Non identificabile (decorazione pittorica, frammento) by Tempesti Giovanni Battista, Cioffi Pasquale (sec. XVIII)

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decorazione pittorica, frammento Non identificabile
Non identificabile (decorazione pittorica, frammento) by Tempesti Giovanni Battista, Cioffi Pasquale (sec. XVIII) 
Non identificabile (decorazione pittorica, frammento) di Tempesti Giovanni Battista, Cioffi Pasquale (sec. XVIII) 
decorazione pittorica (frammento) 
Oggi sulle pareti della chiesa sono visibili solo lievi tracce di architetture dipinte. Da una foto conservata nell'archivio fotografico della soprintendenza e scattata in epoca precedente ai restauri, si coglie anche un breve accenno di figura 
1700-1799 
0900143522 
decorazione pittorica 
00143522 
09 
0900143522 
Il Bellini-Pietri, (1913, p. 70)riguardo alla chiesa di S. Vito ci dice che:"sulla parete di fondo, sopra l'altare maggiore è un affresco di Giovanni Battista Tempesti raffigurante la morte di S. Ranieri. Il rimanente di questo e le altre pareti sono affrescate dallo stesso ad architetture. Il Polloni (Catalogo... pittura, Pisa 1836-38, p. 87)fa per le architetture dipinte il nome di Pasquale Cioffo-per il quale si rimanda all'opera di Pasquale Mancini- e tesse le lodi di questo artista napoletano, "degno collaboratore" del Tempesti che "in special modo distinguevasi nelle più astruse eseguzioni di prospettiva". La notizia di questa collaborazione-come si è visto, non più riportata dal Bellini-Pietrici sembra senz'altro attendibile tenuto conto di quanto ci dice Polloni (cit., p. 88:" Ma io che siccome fui suo scolaro, ho bene conosciuto la sua storia ...Egli insegnavami in mirabil maniera a colorire in disegno il paese...Ma di esso non più") Riguardo alla costruzione della chiesa il Ranieri Grassi (Vol.III, 1838, p. 92) ci dice che "..fu abbattuto l'antico tempio di S. Vito, rivolto a ponente...(il nuovo) fu eretto nel 1787 sopra una parte del medesimo oratorio di cui ora si parla". A tal proposito ci sembra interessante aggiungere che la chiesa di S. Vito è una delle poche pisa , insiemea quella di S. Marta, a presentare nella sua ricostruzione settecentesca una qual certa volonta urbanistica. Ed infatti " lo scopo di rendere libera in ogni sua parte la bella contrada del lungarno fu - a detta dello stesso Grassi(cit. nota 48), - il motivo dell'atterramento di quell'antico edifizio che ne rendeva angustissimo il passaggio". gli affreschi quindi devono collocarsi nell'ultimo periodo del secolo XVIII (dopo il 1787). Il soffitto della chiesa- secondo quanto scrive il Bellini-Pietri nel 1913 (p.709)- era a cassettoni lignei del XVII sec. ornato di pitture attribuibili al Salimbeni ma poi ripassate dal nostro Tommaso Tommasi. Era diviso in 35 scomparti di più misure. Quello di centro presenta una Madonna in gloria gli altri, storie della Vergine e del Cristo, storie dei dottori e degli Apostoli. In alcuni più piccoli erano poi raffigurati emblemi tratti dalle litanie della Vergine 
Non identificabile 
Oggi sulle pareti della chiesa sono visibili solo lievi tracce di architetture dipinte. Da una foto conservata nell'archivio fotografico della soprintendenza e scattata in epoca precedente ai restauri, si coglie anche un breve accenno di figura 
Pisa (PI) 
proprietà Ente religioso cattolico 
Non identificabile 
intonaco/ pittura a fresco 
bibliografia specifica: Grassi R - 1836-1838 
bibliografia specifica: Bellini Pietri A - 1913 
bibliografia specifica: Polloni B - 1837 
bibliografia specifica: Mancini F - 1964 

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