piatto, opera isolata - produzione valenciana (seconda metà sec. XV)

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piatto, opera isolata
piatto, opera isolata - produzione valenciana (seconda metà sec. XV) 
piatto, opera isolata - produzione valenciana (seconda metà sec. XV) 
piatto (opera isolata) 
Grande piatto a iridescenza dorata 
post 1450-ante 1499 
0800319396 
piatto 
00319396 
08 
0800319396 
Il piatto presenta una particolare decorazione a lustro metallico, tipica della Spagna moresca. Sul recto troviamo uno scudo centrale con l’Agnus Dei, probabilente lo stemma dei Cabanilles di Valencia, intorno al quale si sviluppano quattro fasce concentriche con ornato a “foglia di vite” (anche detta “foglia di edera” o “foglia di quercia”). Le foglie coprono, in un gioco di centri concentrici, tutta la superficie del piatto. Il rovescio, invece, presenta una spirale. La decorazione a “foglia di vite”, che caratterizza anche l’unico altro piatto della collezione del Museo Nazionale di Ravenna di provenienza spagnola (0800319397), è formata dal ripetersi del motivo “a foglia” con nervature realizzate per incisione, legate fra loro con viticci e grafismi, fra i quali appare anche il fiore di brionia a cinque petali. In mancanza di sigle e di scoperte archeologiche determinanti, non è possibile stabilire la provenienza esatta di questo tipo di ceramica. Simili tipi vengono attribuiti a Manises o a Paterna (R. Montagut, El reflejo de Manises: Cerámica hispano-morisca del Museo de Cluny de Paris, 1996, Museo de Bellas Artes de Valencia, Madrid, numero 17). La stessa tipologia decorativa viene ritrovata anche in altri piatti (T. Hausmann, Majolika, Berlino, 1972, numero 4 / A. W. Frothingham, Catalogue of hispano-moresque pottery, New York, 1936, E 551). Il lustro metallico è una tecnica complessa che richiede grande abilità di applicazione. Venne adottata per la prima volta nell’Oriente musulmano e si ottiene mediante l’uso di ossidi metallici (di rame o di argento), sottoposti, durante la cottura, ad un procedimento di riduzione. Fu probabilmente il trasferimento di ceramisti musulmani o di tradizione musulmana nei regni moreschi della Spagna meridionale a dare l’avvio nel XIII secolo alla produzione lustrata spagnola, che trova inizialmente nella regione di Malaga un felice punto d’incontro tra gli stili tradizionali andalusi e il repertorio tipicamente orientale. A partire dalla fine del Trecento, per effetto della riconquista cristiana, giungono nel valenzano alcuni vasai provenienti dall’Andalusia, che iniziano un’attività richiamante quella di Malaga; e la produzione si sposta così più a nord. Manises, presso Valencia, diventa uno dei centri principali. Nella ceramica valenzana le stilizzate decorazioni vegetali provenienti dal mondo orientale si incontrano con i motivi goticheggianti della tradizione occidentale. Nella seconda metà del Quattrocento si assiste al grande successo commerciale che porta i lustri valenzani nel resto dell’Europa, incontrando grandissima fortuna in paesi come la Francia, le Fiandre, l’Inghilterra e anche l’Italia, dove affluisce per via marittima a Pisa, Genova, Venezia e Napoli. La diffusione in Italia di questa ceramica è un incentivo determinante per l’evolversi della maiolica italiana, che si appropria non solo di temi decorativi e di forme, ma anche della stessa tecnica del lustro. (Riferimenti BIB: 00000152) 
48 AA 98 3 : 46 A 12 2 
Grande piatto a iridescenza dorata 
Ravenna (RA) 
detenzione Stato 
piatto 
maiolica/ lustro 
bibliografia di corredo: Bovini G - 1951 
bibliografia di corredo: Muratori S - 1937 
bibliografia specifica: Liverani F./ Reggi G - 1976 
bibliografia specifica: Ceramiche collezioni - 1982 
bibliografia di corredo: González Martí M - 1944 

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