decorazione plastico-architettonica by Boulogne Jean de detto Giambologna, Piccardi Jacopo (sec. XVI)

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decorazione plastico-architettonica
decorazione plastico-architettonica di Boulogne Jean de detto Giambologna, Piccardi Jacopo (sec. XVI) 
decorazione plastico-architettonica by Boulogne Jean de detto Giambologna, Piccardi Jacopo (sec. XVI) 
decorazione plastico-architettonica 
paramento plastico architettonico del vestibolo e della cappella; nel vestibolo un sistema di lesene scanalate in marmo con capitello composito sorreggono un architrave in marmo liscio con cornice modanata e decorata da doppia fila di dentelli, sostenente un attico scandito da lesene lisce con decoro a cartella e festone, sui lati brevi sono le incorniciature marmoree di due finte finestre; attraverso un arco si accede alla cappella vera e propria che presenta un primo ordine interamente rivestito in marmi policromi a specchiature scandito da lesene scanalate con capitelli compositi, cui si alternano nicchie ai lati degli altari e specchiature decorate a rilievo; sorreggono un architrave con iscrizione in cisa in lettere capitali dorate e cornice a dentelli; attico costituito da lunettoni sui quali si imposta la cupola 
ca 1580-ca 1588 
0900281213A 
decorazione plastico-architettonica 
00281213 
09 
0900281213A 
Giambologna è citato come ideatore e resposabile della cappella di Sant'Antonino nella lettera di Simone Fortuna del 27 ottobre 1581 e nei testi di Borghini (1584) e di Buoninsegni (1589). Il nome di Jacopo Piccardi da Rovezzano viene collegato al cantiere della cappella da Ewa Karwacka Codini e Milletta Sbrilli, sembra, in base a prove documentarie non esplicitamente citate. L'8 gennaio 1579 fu concessa ai fratelli Averardo e Antonio Salviati la cappella dedicata a San Domenico nella chiesa di S. Marco per costruire una nuova sepoltura per Sant'Antonino. È probabile che i lavori iniziarono, partendo dalla cripta, poco dopo, sia perché nel corridoio di quest'ultima si legge la data 1580, sia perché il Fortuna, nella citata lettera del 27 ottobre 1581, indica che la costruzione della cappella "... è molto inanzi...". E quindi la data ricordata dal Loddi per la posa della prima pietra della cappella (1582) si riferisce probabilmente alla costruzione della cappella vera e propria. Nello stesso anno i frati di S. Marco concessero ai Salviati ulteriori spazi nella chiesa. Nel 1584, l'apparato decorativo era già progettato nei minimi particolari e forse già in una fase avanzata di elaborazione, poiché a questa data il Borghini, pur parlando al futuro, lo descrive accuratamente. La cappella fu completata probabilmente entro il 1588, la data che si legge sui portali del vestibolo, e sicuramente entro il 9 maggio 1589 quando avvennne la solenne traslazione del corpo di Sant'Antonino, ricordata nella pubblicazione coeva del Buoninsegni che descrive dettagliatamente la cappella. Lo Holderbaum suggerisce che il disegno dell'apparato architettonico di Giambologna deve molto alla cappella che il Dosio costruì per i Gaddi nella chiesa fiorentina di S. Maria Novella. E mentre la Dhanens e lo Avery sottolineano il legame con l' Altare della Libertà erett dallo scultore fiammingo a Lucca, il Bury esamina il rapporto tra la distrutta cappella costruita da Giambologna a partire dal 1579 per i Grimaldi in S. Francesco di Castelletto a Genova e questa in S. Marco a Firenze.La recente pubblicazione (1996) del quaderno della cappella di Sant'Antonino conservato presso l'archivio Salviati, ha consentito di puntualizzare le responsabilità di esecuzione, ribadendo l'importanza del Giambologna come responsabile dell'ideazione e progettazione, nonché dell'esecuzione delle sculture, ma anche la presenza di una grossa attività di bottega estremamente variegata nelle competenze, nella quale operavano numerosi artisti e artigiani dei quali sono conosciuti i nomi ma non specifici riferimenti esecutivi. Il Piccardi emerge come figura fondamentale forse anche di coordinamento tra le varie maestanze di scalpello 
paramento plastico architettonico del vestibolo e della cappella; nel vestibolo un sistema di lesene scanalate in marmo con capitello composito sorreggono un architrave in marmo liscio con cornice modanata e decorata da doppia fila di dentelli, sostenente un attico scandito da lesene lisce con decoro a cartella e festone, sui lati brevi sono le incorniciature marmoree di due finte finestre; attraverso un arco si accede alla cappella vera e propria che presenta un primo ordine interamente rivestito in marmi policromi a specchiature scandito da lesene scanalate con capitelli compositi, cui si alternano nicchie ai lati degli altari e specchiature decorate a rilievo; sorreggono un architrave con iscrizione in cisa in lettere capitali dorate e cornice a dentelli; attico costituito da lunettoni sui quali si imposta la cupola 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
decorazione plastico-architettonica 
marmo bianco/ scultura 
marmi policromi/ scultura 
bibliografia specifica: Gaye G - 1840 
bibliografia specifica: Pope-Hennessy J - 1963 
bibliografia specifica: Kirchen Florenz - 1940-1954 
bibliografia specifica: Baldinucci F - 1974-1975 
bibliografia specifica: Richa G - 1754-1762 
bibliografia specifica: Chiesa convento - 1989-1990 
bibliografia specifica: Borghini R - 1584 
bibliografia specifica: Buoninsegni F.T - 1589 
bibliografia specifica: De Luca F - 1996 
bibliografia specifica: Del Migliore F - 1684 
bibliografia specifica: Dhanens E - 1956 
bibliografia specifica: Disegni architetti - 1985 
bibliografia specifica: Flack M.E - 1986 
bibliografia specifica: Giambologna - 2006 
bibliografia specifica: Gori A.F - 1728 
bibliografia specifica: Maccarani D - 1708 
bibliografia specifica: Martellacci R - 1998 
bibliografia specifica: Teubner H - 1979 
bibliografia specifica: Bocchi F./ Cinelli Calvoli G - 1677 
bibliografia specifica: Archivio Salviati - 1987 
bibliografia specifica: Avery C - Phaidon-Cr 
bibliografia specifica: Bury M - 1982 
bibliografia specifica: Jestaz B - 1995 
bibliografia specifica: Karwacka Codini E - 2003 

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