoscono anche alcune tirature colorate a gouache. I rami si trovano nella Calcografia Nazionale di Roma dal 1826 quando si concluse la vicenda relativa all'acquisizione dei rami della calcografia Volpato da parte della Calcografia Camerale. Serie Alberoniana: non si conosce quando la serie di stampe del Volpato entrò a far parte del patrimonio artistico alberoniano, nè figura citata in alcuna guida o catalogo del Collegio Alberoni. Le stampe sotto vetro e con cornici lisce, sono esposte a pianterreno e distribuite fra i due parlatoi. Stampe della serie dalle Stanze Vaticane si trovano nella Biblioteca ambrosiana, nella raccolta Bertarelli di Milano, nella Biblioteca Civica di Bassano, nell'Istituto Nazionale della Grafica di Roma, Nella Biblioteca Casanatese di Roma e nel Museo Correr di Venezia 
La messa di Bolsena 
La messa di Bolsena 
Figure: sacerdote boemo; pontefice; cardinali; guardie svizzere. Elementi architettonici 
Piacenza (PC) 
proprietà privata 
La messa di Bolsena, La messa di Bolsena 
carta/ acquaforte/ bulino 
bibliografia di confronto: Giovanni Volpato - 1988 

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