reliquiario - a ostensorio - bottega fiorentina (sec. XVI)

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reliquiario, a ostensorio
reliquiario - a ostensorio - bottega fiorentina (sec. XVI) 
reliquiario - a ostensorio - bottega fiorentina (sec. XVI) 
reliquiario (a ostensorio) 
Reliquiario della Croce con figure di angeli e Cristo risorto. Il basamento è a forma quadrangolare terminante con due lobi a semicerchio e decorato a cesello con ovoli e cornici. Sul basamento festoni di fiori e frutta che racchiudono cartigli con lapislazzuli incastonati ed incisi (figure: Marsia, Esculapio, Orfeo, Apollo?) sia antichi sia di imitazione. Ha infissi, per mezzo di perni saldati a vite nel rovescio, quattro angioletti d'argento dorato a rilievo con le ali smaltate. Sul basamento posa un piede ovale di cristallo di rocca sfaccettato e inciso a motivi geometrici ai cui fianchi sono due angeli di argento dorato con le ali smaltate, lavorati a tutto tondo e fissati a vite. Nella parte centrale del cristallo è infisso per mezzo di un perno di ferro dorato un fusto, pure di cristallo di rocca, scanalato e ornato, sul quale posa il reliquiario propriamente detto. Anch'esso è di crostallo di rocca, legato in argento e incernierato; la cornice è sbalzata e cesellata con motivi fogliacei, conchiglie, lunule incavate e volti di cherubini. In alto è uno zaffiro chiaro legato in argento, sormontato dalla figura di Cristo risorto, in argento dorato e lavorata a tutto tondo. All'interno una reliquia della Croce, legata in filigrana d'argento e autenticata da sigillo vescovile 
1562-1562 
0900050443 
reliquiario a ostensorio 
00050443 
09 
0900050443 
L'attribuzione tradizionale a Benvenuto Cellini (Firenze 1500 - ivi, 1571), data pur sempre in forma dubitativa, ha se non altro il merito di individuare un periodo e un ambiente: Firenze intorno agli anni 1560. Poichè l'opera è assolutamente qualificata dal punto di vista stilistico, dovrebbe essere possibile individuarne l'autore. Lo stato attuale delle ricerche ha portato a questo risultato: nell' "Inventario generale della guardaroba medicea" (Guardaroba 65), conservato nell'Archivio di Stato di Firenze, a c. 35, si parla più volte di "un vaso di cristallo di montagna col piè, entrovi una reliquia della croce legata in argento d'orato", il quale oggetto viene consegnato "al s. cav. ms Thom/so de Medici per portarlo a S.E.I. a Pisa" e quindi "consegnata a commissione di S.E.I. alla chiesa dei Cavalieri di S° Stepano come al gior/le sotto di 7 d'agosto 1563". Sappiamo, d'altra parte, (TANFANI CENTOFANTI, "Notizie d'artisti", Pisa 1897, p. 219) che l'orafo fiorentino Giovan Battista Lomi di Bartolomeo, per commissione granducale lavorò per opere importanti destinate alla chiesa dei Cavalieri, appunto tra il 1562 e il 1575 (ed è l'unico nome rintracciato in riferimento a detta chiesa) 
Reliquiario della Croce con figure di angeli e Cristo risorto. Il basamento è a forma quadrangolare terminante con due lobi a semicerchio e decorato a cesello con ovoli e cornici. Sul basamento festoni di fiori e frutta che racchiudono cartigli con lapislazzuli incastonati ed incisi (figure: Marsia, Esculapio, Orfeo, Apollo?) sia antichi sia di imitazione. Ha infissi, per mezzo di perni saldati a vite nel rovescio, quattro angioletti d'argento dorato a rilievo con le ali smaltate. Sul basamento posa un piede ovale di cristallo di rocca sfaccettato e inciso a motivi geometrici ai cui fianchi sono due angeli di argento dorato con le ali smaltate, lavorati a tutto tondo e fissati a vite. Nella parte centrale del cristallo è infisso per mezzo di un perno di ferro dorato un fusto, pure di cristallo di rocca, scanalato e ornato, sul quale posa il reliquiario propriamente detto. Anch'esso è di crostallo di rocca, legato in argento e incernierato; la cornice è sbalzata e cesellata con motivi fogliacei, conchiglie, lunule incavate e volti di cherubini. In alto è uno zaffiro chiaro legato in argento, sormontato dalla figura di Cristo risorto, in argento dorato e lavorata a tutto tondo. All'interno una reliquia della Croce, legata in filigrana d'argento e autenticata da sigillo vescovile 
Pisa (PI) 
proprietà Stato 
reliquiario 
ferro/ doratura 
cristallo di rocca/ sfaccettatura/ incisione 
zaffiro 
argento/ cesellatura/ sbalzo/ filigrana/ doratura/ smaltatura 
lapislazzulo/ incastonatura/ incisione 
bibliografia specifica: Galli R - 1916 
bibliografia specifica: Guarneri G - 1928 
bibliografia di confronto: Tanfani Cantofanti L - 1897 

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