figura di soldato: fante (monumento ai caduti - a cippo) by Bazzoni Alberto (sec. XX)

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monumento ai caduti, a cippo, Monumento ai caduti della prima guerra mondiale
monumento ai caduti, a cippo, Monumento ai caduti della prima guerra mondiale figura di soldato: fante, allegoria della Vittoria come donna armata, le Parche, il lavoro nei campi, la battaglia, allegoria della morte del soldato
figura di soldato: fante (monumento ai caduti - a cippo) di Bazzoni Alberto (sec. XX) 
figura di soldato: fante (monumento ai caduti - a cippo) by Bazzoni Alberto (sec. XX) 
figura di soldato: fante, allegoria della Vittoria come donna armata, le Parche, il lavoro nei campi, la battaglia, allegoria della morte del soldato (monumento ai caduti - a cippo) by Bazzoni Alberto (sec. XX) 
figura di soldato: fante, allegoria della Vittoria come donna armata, le Parche, il lavoro nei campi, la battaglia, allegoria della morte del soldato (monumento ai caduti - a cippo) di Bazzoni Alberto (sec. XX) 
Monumento ai caduti della prima guerra mondiale (monumento ai caduti a cippo) 
Il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale si trova in Piazza della Vittoria, sullo sfondo del giardini pubblici. Su un basamento a gradoni, in granito, si alza un imponente pilastro dello stesso materiale o in arenaria; ad esso sono addossate, sui fianchi, quattro colonne doriche scanalate. I lati maggiori sono ornati da due statue in bronzo di grandi dimensioni raffiguranti una Vittoria alata e un fante. Il coronamento del monumento reggiano è decorato da quattro bassorilievi in bronzo carichi di riferimenti all'antichità classica: rappresentano le Parche, il lavoro nei campi, una scena di combattimento e il compianto su un soldato caduto 
1921/07/20-1927/10/30 
0800602351 
monumento ai caduti a cippo 
00602351 
08 
0800602351 
Il 20 luglio del 1921 compare sul "Giornale di Reggio" la prima indicazione per una probabile edificazione di un monumento "ai caduti di Reggio". Nell'estate del '21 la somma di denaro che in tre anni i parenti "dolorosi" avevano raccolto a favore dell'opera ammontava a sole 50.000 lire. Per questo motivo il Fascio Femminile iniziò a sensibilizzare la cittadinanza, per coinvolgerla nell'impresa finanziaria; gli slogan suonavano come: "Passano gli Uomini, restano le Pietre"; oppure: "La Storia è fatta dai Libri e dalle Opere d'Arte". (http://iis.comune.re.it/scuolaadotta/scuola_pascal/concorso.html). L’amministrazione comunale indisse un concorso dal quale risultò vincitore lo scultore parmense Alberto Bazzoni, già autore di altri monumenti ai caduti in numerosi comuni delle province di Parma e Reggio Emilia. Il Museo del Risorgimento di Bologna conserva alcune cartoline nelle quali sono riprodotti i bozzetti dell’artista in previsione del monumento, in buona parte mutati per la realizzazione finale. Durante gli anni Venti infatti i monumenti in ricordo dei caduti della grande guerra sorsero un po' ovunque, in modo capillare, su impulso del regime fascista. Attraverso la diffusione del culto per il sacrificio dei soldati, l'esaltazione del valore bellico e dell'eroismo dei combattenti, il regime intendeva promuovere la fedeltà alla patria e il senso di appartenenza alla nazione. Alla creazione del mito dell'esperienza bellica contribuivano anche le solenni cerimonie di inaugurazione e le commemorazioni trionfali che avevano come epicentro i monumenti stessi; anche per questo motivo era importante scegliere il luogo più consono per la loro collocazione. Nel marzo del '26 il comune di Reggio designò la località per l'erezione del monumento, fuori porta Vittorio Emanuele, località indicata allo scultore solo l’anno seguente, l'8 marzo del 1927. Il 30 ottobre 1927, ricorrenza della Marcia su Roma, verrà finalmente inaugurato il "grandioso" Monumento ai Caduti in Piazza della Vittoria, in presenza del duca di Bergamo e del prefetto Marchese Perrone Campagni in rappresentanza del governo. Un articolo del Giornale di Reggio esaltò l’avvenimento con un vocabolario e un’enfasi comuni per questo tipo di cerimonie in un periodo storico ormai fortemente segnato dall’etica e dai costumi del Fascismo (http://iis.comune.re.it/scuolaadotta/scuola_pascal/articolodigiornale.html). Il Comune aveva partecipato all'impresa con un contributo di 50.000 lire. (Bibliografia e sitografia: F. Cabassi, "Miti bellici nell'età del fascismo: il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale", in I.T.G. ad Indirizzo sperimentale "Blaise Pascal" Reggio Emilia (BUS-TCS), "Le statue nei Giardini", a cura di T. Fiorani e L. Rivi, Reggio Emilia 1996; "Giornale di Reggio", 20 luglio 1921; http://iis.comune.re.it/scuolaadotta/scuola_pascal/notiziestoriche.html; http://www.emiliaromagna.beniculturali.it/index.php?it/108/ricerca-itinerari/53/553) 
allegoria della morte del soldato 
figura di soldato: fante 
allegoria della Vittoria come donna armata 
il lavoro nei campi 
la battaglia 
le Parche 
45B : 45D313(+21) 
45A3 : 54F2(+11) : 31D15 : 45C1 
45H3 
92G1 
45B(+1) : 31E23:(+3) : 5(+2) 
46A14 : 47I12 
Il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale si trova in Piazza della Vittoria, sullo sfondo del giardini pubblici. Su un basamento a gradoni, in granito, si alza un imponente pilastro dello stesso materiale o in arenaria; ad esso sono addossate, sui fianchi, quattro colonne doriche scanalate. I lati maggiori sono ornati da due statue in bronzo di grandi dimensioni raffiguranti una Vittoria alata e un fante. Il coronamento del monumento reggiano è decorato da quattro bassorilievi in bronzo carichi di riferimenti all'antichità classica: rappresentano le Parche, il lavoro nei campi, una scena di combattimento e il compianto su un soldato caduto 
Reggio nell'Emilia (RE) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
figura di soldato: fante 
figura di soldato: fante ; allegoria della Vittoria come donna armata ; le Parche ; il lavoro nei campi ; la battaglia ; allegoria della morte del soldato 
granito 
bronzo/ fusione 
pietra arenaria 

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