Una famiglia salvata dall'inondazione del Serchio, episodio dell'inondazione del Serchio nel 1843 (dipinto) by Pollastrini Enrico (sec. XIX)

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dipinto episodio dell'inondazione del Serchio nel 1843
Una famiglia salvata dall'inondazione del Serchio, episodio dell'inondazione del Serchio nel 1843 (dipinto) by Pollastrini Enrico (sec. XIX) 
Una famiglia salvata dall'inondazione del Serchio, episodio dell'inondazione del Serchio nel 1843 (dipinto) di Pollastrini Enrico (sec. XIX) 
Una famiglia salvata dall'inondazione del Serchio, episodio dell'inondazione del Serchio nel 1843 (dipinto) 
In cornice dorata in pastiglia con elementi floreali 
1845-1845 
0900225245 
dipinto 
00225245 
09 
0900225245 
Il quadro venne commissionato al Pollastrini dal granduca Leopoldo II per ricordare il triste avvenimento dell'inondazione del Serchio straripato alle tre di notte del 16 gennaio 1843. Il dipinto, pagato 300 zecchini, fu inviato a Pisa insieme ad altri due, eseguiti dal Signorini con identico soggetto forse per commemorare l'episodio (6 giugno 1845). Tutte e tre le tele parteciparono quello stesso anno all'esposizione dell'Accademia di Belle Arti di Firenze ("Gazzetta di Firenze", n. 119, 4 ottobre 1845). L'opera raggiunse la sua destinazione in Palazzo Pitti, quindi seguì i consueti spostamenti delle opere d'arte moderna, che vennero collocate nella R. Accademia di Belle Arti, poi divenuta Galleria d'Arte antica e moderna. Infine, costituitasi la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, rientrò nella sua attuale sede. L'episodio al quale si riferisce il dipinto destò allora grande commozione ed è riportato già nelle cronache del tempo. Il "Giornale del Commercio" (n. 5, 1 febbraio 1843) riferiva con drammaticità e dovizia di particolari di Alessandra Mazzanti in gravi difficoltà col figlioletto di sei anni ed un altro di sei mesi, vista all'estremo delle forze in una cantonata della casa distrutta dalla furia delle acque, ferita dai rottami, mentre "tendeva una mano al cielo per cercare soccorso". Pollastrini dipinge l'acme della scena per accentuare gli aspetti teatrali e drammatici. Il ragazzino è già in salvo in collo ad un uomo, un altro regge la fune alla quale è stata ancorata la donna, un certo Pietro Fabbri aggrappatosi alle radici di un albero semisommerso, strappa a fatica la donna dallo sguardo atterrito con il suo piccolo in fasce. Sono noti i nomi degli altri soccorritori, i fratelli Ranieri e Pasquale Croci. La composizione del quadro è stata oggetto di vari studi del Pollastrini. Disegni di particolari diversi sono conservati al Museo Civico Fattori di Livorno, ed un acquarello è al Gabinetto di Disegni e Stampe degli Uffizi. Inoltre sono segnalati ben sette studi su tela, passati nel 1860 da Palazzo Pitti a Poggio Imperiale (Archivio di Stato, I. e R. Corte 1438, 1487). Presso la Biblioteca Marucelliana di Firenze è custodita una litografia del Barni su disegno del Marrubini. Pollastrini mostra dunque in quest'opera di aver operato una ricerca attenta, che partendo da dati reali e di cronaca, si cimenta con la difficoltà compositiva dei due gruppi in scorcio diagonale per accentuare gli effetti melodrammatici. Ciò avviene per una maturazione rispetto alla sua prima educazione sotto l'influenza del Benvenuti, grazie all'accoglimento di tipologie ed effetti tipicamente romantici 
episodio dell'inondazione del Serchio nel 1843 
Una famiglia salvata dall'inondazione del Serchio 
In cornice dorata in pastiglia con elementi floreali 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
episodio dell'inondazione del Serchio nel 1843, Una famiglia salvata dall'inondazione del Serchio 
tela/ pittura a olio 
bibliografia specifica: Cultura neoclassica - 1972 
bibliografia specifica: Saltini G. E - 1862 

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