decorazione plastica, serie - ambito fiorentino (sec. XVI)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900281385-3 an entity of type: CulturalPropertyComponent

decorazione plastica, serie, pareti
decorazione plastica, serie - ambito fiorentino (sec. XVI) 
decorazione plastica, serie - ambito fiorentino (sec. XVI) 
decorazione plastica (serie) 
Decorazione architettonica con motivo centinato, unghiature, motivo a goccia, motivo floreale e modanature 
ca 1554-ca 1555 
0900281385-3 
decorazione plastica 
00281385 
09 
0900281385 
Nel documento redatto il 15 settembre 1554, si ricorda che il Fancelli aveva eseguito entro uil 28 giugno precedente "la soglia della finestra di detta grotta fatta di due pezzi..." (per) scudi 1 lire 6". La Grotticina, riconoscibile nella lunetta con la veduta di Boboli di Giusto Utens del 1599, ha un impianto che al pari della seconda camera della Grotta del Buontalenti nello stesso giardino, rimanda alla coeva decorazione interna di Palazzo Vecchio. L'effetto naturalistico delle spugne e stalattiti, derivato dai ninfei imperiali di Tiberio e di Adriano e"i nfatti mediato e adattato all'esigenze di arredo architettonico, così differenziando quest'ambiente dalla coeva grotta d el Giardino di Castello (con cui viene di solito confrontata ) dove invece il Tribolo dette vita a un mondo vivente di an imali e di creature marine, inserito in un percorso d'acqua di originalissima resa inventiva e compositiva (Del Bravo). L'artista e"stato considerato il più probabile autore del progetto della Grotta, escludendo Buontalenti per motivi cronologici e stilistici (a cui invece l'attribuiscono le fonti settecentesche); meno chiaro è il ruolo del Bandinelli, bench è Vasari gli riferisca il disegno della parete di fondo, con le sculture realizzate dall'allievo Giovanni Fancelli, autore anche dell'intero arredo marmoreo esterno. I lavori iniziarono dalla testata, dopo che fra l'autunno e l'inverno 1553 erano stati portati a termine i condotti idraulici e la struttura muraria (Baldini Giusti). Entro l'agosto 1554 Santi di Francesco muratore eseguì gli stucchi, e il Fancelli terminò l'intera sua commissione. Niente si conosce degli stucchi delle pareti e del restante soffitto, secondo Baldini Giusti, frutto di un ampliamento, forse aggiunto a un iniziale vivaio a muro su ipotetico disegno del Bandinelli. Tuttavia qu esto nuovo corso all'ambiente dever essere stato consecutivo, se il Bachiacca affrescò l'intera superficie dei lacunari entro il 28 giugno 1555, e Santi Buglioni completò il pavimento nell'agosto 1556. Anche l'impiego di questi due artisti, propone l'ipotesi finora mai sostenuta, di una direzione vasariana dei lavori, con la costante supervisione di Davide Fortini "ingegniere". Mi sembra inoltre di poter identificare per motivi stilistici, la presenza di Bartolomeo Ammannati, stabile collaboratore di Vasari in Palazzo Vecchio dal 1555 , nelle linee pure ed eleganti delle specchiature a stucco, della vasca del Fancelli ora nella facciata di Palazzo Pitti e della mostra marmorea della porta d'ingresso (vedi schede ), i cui caratteri trovano stretta rispondenza nella coeva d ecorazione di Villa Giulia a Roma (1553). In una lettera a C osimo I del 13 aprile 1556 la grotta sembra terminata. Rinal di nel recente convegno 'Boboli 90', ne ha fornito una lettura mitologico-politica interna al percorso del Giardino 
pareti 
Decorazione architettonica con motivo centinato, unghiature, motivo a goccia, motivo floreale e modanature 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
decorazione plastica 
stucco/ modellatura 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here