morte del soldato (monumento ai caduti - a basamento) by Monguidi Mario, Marzaroli Alessandro, Martinelli G, Fonderia Battaglini-Frigerio-Vecchi, Ninzetti U (sec. XX)

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monumento ai caduti, a basamento, Monumento a Filippo Corridoni
monumento ai caduti, a basamento, Monumento a Filippo Corridoni morte del soldato
morte del soldato (monumento ai caduti - a basamento) by Monguidi Mario, Marzaroli Alessandro, Martinelli G, Fonderia Battaglini-Frigerio-Vecchi, Ninzetti U (sec. XX) 
morte del soldato (monumento ai caduti - a basamento) di Monguidi Mario, Marzaroli Alessandro, Martinelli G, Fonderia Battaglini-Frigerio-Vecchi, Ninzetti U (sec. XX) 
1927-1927 
L'imponente monumento eretto a memoria di Filippo Corridoni si colloca in uno slargo ottenuto spianando l'area di sbocco del Ponte di Mezzo, in origine piazza irregolare caratterizzata da una fontana centrale. La mole si erge su un basamento costituito da tre gradini in porfido con lunghezze digradanti verso l'alto e con base centrale rivestita di lastre di breccia di Verona. Una modanatura sagomata permette l'innesto del blocco realizzato sempre in breccia rosa, di forma tronco-piramidale, ai quattro angoli del quale spuntano quattro teste d'aquila rappresentate schematicamente. Al centro una ribassatura a gradini della superficie del blocco permette l'inserimento di quattro teste di fanti, una su ogni lato, che si caratterizzano per una spiccata espressività, ottenuta attraverso lo sguardo corrucciato e la lavorazione a piani profondamente incavati sia delle superifici del viso sia degli occhi. Al di sopra di questa base si innalza un alto fusto in marmo botticino, bianco, con agli angoli quatto lesene sporgenti in alto e al centro quattro bassorilievi rappresentanti la Povertà, la Fede, l'Amore, la Vampa. Sul lato nord un personaggio maschile a torso e a piedi nudi avanza portando con la mano destra una fiaccola ed è seguito da un altro uomo 
Monumento a Filippo Corridoni (monumento ai caduti a basamento) 
00429561 
08 
0800429561 
Inaugurato il 30 ottobre 1927, il monumento a Filippo Corridoni (1881-1915) ha avuto una genesi contrastata dal punto di vista della committenza politica, inserendosi proprio nel momento di transizione che ha portato a Parma il regime fascista. Le prime commemorazioni vengono organizzate già nell'anno della morte da parte degli ambienti dei sindacalisti, e fin dall'inizio, il Comune, vista l'impossibilità di ottenere la salma del Tribuno, decide di dedicargli una via dell'Oltretorrente, già borgo Minelli. Fin dal 1920 però cominciano ad emergere disaccordi tra l'Unione Italiana del Lavoro e l'Unione Italiana Gioventù Sindacalista e nel 1923 si costituisce il Comitato parmense per il monumento a Corridoni, organismo fascista che riesce ad impossessarsi dell'eredità di Corridoni e che, in accordo col sindaco Olivieri e sotto il patronato di Benito Mussolini, si occupa di organizzare delle raccolte di fondi statali e popolari. Nel comitato d'onore compaiono Ildebrando Cocconi, G. Compiani, V. Mattei e G. Guardoli. Tale ente affida l'elaborazione del progetto per il monumento all'architetto Mario Monguidi, mentre la modellazione della scultura è affidata ad Alessandro Marzaroli. Le fonti archivistiche testimoniano l'alto apprezzamento espresso da Mussolini ai disegni; il duce assicura quindi l'appoggio del governo e il concorso finanziario, raccomandando di affrettare i lavori. Nel giugno del 1925 si stabiliscono alcune norme per l'inizio delle opere, in particolare se ne concede l'area, si appresta l'uso di un locale per modellare la statua e si decide che il comune si sarebbe dovuto assumere l'onere delle fondazioni; dopo un capitolato d'appalto datato 20 luglio 1925 i lavori di fondazione vengono affidati alla ditta di Egidio Valesi, con un preventivo di spesa di lire 13.000. Se il 3 settembre viene stipulato il contratto tra l'Ufficio Tecnico del Comune di Parma e Valesi, il 2 dicembre quest'ultimo dichiara regolarmente eseguite tutte le opere di fondazione e chiede il pagamento a saldo. La ricerca d'archivio ha permesso anche di rintracciare la relazione presentata il 17 gennaio 1925 dal Monguidi per il monumento, dove l'autore esplicita le intenzioni: "così traendo origine ed espressione dall'anima di F. Corridoni, ho cercato d'intenderne lo spirito e di foggiarlo a monumento" (Relazione Monumento a Filippo Corridoni. Architetto Mario Monguidi, ASC, Amministraz Comunale 1925/2). L'architetto spiega che la struttura raffigura la trincea e la "lotta ininterrotta", mentre gli altorilievi rappresentano le qualità dell'eroe, rappresentato "in tutta la drammaticità del suo luminoso sacrificio." (Relazione Monumento a Filippo Corridoni. Architetto Mario Monguidi, cit.). Altro elemento interessante è il preventivo di spesa, comprensivo del materiale e della lavorazione di tutti gli elementi, fissato a lire 140.000. L'analisi stilistica del monumento, in particolare dei rilievi marmorei, porta ad sostenere l'utilizzo di modelli della statuaria liberty, evidente soprattutto nell'allungamento delle forme e nello spiccato simbolismo di ogni elemento, dove compaiono anche accenni di ermetismo, come dimostrano le denominazioni di tali bassorilievi (la Povertà, la Fede, l'Amore, la Vampa). La statua del Marzaroli rappresentante l'eroe caduto in guerra, invece, risente maggiormente di schemi di raffiguazione realistica, pur nell'interpretazione efficace delle parole di Corridoni stesso: "cadrò con la fronte verso il nemico come per andare più avanti ancora". L'epigrafe presenta un evidente accento poetico ed un'enfasi particolare, di chiara matrice fascista, sull'eroismo di Corridoni ed è stata composta da Ildebrando Cocconi, autore di altre iscrizioni commemorative a Parma ed in provincia. Il monumento si distingue anche per la scelta dei materiali, marmo botticino, breccia di Verona, mosaico nella parte superiore del fusto, bronzo; la polimatericità sembra essere un elemento distintivo dell'opera di Monguidi, che la impiegherà anche in un altro monumento al pari significativo nel tessuto urbano di Parma, quello dedicato ai caduti di tutte le guerre nella torre di San Paolo in via Melloni (vd. scheda n. 00429562) 
45B(+1) : 31E23(+3) 
morte del soldato 
L'imponente monumento eretto a memoria di Filippo Corridoni si colloca in uno slargo ottenuto spianando l'area di sbocco del Ponte di Mezzo, in origine piazza irregolare caratterizzata da una fontana centrale. La mole si erge su un basamento costituito da tre gradini in porfido con lunghezze digradanti verso l'alto e con base centrale rivestita di lastre di breccia di Verona. Una modanatura sagomata permette l'innesto del blocco realizzato sempre in breccia rosa, di forma tronco-piramidale, ai quattro angoli del quale spuntano quattro teste d'aquila rappresentate schematicamente. Al centro una ribassatura a gradini della superficie del blocco permette l'inserimento di quattro teste di fanti, una su ogni lato, che si caratterizzano per una spiccata espressività, ottenuta attraverso lo sguardo corrucciato e la lavorazione a piani profondamente incavati sia delle superifici del viso sia degli occhi. Al di sopra di questa base si innalza un alto fusto in marmo botticino, bianco, con agli angoli quatto lesene sporgenti in alto e al centro quattro bassorilievi rappresentanti la Povertà, la Fede, l'Amore, la Vampa. Sul lato nord un personaggio maschile a torso e a piedi nudi avanza portando con la mano destra una fiaccola ed è seguito da un altro uomo 
morte del soldato 
Parma (PR) 
0800429561 
monumento ai caduti a basamento 
proprietà Ente pubblico territoriale 
granito 
bronzo/ fusione 
pasta vitrea/ mosaico 
marmo botticino/ intaglio 
breccia di Verona 
bibliografia specifica: Capelli G - 1975 
bibliografia specifica: Capelli G - 2005 
bibliografia specifica: De Benedetti B - 1927 
bibliografia specifica: Gonizzi G - 2001 
bibliografia specifica: Lasagni R - 1999 
bibliografia specifica: Mendogni P. P - 2005 
bibliografia specifica: Salciccia L - 1987 
bibliografia specifica: Cervetti V./ Spocci R - 1987 
bibliografia specifica: Zilocchi B./ Iotti M - 1993 

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