allegoria dell'Umana Fragilità (disegno, opera isolata) by Bossi Benigno (sec. XVIII)

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disegno, opera isolata allegoria dell'Umana Fragilità
allegoria dell'Umana Fragilità (disegno, opera isolata) by Bossi Benigno (sec. XVIII) 
allegoria dell'Umana Fragilità (disegno, opera isolata) di Bossi Benigno (sec. XVIII) 
disegno (opera isolata) 
Disegno a penna, con acquerellatura policroma su carta bianca. Il foglio è attaccato nella parte superiore su cartoncino verde. Sul foglio si rilevano segni di incisione, con punta metallica, per calcare il disegno su un altro foglio. Rappresenta l'allegoria dell'umana fragilità, personificata dalla figura femminile centrale, affiancata dalla morte, il vecchio alato con la falce. A destra vari amorini con i simboli della fragilità, alcuni sopra una culla. La scena è circondata da piante ed elementi architettonici 
ca 1764-ca 1764 
0800636328 
disegno 
00636328 
08 
0800636328 
Nell'Inventario generale corrente, manoscritto del 1938-39 e anni seguenti, conservato presso la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Parma e Piacenza è segnalato che lo stato di conservazione risulta buono. Proviene dalla Raccolta Giuseppe Simonetta. Il disegno è inventariato come: "Disegno a penna lievemente acquerellato, a colori, con 'Allegoria della vita e della morte'. Autore Bossi Benigno. Il soggetto del disegno trae ispirazione da un dipinto realizzato da Salvator Rosa circa nel 1656 (il quadro si trova a Cambridge, al Fitzwilliam Museum), raffigurante l’allegoria dell’Umana Fragilità. L’allegoria è rappresentata da una bella giovane con una ghirlanda di rose in testa e seduta sopra un globo di vetro, sopra le ginocchia regge un bambino. Di fianco si colloca la personificazione della morte, un vecchio alato con la falce, mentre fa scrivere al fanciullo la costituzione della vita, ovvero le parole: ‘Nasci poena, vita labor, necesse mori’. Il concetto fu espresso dal grande amico del Rosa, Giovan Battista Ricciardi, in una canzone morale diretta allo stesso artista: “Rosa, il nascere è pena, Il vivere è fatica, Ed il morir necessità fatale”. Il Bossi riprende lo stesso soggetto in questo disegno, in uno stile più classico e realizzano duna composizione di maggior respiro che si sviluppa in senso orizzontale; anche lui aggiunge la culla e due putti che svolgono due azioni legate alla fragilità della vita: il primo soffia in una piccola cannuccia dove escono bolle di sapone, mentre l’altro accende un fuoco ad uno stoppino che pende da una cannuccia. In questo disegno viene aggiunto un nuovo putto appoggiato alla culla e alcuni elementi architettonici e simboli del potere terreno, come la colonna spezzata o la corona rovesciata, che ricordano la vacuità della vita e del potere. Cirillo-Gori accostano la grafia elementare di questo disegno ad un altro studio del Bossi, appartenente alla Biblioteca Palatina con “Giochi di amorini”. Le figure di questo foglio presentano solchi tracciati da punta metallica, probabilmente il disegno doveva essere ricalcato su altro supporto, forse per essere tradotto in stampa, il verso, infatti, è ricoperto da polvere nera. Secondo gli storici le fisionomie, caratteristiche del Bossi, non distano molto dal “Corteo di putti” del 1764, per la somigliante stilizzazione neoclassica 
allegoria dell'Umana Fragilità 
51GG3(+2) : 31F24(+4) 
Disegno a penna, con acquerellatura policroma su carta bianca. Il foglio è attaccato nella parte superiore su cartoncino verde. Sul foglio si rilevano segni di incisione, con punta metallica, per calcare il disegno su un altro foglio. Rappresenta l'allegoria dell'umana fragilità, personificata dalla figura femminile centrale, affiancata dalla morte, il vecchio alato con la falce. A destra vari amorini con i simboli della fragilità, alcuni sopra una culla. La scena è circondata da piante ed elementi architettonici 
Parma (PR) 
proprietà Stato 
allegoria dell'Umana Fragilità 
carta bianca/ acquerellatura 
carta bianca/ penna 
carta filigranata 
bibliografia specifica: Cirillo G./ Godi G - 1991 
bibliografia di confronto: Baldinucci F - 1830 

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