figura di soldato con allegoria della Vittoria (monumento ai caduti - a cippo) by Graziosi Giuseppe (sec. XX)

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monumento ai caduti, a cippo, Monumento ai caduti della prima guerra mondiale
monumento ai caduti, a cippo, Monumento ai caduti della prima guerra mondiale figura di soldato con allegoria della Vittoria
figura di soldato con allegoria della Vittoria (monumento ai caduti - a cippo) di Graziosi Giuseppe (sec. XX) 
figura di soldato con allegoria della Vittoria (monumento ai caduti - a cippo) by Graziosi Giuseppe (sec. XX) 
Monumento ai caduti della prima guerra mondiale (monumento ai caduti a cippo) 
Il fante ignudo di Sassuolo, in piedi, in atto di incedere come una statua antica e con una fascia nei capelli, anch'essa alla foggia antica, regge nelle mani un bastone sul quale poggia una Vittoria alata. Il basamento è costituito da un semplice plinto in marmi diversi, con scritta dedicatoria 
1921-1921 
0800602347 
monumento ai caduti a cippo 
00602347 
08 
0800602347 
Il monumento ai Caduti di Sassuolo era originariamente posizionato al centro della piazza porticata del paese, sopra un basamento imponente con iscrizione dedicatoria e, incisi sui fianchi, i nomi dei caduti. Fu spostato una prima volta nel Parco delle Rimembranze per poi essere ricollocato al centro del paese, sul fondo della stessa piazza che lo aveva visto protagonista negli anni Venti. Una foto datata 1935 e di proprietà della ditta Pini Giuseppe di Modena, presente nella Biblioteca Poletti della stessa città, ritrae il monumento ancora al centro della piazza nella sua veste originaria, e dunque lo spostamento deve essere avvenuto a ridosso del secondo conflitto o subito dopo. Oggi, privo del basamento originale e rialzato su un piccolo piedistallo in marmo rosso, si staglia in controluce nell’arco della torre del campanone. Si sono perduti sia l’iscrizione dedicatoria, che non si riesce ad evincere dalle cartoline d’epoca, sia i nomi dei tanti caduti del paese. Unico elemento ancora in loco è il fante con il bastone in cima al quale troneggia la Vittoria, opera di uno dei migliori scultori dell’epoca, Giuseppe Graziosi. Allievo di Gibellini, come molti altri scultori modenesi e bolognesi suoi contemporanei, si era distinto molto presto per la qualità delle sue opere e dopo il 1921, anno di realizzazione del fante di Sassuolo, operò per varie altre città italiane ed estere, realizzando anche i monumenti ai Caduti di Novellara (RE), Savignano e San Cesario (MO). Il monumento ai Caduti di Sassuolo fu tra i primi in Italia a presentare il fante ignudo, quasi trasfigurazione in senso classico dell’eroe e dunque innalzato un gradino sopra la rappresentazione dell’umanità vestita, vincolata al suo statuto terreno; una nudità che tuttavia al suo apparire destò scandalo. (Bibliografia e sitografia: "I Monumenti della riconoscenza eretti dagli italiani ai caduti per la patria nella grande guerra MCMXV - MCMXVIII", E. Malferrari & C., Bologna 1923, n. 138; "L'Italia di Le Corbuisier", a cura di M. Talamona, Milano 2012; Cresti Carlo, "Architetture e statue per gli eroi. L’Italia dei Monumenti ai Caduti", Firenze, Pontecorboli 2006; http://www.emiliaromagna.beniculturali.it/index.php?it/108/ricerca-itinerari/49/655) 
figura di soldato con allegoria della Vittoria 
45B : 45A30 : 54F2(+4) 
Il fante ignudo di Sassuolo, in piedi, in atto di incedere come una statua antica e con una fascia nei capelli, anch'essa alla foggia antica, regge nelle mani un bastone sul quale poggia una Vittoria alata. Il basamento è costituito da un semplice plinto in marmi diversi, con scritta dedicatoria 
Sassuolo (MO) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
figura di soldato con allegoria della Vittoria 
bronzo/ fusione 
marmo rosso di Verona 
marmo giallo di Verona 

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