Madonna col Bambino (statua) - bottega fiorentina (seconda metà sec. XIV)

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statua Madonna col Bambino
Madonna col Bambino (statua) - bottega fiorentina (seconda metà sec. XIV) 
Madonna col Bambino (statua) - bottega fiorentina (seconda metà sec. XIV) 
1350-1399 
Statua 
statua 
00235655 
09 
0900235655 
L'opera appare in Camposanto prima del 1829; Lasinio la colloca su un piedistallo quadrangolare e sul capitello composito (09/00235618) nella fila anteriore del corridoio ovest, vicino alla congiunzione col corridoio nord. Passata nel 1935 nella collezione del Museo dell'Opera del Duomo (Loggetta ), dopo un lungo periodo nei depositi della Primaziale, è dal 1986 al Muse o Nazionale di S. Matteo. La statuetta, scolpita a tutto tondo su una base ottagonale e in buono stato di conservazione se si eccettua l'annerimento delle superfici, presenta posteriormente il segno di un perno e anteriormente, lungo i bordi della veste, una serie di piccoli buchi regolari destinati a contenere piccole gemme o all'inserimento di un particolare ornamento. Negli inventari lasiniani (1831, 1833) la statuetta risultava attribuita ad Andrea Orcagna, con l'indicazione: "Dicesi che fosse quella mancante al famoso Tabernacolo di Or S. Michele di Firenze"; Lasinio la citava come donazione propria e del figlio, mentre in una nota del Grassi viene indicata come dono di Antonio Masi di Pontedera. Come opera dell'Orcagna la Madonna era citata e riprodotta in incisione dal Rohault de Fleury alla metà dell'Ottocento. Papini, considerando una leggenda la presunta origine fiorentina, riportava la statua in ambito locale, considerandola una tarda imitazione, forse dei primi del Quattrocento, di forme tipiche di Nino Pisano. Nell'esporla al Museo dell'Opera, nel 1935, Carli riprendeva il giudizio parlando di "tardiva grazia d'origine ninesca" e collocando l'opera verso l a fine del Trecento; come di "seguace di Nino Pisano" è citata anche in un aP9steriore nota del Toesca. Ragghianti (1938) riportava invece l'opera in ambito fiorentino, inserendola nel suo catalogo ricostruttivo della personalità di Alberto Arnoldi; l'attribuzione a quest'ultimo è stata respinta d a Kreytenberg, che proponeva in un primo momento (1977) un accostamento a Giovanni e Pace Bertini, scultori fiorentini attivi a Napoli verso la metà del secolo XIV. Più recentemente lo Stesso Kreytenberg (1984a) ha invece inserito l'opera nel suo catalogo di Tommaso Pisano, per la presunta vicinanza con opere la cui pertinenza a Tommaso è però discussa (Angelo 09/00235 674, di questo catalogo) o deve essere respinta su base documentaria (sepolcro Ammannati in Camposanto, opera di Puccio di Landuccio e collaboratori ). La statua non presenta, a nostro avviso, caratteri tali da permettere u n suo agevole inserimento nel percorso, ancora mal noto, della scultura pisana della seconda metà del Trecento, nonostante qualche affinità con i modi degli scultori della citata tomba Ammannati, spiegabili con una comune attenzione verso Andrea e Nino Pisano. Alcune caratteristiche quali la salda impostazione della figura, il panneggio, la tipologia dei volti, fanno invece propendere per una sua collocazione all'interno della produzione scultorea fiorentina subito dopo la metà del secolo. Si nota una sensibile vicinanza di impostazione complessiva con le opere più sicuramente attribuibili ad Alberto Arnoldi, nelle quali sono riscontrabili d'altronde elementi derivati dalla scultura pisana, mentre il volto della Madonna appare più vicino alle definizioni orcagnesche nel tabernacolo di Orsanmichele. La "leggendaria" appartenenza a quest'ultimo e l'antico riferimento proprio all'Orcagna possono in realtà indicare una effettiva provenienza fiorentina dell'interessante opera 
Madonna col Bambino 
Statua 
Madonna col Bambino 
Pisa (PI) 
0900235655 
statua 
proprietà privata 
marmo 
bibliografia specifica: Marmi Lasinio - 1993 

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