Resurrezione di Cristo, resurrezione di Cristo (disegno) by Zuccari Federico (bottega) (ultimo quarto sec. XVI)

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disegno resurrezione di Cristo
Resurrezione di Cristo, resurrezione di Cristo (disegno) di Zuccari Federico (bottega) (ultimo quarto sec. XVI) 
Resurrezione di Cristo, resurrezione di Cristo (disegno) by Zuccari Federico (bottega) (ultimo quarto sec. XVI) 
Resurrezione di Cristo, resurrezione di Cristo (disegno) 
Al centro della scena vi è Gesù Cristo che esce dalla tomba; nella mano sinistra tiene uno stendardo, il braccio destro è alzato verso l'alto. Sotto di lui a semicerchio i soldati spaventati dall'evento miracoloso si coprono gli occhi per proteggersi dalla luce accecante 
post 1575-ante 1599 
0800437273 
disegno 
00437273 
08 
0800437273 
Documentazione archivio ufficio catalogo (scheda non firmata ne datata). "Attribuito nell'inventario prima ad autore incerto poi a Lelio Orsi, il disegno è riconducibile alla grafica di Federico Zuccari come ha proposto Mario Di Giampaolo in una nota sullo schedario. Il foglio è infatti zuccaresco nella tipologia, nello stile, nel mezzo tecnico; presenta una quadrettatura a matita e pare pronto per un eventuale destinazione pittorica di cui si ignora l'esistenza. Federico, fratello di Taddeo, fu impegnato negli ultimi decenni del Cinquecento da un punto di vista teorico e pratico nell'attuazione di una riforma antimanieristica. L'uso della biacca, utilizzata per evidenziare gli effetti di chiaroscuro alla Polidoro nei fogli a penna, è tipico di Federico e si ritrova in numerosi fogli già attribuiti a Taddeo e restituiti al fratello dal Gere conservati agli Uffizi (Gere, 1966, cat. 32, fig. 27; cat. 49, fig. 37; cat. 52-53, figg. 38-39) o a Chatsworth (disegno preparatorio per la pala di San Lorenzo in Damaso: Christie's, Old Master Drawings from Chatsworth, London 1984, cat. 45). Giunto a Roma nel 1550, Federico divenne allievo ed aiuto del fratello maggiore Taddeo Zuccari. Il suo stile assimilò completamente la maniera di Taddeo, rivelando tuttavia una grande inclinazione per l'accademismo. Oltre che a Roma, l'attività di Federico si sviluppò in molte città d'Italia e straniere; nel 1563-'64 visitò Venezia, a partire dal 1565 lavorò più di una volta a Firenze. In anni diversi l'artista eseguì commissioni a Tivoli, Orvieto, Bologna, Pavia, Mantova, Torino. Nel vasto repertorio grafico di Federico si trovano molti disegni che copiano opere di suoi contemporanei e che spiegano il processo della formazione di Federico con la tendenza tipica dei manieristi all'assimilazione diretta dell'esperienza altrui. Questo foglio potrebbe essere una copia da un'opera di Lelio Orsi con l'intreccio di elementi raffaelleschi e michelangioleschi. In Galleria è conservato un foglio di Lelio Orsi raffigurante 'La resurrezione di Cristo' (inv. n. 1260) che presenta un soldato di spalle che si ripara il viso sulla destra, simile a quello che compare in questo foglio. Questo soldato di spalle è una citazione dalla Conversione di San Paolo di Michelangelo dipinta nel 1542-45 nella Cappella Paolina al Vaticano. Simile è inoltre l'effetto luminoso prodotto dall'apparizione del Cristo che squarcia la penombra. Anche la potenza plastica e l'energia del movimento, sono un omaggio a Michelangelo. Il foglio rappresenta una forte e aggressiva dimostrazione del manierismo romano". Il disegno è a matita nera, carboncino, rialzi di biacca, quadrettato a matita nera. Sul 'verso' in basso a sinistra etichetta 'Consegna 1925 Inv. 947'. Nell' Inventario dei disegni dell'Accademia di Belle Arti viene così descritto: "98-Resurrezione di Nostro Signore G. C. a lapis nero Incerto" (pubblicato in J. Bentini 1989, p. 48). Il foglio in alcune parti presenta sicuramente modi zuccareschi, ma in altre, specialmente nelle grossolane sottolineature a matita nera, e nelle figure bloccate come manichini, si intuisce una mano meno esperta e felice di quella di Federico. Penso che il foglio possa essere messo in relazione con un 'grisaille' per una 'Resurrezione' conservato all'Escorial (la tavola è stata pubblicata da A. Zuccari, 'Federico Zuccari e L'Escorial', in 'Federico Zuccari. Le idee gli scritti', Atti del Convegno di Sant'Angelo in Vado, 28-29-30 ottobre 1994, a cura di B. Cleri, 1997, p. 38, tav. 21), che Alessandro Zuccari attribuisce ad uno dei collaboratori che avevano accompagnato Federico nel suo soggiorno in Spagna (fine anni ottanta). Per ulteriori approfondimenti vedi N. Gasponi, in 'Paragone/Arte', 2009, (prossima pubblicazione) 
resurrezione di Cristo 
Resurrezione di Cristo 
Al centro della scena vi è Gesù Cristo che esce dalla tomba; nella mano sinistra tiene uno stendardo, il braccio destro è alzato verso l'alto. Sotto di lui a semicerchio i soldati spaventati dall'evento miracoloso si coprono gli occhi per proteggersi dalla luce accecante 
Modena (MO) 
proprietà Stato 
resurrezione di Cristo, Resurrezione di Cristo 
carta quadrettata/ matita/ carboncino 

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