S. Pietro/ La Fede/ Angeli (decorazione pittorica) by Tarocchi Mattia, Tempesti Giovanni Battista (sec. XVIII)

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decorazione pittorica S. Pietro/ La Fede/ Angeli
S. Pietro/ La Fede/ Angeli (decorazione pittorica) by Tarocchi Mattia, Tempesti Giovanni Battista (sec. XVIII) 
S. Pietro/ La Fede/ Angeli (decorazione pittorica) di Tarocchi Mattia, Tempesti Giovanni Battista (sec. XVIII) 
decorazione pittorica 
L'abside della chiesa di S. Apollonia è decorata con quadrature e figure dipinte in monocromo con alcuni tocchi dorati sulle colonne della balaustra e sui capitelli che coronano le colonne del baldacchino. La quadratura presenta una finta balaustra al di la della quale si erge il baldacchino a pianta circolare, sorretto da colonne tortili e scanalate. Idealmente le colonne sembrano avere un proseguimento illusorio nell'abside, coronata da una finta cupola su cui sembra svettare l'apice del baldacchino. Al centro è la figura in monocromo di S. Pietro mentre figure allegoriche siedono ai lati. Quella a destra parrebbe simbolizzare la "Fede", mentre quella sinistra è di difficile identificazione. I soliti puttini del Tempesti coronano la parte superiore del baldacchino su cui sono comodamente seduti 
post 1777-1777 
0900143525 
decorazione pittorica 
00143525 
09 
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LA chiesa di S. Apolonia è stata disegnata e ricostruita da Mattia Tarocchi dietro committenza della nobile famiglia dei Galletti (la stessa famiglia che nel 1721 aveva fatto rinnovare la facciata della piccola chiesa della Madonna dei Galletti sul Lungarno, la cui facciata si deve al progetto di Ignazio Pellegrini). La chiesa presenta, in chiave di un barocchetto che volge al roccocò, a chiare lettere la mano di Mattia Tarocchi. Il Da Morrona (1793, vol. III, pp. 234-235; 1812, vol. III, pp. 228-229) parlando di S. Pietro in Ischia (antica denominazione di S. Apollonia) dive:" fu ridotta al moderno aspetto col disegno di Mattia Tarocchi architetto pisano". Aggiunge che:" egli dipinse a fresco l'architettonico edificio dell'altare maggiore ov'è benintesa la prospettiva. Lo adorno Giò Tempesti di graziosi putti, e di altre figure; ed il Santo tiltolare della chiesa è la principale di esse".Il Da Morrona nel brano che segue chiarisce il senso delle finte architetture come " prerogativa di un paese povero" e dice infatti :" quest'uso peraltro degli altari dipinti parrebbe che praticar non si dovesse nella città di qualche considerazione perchè essi principal pregio essendo di un tempio, destano cosi fatti un'idea di compenso o di cosa gretta e meschina". Anche altri autori di guide( Grassi, vol.III, 1838, p100; Bellini-Pietri, 1913, p. 100) attribuiscono le quadrature al Tarocchi e le figure al Tempesti. Non ci tramandano invece alcun nome che possa essere legato all'autore degli ovali sulle pareti. Le figure dell'abside di S. Apollonia ricordano da vicino i monocromi della Villa Belvedere e dell'oratorio di Crespina. La quadratura dipinta dal Tarocchi riprende la concezione del baldacchino di S. Pietro del Bernini, benchè in maniera estremamente provinciale, da orecchiante, su pianta circolare e delle macchine per le quarantore del Pozzo. Questa decorazione absidale si pone come uno degli esempi più caratteristici di una volonta illusionistica che vuole attraverso un finto apparato, creare l'illusione di un apparato reale. E' cosi ricorda la concezionedi una "macchina per le feste"che vedremo disegnata dallo stesso Tarocchi per la chiesa di S. Marta in Pisa, la cui memoria ci è tramandata da un incisione di Bartolomeo Polloni. Tale paragone ci chiarisce ancora più il significato del gusto per lo spettacolo, per l'apparenza che è tipico di tutto il settecento pisano 
S. Pietro/ La Fede/ Angeli 
L'abside della chiesa di S. Apollonia è decorata con quadrature e figure dipinte in monocromo con alcuni tocchi dorati sulle colonne della balaustra e sui capitelli che coronano le colonne del baldacchino. La quadratura presenta una finta balaustra al di la della quale si erge il baldacchino a pianta circolare, sorretto da colonne tortili e scanalate. Idealmente le colonne sembrano avere un proseguimento illusorio nell'abside, coronata da una finta cupola su cui sembra svettare l'apice del baldacchino. Al centro è la figura in monocromo di S. Pietro mentre figure allegoriche siedono ai lati. Quella a destra parrebbe simbolizzare la "Fede", mentre quella sinistra è di difficile identificazione. I soliti puttini del Tempesti coronano la parte superiore del baldacchino su cui sono comodamente seduti 
Pisa (PI) 
proprietà Ente religioso cattolico 
S. Pietro/ La Fede/ Angeli 
intonaco/ pittura a tempera/ pittura a fresco 
bibliografia specifica: Da Morrona A - 1812 
bibliografia specifica: Grassi R - 1836-1838 
bibliografia specifica: Bellini Pietri A - 1913 

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