Isaia (cuspide, elemento d'insieme) by Giovanni dal Ponte (secondo quarto sec. XV)

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cuspide, elemento d'insieme, sinistra Isaia
Isaia (cuspide, elemento d'insieme) di Giovanni dal Ponte (secondo quarto sec. XV) 
Isaia (cuspide, elemento d'insieme) by Giovanni dal Ponte (secondo quarto sec. XV) 
cuspide (elemento d'insieme) 
Cuspide sormontante lo scomparto di sinistra 
ca 1434-ca 1434 
0900098720-5 
cuspide 
00098720 
09 
0900098720 
Il prezioso dipinto è opera di Giovanni dal Ponte (Firenze 1386 - 1437 o 1438); datato 1434, fu commissionato dalla Badessa di Rosano Caterina di Guido da Castiglionchio, che resse il monastero dal 1422 al 1440, ornandolo di altre opere importanti, come il fonte battesimale, eseguito nel 1423 e che ugualmente reca incisi il suo nome e la data. Il trittico riveste particolare importanza perché, insieme a un altro molto simile della Pinacoteca Vaticana del 1435, è una delle poche opere datate nel corpus di Giovanni dal Ponte e quindi costituisce un punto di riferimento essenziale per tutti gli studi su questo artista. Giovanni di Marco, detto Dal Ponte, si formò nell'ambito di botteghe di tradizione trecentesca, come quelle dei Gerini e di Spinello Aretino, manifestando un interesse particolare per la produzione dei pittori (lo Starnina, il Maestro del Bambino Vispo) che divulgarono a Firenze le nuove correnti del tardogotico oltremontano. Le tavole raffiguranti i Santi Cosma e Damiano (già Roma, coll. Massimo) e i due sportelli di tabernacolo con la Resurrezione e la Corcifissione (già coll. Silberman) documentano la prima attività di un pittore che si caratterizza per la vivacità ritmica del disegno e la freschezza degli effetti cromatici. I Santi Giuliano e Giovanni Battista (Arezzo, Museo Civico), i tre pannelli di predella (Bruxelles, Musées Royaux) e i portelli con Santi e Annunciazione (divisi tra Cambridge, coll. Fitzwilliam, e Firenze, coll. Bartolini Salimbeni Vivai) seguono un avvicinamento al Ghiberti. A Lorenzo Monaco, Giovanni di Marco guarda con particolare interesse a cominciare dal 1415 circa fino alla scomparsa del pittore camaldolese intorno al 1424: vedi il polittico ex Fabbri (Columbia, Museum of Art) e la Madonna già a Northuick. Nel 1430-35 ritorna nella sua opera il tema dell'Annunciazione: oltre che il Trittico di Rosano quello di Poppiena (Pratovecchio) ed il terzo della Pinacoteca Vaticana (1435) sono opere che si caratterizzano per un plasticismo insistito e per un decoratismo un po' pesante. Gli affreschi della cappella Scali nella chiesa fiorentina di Santa Trinita (1434-35), la tavola con la Madonna e Santi, già nella chiesa di San Salvatore del Monte (Firenze, Museo di San Marco) e i Santi Michele e Bartolomeo (Digione, Museo Municipale) rappresentano gli ultimi, meno felici sviluppi dell'attività del pittore. La sua bottega condivisa dal 1429 con Smeraldo di Giovanni, produsse anche numerosi cassoni dipinti 
Isaia 
sinistra 
11 I 62 (ISAIAH) 
Cuspide sormontante lo scomparto di sinistra 
Rignano sull'Arno (FI) 
proprietà Ente religioso cattolico 
Isaia 
tavola/ pittura a tempera 
bibliografia specifica: Berenson B - 1963 
bibliografia specifica: Van Marle R - 1923-1938 
bibliografia specifica: Guidi F - 1968 
bibliografia specifica: Mostra tesoro - 1933 
bibliografia specifica: Offner R - 1933 
bibliografia specifica: Salvini R - 1934 
bibliografia specifica: Chiesa fiorentina - 1970 
bibliografia specifica: Carocci G - 1906-1907 
bibliografia specifica: Shell C.M - 1972 
bibliografia specifica: Vavasour Elder I - 1916 

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