Buon ladrone (dipinto murale) by Gerini Niccolò di Pietro (inizio sec. XV)

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dipinto murale, parte superiore Buon ladrone
Buon ladrone (dipinto murale) di Gerini Niccolò di Pietro (inizio sec. XV) 
Buon ladrone (dipinto murale) by Gerini Niccolò di Pietro (inizio sec. XV) 
dipinto murale 
cornice esagonale a dentelli 
post 1402-ante 1410 
0900281541-2 
dipinto murale 
00281541 
09 
0900281541 
Gli affreschi sui pilastri sostituirono una decorazione più antica (metà sec. XIV) eseguita su commissione dalle varie Arti prevalentemente su tavole. Verso la fine del XIV secolo si cominciò ad affrescare la chiesa, iniziando dalle volte e (vedi P32921) e nel 1402 si decise di togliere le tavole dai pilastri sostituendole con affreschi, un documento ricorda infatti <<… quando pe’ Capitani d’Orto San Michele feceno levare de’ pilastri della chiesa tucte le tavole ti tucte le arti>> (Firenze, A. S. F., S. Maria Nuova, Inv. dei mobili di Lemmo Balducci, n. 3, c. 9, in Poggi C.). Appartengono a questa seconda fase di decorazione dei pilastri quasi tutte le figure che si vedono oggi affrescate; il ciclo fu eseguito da numerosi pittori fra cui Ambrogio di Baldese, Smeraldo di Giovanni e Niccolò di Pietro Gerini ricordati nei Libri di pagamento (A. S. F., Capitani di Orsanmichele, Libro di debito e credito, nn. 210-211-212-213-214, 1403-1409; documenti pubblicati in Gamba C.). Gli affreschi, scomparsi in seguito ad una imbiancatura eseguita nel 1770, sono riemersi solo dopo il restauro del 1864. Sul presente pilastro è raffigurato il Buon Ladrone, dalla critica moderna attribuito a Niccolò di Pietro Gerini che ridipinse nei primi anni del secolo XV un affresco precedente, facente parte della prima decorazione della chiesa. Il Richa mette in relazione la prima versione dell’affresco con un documento del 1361, tratto dalla Compagnia della Croce al Tempio: “1361 N.N. condannato alla forca era di famiglia più che mediocremente civile; poche ore prima di essere condotto al fratello (della Giustizia)…. Parlò ad un Fratello della compagnia de’ Neri… e dissegli come in una casa appie’ del Ponte Vecchio aveva in un cassone riposto una somma di denaro , e che la sua intenzione era di voler fare dipingere in Or San Michele al pilastro vicino all’Oratorio una figura di Buon Ladrone accio’ pregasse Dio che gli usasse in quel breve respiro quella misericordia. che rese lui beato”. Il Richa, seguendo la generica attribuzione vasariana, riferì l’opera a Jacopo del Casentino 
Buon ladrone 
parte superiore 
73 D 66 2 
cornice esagonale a dentelli 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
Buon ladrone 
intonaco/ pittura a fresco 
bibliografia specifica: Boskovits M - 1975 
bibliografia specifica: Kirchen Florenz - 1940-1954 
bibliografia di confronto: Vasari G - 1878-1885 
bibliografia specifica: Richa G - 1754-1762 
bibliografia di confronto: Borsook E - 1980 
bibliografia di confronto: Gamba C - 1904 
bibliografia specifica: Cohn W - 1956 

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