figura di soldato che porta la bandiera (monumento ai caduti - a cippo) by Bondioli Luigi (sec. XX)

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monumento ai caduti, a cippo, Monumento ai caduti della prima guerra mondiale figura di soldato che porta la bandiera
figura di soldato che porta la bandiera (monumento ai caduti - a cippo) di Bondioli Luigi (sec. XX) 
figura di soldato che porta la bandiera (monumento ai caduti - a cippo) by Bondioli Luigi (sec. XX) 
Monumento ai caduti della prima guerra mondiale (monumento ai caduti a cippo) 
La base del monumento, in blocchi squadrati di pietra arenaria, è a pianta quadrata e si risolve in un tronco di piramide dalle facce stondate; al centro è posato un plinto costituito anch'esso da pietre squadrate incastonate in forme non regolari. In cima è posata la statua di un fante ignudo, con elmetto, in atto di incedere; stringe nella sinistra una bandiera mentre la destra, tesa di lato, regge un fascio di foglie d'alloro. Il fante, elmetto in testa, guarda verso destra e sembra chiamare o incitare i compagni. Al centro dei quattro lati della base sono incastonate le lapidi con i nomi dei caduti, ciascuna delle quali è costituita da tre pezzi di marmo bianco di Carrara sovrapposti a seguire le rotondità della base 
ante 1923/07/15-1923/07/15 
0800602348 
monumento ai caduti a cippo 
00602348 
08 
0800602348 
Il monumento ai Caduti è situato al centro del piccolo giardino prospiciente villa Tosi Bellucci, antica proprietà della famiglia Bellucci trasformata nell’Ottocento e sede comunale dal 1916. Il monumento, inaugurato il 15 luglio 1923 alla presenza di Aldo Oviglio, ministro di Grazia e Giustizia, era in origine ubicato in Corso Italia. La base non ha subito, come è accaduto in altri comuni, alcuna mutazione nello spostamento del monumento; tuttavia le cartoline storiche conservate dal museo del Risorgimento di Bologna e dal Museo della Guerra di Rovereto indicano la presenza di iscrizioni anche alla base della statua, sopra le lapidi, a caratteri applicati oggi scomparsi. In occasione dell’inaugurazione fu stampato un libretto nel quale si ricordava, con enfasi, come i nomi dei Caduti fossero finalmente raccolti «in un mistico fascio», e raccontava l’esperienza della guerra vissuta in prima linea, a Gorizia e poi sul Piave, dall’autore, lo scultore e architetto vignolese Luigi Bondioli. La statua è descritta come «il guerriero latino che torna dalla battaglia vittorioso, stringendo la bandiera della patria ed agitando l’alloro della gloria … simbolo di ogni … ideale ... [e] premio della … passione”. Nello stesso libretto, in fondo, le foto e l’albo d’oro dei 109 caduti, i cui nomi sono oggi difficilmente leggibili sul basamento del monumento. Quasi coetaneo di Giuseppe Graziosi, cui si devono numerosi monumenti ai Caduti nel bolognese e nel modenese, e suo collaboratore in varie occasioni, Luigi Bondioli ne ammirò sempre l’operato. Bondioli fu scelto per realizzare il monumento di Vignola per la sua solida conoscenza dell’anatomia e le sue notevoli qualità tecniche. L’opera appartiene alla tipologia dei monumenti caratterizzati dalla figura del fante ignudo e con accessori guerreschi, caratteristiche a cui si accompagna la venerazione della bandiera. Come in altri monumenti analoghi - si veda quello di Sassuolo - la nudità del corpo diventa raffigurazione di un ideale, perdendo la corporeità segnata dal vestito o dalla divisa che legano la figura stessa alla realtà terrena, fisica, immanente. Non a caso, sia nell’iconografia laica, sia in quella sacra, l’Amore Sacro, la Libertà, la Patria spesso sono figure nude. La bandiera ha anch’essa una forte connotazione di sacralità e diventa simbolo della Patria, altre volte rappresentata con una figura allegorica. (Bibliografia e sitografia: "Municipio di Vignola, XV luglio XCXXXIII. La gratitudine dei vignolesi ai gloriosi caduti nella grande guerra 1915-1918", Vignola (MO), Tipografia Antonio Monti, MCMXXIII; "Non omnis moriar: gli opuscoli di necrologio…", a cura di F. Dolci e O. Janz, Roma 2003; C. Cresti, "Architetture e statue per gli eroi. L’Italia dei Monumenti ai Caduti", Firenze, Pontecorboli, 2006; "Luigi Bondioli a cinquant’anni dalla scomparsa", catalogo della mostra a cura di Giuliana Zagnoli Sirotti, con testi di Antonio Sgroi, Savignano sul Panaro (MO), 2007; http://www.emiliaromagna.beniculturali.it/index.php?it/108/ricerca-itinerari/49/449) 
figura di soldato che porta la bandiera 
45B : 33A14 : 44A3 
La base del monumento, in blocchi squadrati di pietra arenaria, è a pianta quadrata e si risolve in un tronco di piramide dalle facce stondate; al centro è posato un plinto costituito anch'esso da pietre squadrate incastonate in forme non regolari. In cima è posata la statua di un fante ignudo, con elmetto, in atto di incedere; stringe nella sinistra una bandiera mentre la destra, tesa di lato, regge un fascio di foglie d'alloro. Il fante, elmetto in testa, guarda verso destra e sembra chiamare o incitare i compagni. Al centro dei quattro lati della base sono incastonate le lapidi con i nomi dei caduti, ciascuna delle quali è costituita da tre pezzi di marmo bianco di Carrara sovrapposti a seguire le rotondità della base 
Vignola (MO) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
figura di soldato che porta la bandiera 
bronzo/ fusione 
marmo bianco di Carrara 
pietra arenaria 

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