Le quattro parti del Mondo (decorazione pittorica) by Tempesti Giovanni Battista, Tarocchi Mattia (seconda metà sec. XVIII)

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decorazione pittorica Le quattro parti del Mondo
Le quattro parti del Mondo (decorazione pittorica) by Tempesti Giovanni Battista, Tarocchi Mattia (seconda metà sec. XVIII) 
Le quattro parti del Mondo (decorazione pittorica) di Tempesti Giovanni Battista, Tarocchi Mattia (seconda metà sec. XVIII) 
decorazione pittorica 
Sulle pareti del salone compaiono le allegorie monocrome delle quattro parti del mondo. Tali figurazioni allegoriche hanno intorno i simboli dei mondi che rappresentano: l'Europa, raffigurata come un'elegante e regale donna con corona in testa, tiene nella mano destra il simbolo della chiesa; ai piedi ha i simboli dell'intelletto, dell'arte, della fede: la tavolozza con i pennelli simbolo della pittura, il martello e lo scalpello simboli della scultura, il compasso dell'architettura e sulla destra la tiara, simbolo del potere religioso. L'America è rappresentata da un giovane piumato con un coccodrillo ai piedi. L'Africa invece da una donna con accanto un leone, mentre l'Asia da un cammello e da una donna mollemente seduta su di esso con l'incensiere per bruciare i profumi d'Oriente. La decorazione prosegue anche sulle porte dove finti timpani a struttura spezzata vengono adornati con busti poggianti su basamenti quadrati 
1750-1799 
0900143471A 
decorazione pittorica 
00143471 
09 
0900143471A 
Il palazzo Silvatici, passò prima alla famiglia Lami e in seguito a quella Fedeli, oggi è proprietà della Soc. Casa Ed. "Avanti" e ospita anche la sede del P.S.I.. Soltanto il Da Morrona accenna alle decorazioni del palazzo Silvatici così nel suo compendio (1798, p. 160) parlando del Tempesti a proposito dei lavori di Palazzo Silvatici dice: "Principalmente nella gran sala si distinse dentro le quadrature del Tarocchi". Accennando poi al Tarocchi il Da Morrona ricorda l'opera del quadraturista nelle sale "degli ex nobili Franceschi e Silvatici" e lo considera per tali lavori "vero maestro di architettura". Profondamente illusionistica è la struttura decorativa della sala: l'architettura è dipinta, le statue sono dipinte; c'è una simbiosi tra la pittura che diviene architettura, pittura che diviene scultura, pittura che diviene arazzo. Così nell'allegoria con l'Europa il cavallo, animale simbolo della colta Europa, richiama molti tra gli arazzi fiorentini granducali ed anche l'impostazione della figura e degli oggetti fa pensare ad un cartone di tessuti. Entrando nel salone si ha l'impressione che le superfici su diversi piani prospettici, col fuoco unificante della volta affrescata, mutino sotto i nostri occhi come quinte teatrali. Sotto l'esempio dei Bibbiena, la prospettiva è adoperata per creare uno spazio immaginario, una profondità fittizia in cui dominano la finzione e il gioco. L'architetto diventa scenografo - regista, fa muovere attori ed uomini in funzione della scena 
Le quattro parti del Mondo 
Sulle pareti del salone compaiono le allegorie monocrome delle quattro parti del mondo. Tali figurazioni allegoriche hanno intorno i simboli dei mondi che rappresentano: l'Europa, raffigurata come un'elegante e regale donna con corona in testa, tiene nella mano destra il simbolo della chiesa; ai piedi ha i simboli dell'intelletto, dell'arte, della fede: la tavolozza con i pennelli simbolo della pittura, il martello e lo scalpello simboli della scultura, il compasso dell'architettura e sulla destra la tiara, simbolo del potere religioso. L'America è rappresentata da un giovane piumato con un coccodrillo ai piedi. L'Africa invece da una donna con accanto un leone, mentre l'Asia da un cammello e da una donna mollemente seduta su di esso con l'incensiere per bruciare i profumi d'Oriente. La decorazione prosegue anche sulle porte dove finti timpani a struttura spezzata vengono adornati con busti poggianti su basamenti quadrati 
Pisa (PI) 
proprietà privata 
Le quattro parti del Mondo 
intonaco/ pittura a fresco/ pittura a tempera 
bibliografia di confronto: Da Morrona A - 1812 
bibliografia di confronto: Da Morrona A - 1798 

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