dipinto by Lorenzo di Bicci (sec. XIV)

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dipinto by Lorenzo di Bicci (sec. XIV) 
dipinto di Lorenzo di Bicci (sec. XIV) 
dipinto 
Tavola cuspidata montata su cornice a dentelli; sottostante predella riquadrata con cornice simile 
ca 1380-ca 1385 
0900191336A-0 
dipinto 
00191336 
09 
0900191336A 
Si deve al Cohn, sulla base di una indicazione presente in un documento del 1777 che descrive i due pezzi ancora uniti presso la Camera di Commercio, il riconoscimento che la tavola con San Martino in cattedra e la predella con San Martino che dona il suo mantello al povero facevano parte di un insieme. Già all'epoca della soppressione leopoldina della Camera di Commercio nel 1782 le due tavole risultano separate e la loro storia si divide. Da una parte la tavola principale è inviata in deposito alla chiesa di S. Niccolò a Ferraglia vicino a Vaglia: da questo momento il santo raffigurato sarà identificato con Niccolò (come attesta l'iscrizione apocrifa in basso) e si perderà il legame con la tavoletta raffigurante San Martino e il povero che rimarrà nei depositi della Galleria degli Uffizi. Il Cohn rilevava inoltre la provenienza dell'insieme da un pilastro della chiesa di Orsanmichele: in virtù della presenza dello stemma dell'Arte dei Vinattieri sulla predella era in grado di collegare il dipinto ad un documento del 30 aprile 1380 nel quale si autorizzava l'arte a appendervi un'immagine del proprio santo. Per quanto riguarda la vicenda attributiva in un primo tempo il Cohn ricondusse la pala al nome di Lorenzo di Bicci datandola subito dopo il 1380; poi lo stesso Cohn la ritenne molto vicina stilisticamente alla personalità ricostruita dall'Offner del Maestro dell'Altare di S. Niccolò (dalla tavola in San Niccolò Oltrarno). Gli elementi fortemente orcagneschi presenti nella pala e il gusto arcaizzante che impronta la figura del San Martino in cattedra hanno ricondotto la critica (Marcucci, Boskovits, Offner, Fremantle) a restituire la pala a Lorenzo di Bicci il quale formatosi nella bottega orcagnesca, ebbe uno stile parallelo a Jacopo di Cione. Una storia parzalmente diversa è toccata alla predella prima della riunificazione proposta dal Cohn nel 1956: infatti dal Berenson fu attribuita a Bicci di Lorenzo, dal Gronau a Lorenzo di Bicci, dal Bettini a Giusto de' Menabuoi 
Tavola cuspidata montata su cornice a dentelli; sottostante predella riquadrata con cornice simile 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
dipinto 
tavola/ pittura a tempera/ doratura a foglia 
bibliografia specifica: Toesca P - 1951 
bibliografia specifica: Berenson B - 1932 
bibliografia specifica: Boskovits M - 1975 
bibliografia specifica: Kirchen Florenz - 1940-1954 
bibliografia specifica: Fremantle R - 1975 
bibliografia specifica: Marcucci L - 1965 
bibliografia specifica: Antal F - 1947 
bibliografia specifica: Cohn W - 1959 
bibliografia specifica: Offner R - 1981 
bibliografia specifica: Cohn W - 1956 
bibliografia specifica: Bettini S - 1944 
bibliografia specifica: Gronau H. D - 1932-1934 
bibliografia specifica: Sinibaldi G - 1950 

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