Gesù Bambino benedicente (statua) by Contucci Andrea detto Andrea Sansovino (e aiuti), Silvani Gherardo (cerchia) (sec. XV)

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statua, in alto al centro del timpano spezzato Gesù Bambino benedicente
Gesù Bambino benedicente (statua) by Contucci Andrea detto Andrea Sansovino (e aiuti), Silvani Gherardo (cerchia) (sec. XV) 
Gesù Bambino benedicente (statua) di Contucci Andrea detto Andrea Sansovino (e aiuti), Silvani Gherardo (cerchia) (sec. XV) 
1490-1490 
La statua poggia su un basamento di colonna 
statua 
00281778 
09 
0900281778 
L'altare della cappella Corbinelli e' la prima opera impegnativa di Andrea Sansovino. L'inizio dei lavori e' posto dalla Lisner (autrice di un recentissimo ed esauriente studio sulla cappella) intorno al 1491. Difatti nel febbraio di quell'anno il Sansovino si iscrive all'arte dei maestri di pietra e di legname e poteva quindi aprire una propria bottega e avere aiuti. L'altare non si presenta nella situazione originale: sono aggiunte secentesche la parte superiore con timpano, le specchiature del 2° ordine ai lati della nicchia, la balaustra marmorea (che sostituisce la cancellata in bronzo coi cervi araldici dei Corbinelli citata dal Vasari) inoltre la mensa d'altare era piu' accostata alla parete di fondo. Il programma iconografico, certo dettato nel colto ambiente del convento agostiniano, si incentra sul tema della redenzione attraverso il sacrificio di Cristo, la liturgia dell'eucarestia e l'altare come sepolcro. Ad esso si collega il tema di Maria come mediatrice e garante della salvezza (Annunciazione, Incoronazione). La pieta' nel paliotto, l'ultima cena come momento di creazione della liturgia, le decorazioni a candelabre e grottesche coi simboli della passione e gli strumenti liturgici, il Bambino Gesu' coronante il tutto col mantello della passione e l'uccellino simbolo della vittoria sulla morte, formano l'asse iconografico principale. Manca stranamente un riferimento allo Spirito Santo, vista la dedicazione della chiesa, e la Lisner ipotizza un completamento con una vetrata raffigurante Dio Padre e la colomba dello Spirito Santo, che col Bambino in marmo avrebbero formato la Trinita'. Stilisticamente l'altare Corbinelli segna il passaggio, sia nell'opera del Sansovino che nella scultura toscana, dagli schematismi e dalle durezze del tardo quattrocento alla piena monumentalita' del classicismo cinquecentesco. Confronti precisi istituiti dalla Lisner con opere del Sansovino immediatamente precedenti (le pale in terracotta policroma in S. Chiara a monte S. Savino) segnalano i rapporti con Pollaiolo, Benedetto da Maiano, A. Rossellino, Filippino Lippi. Inoltre una precisa intelaiatura prospettica, che gioca sui diversi punti di vista anche per esaltare i legami iconografici (v. le architetture della "Annunciazione" che convergono nel ciborio) illustra l'impostazione quattrocentesca e le parole del Vasari che definisce Sansovino "sottile e raro intelletto". Una prima fase dei lavori comprende il S. Jacopo (legato al Ghiberti) e i tondi con l' "Annunciazione" che rimanda alla pittura di Filippino, Ghirlandaio, Perugino e Leonardo. Una seconda fase, piu' matura stilisticamente, vede il S. Matteo (drammatico e monumentale, con riferimenti all'antico tramite il Bregno), i geni ai lati dell'arco centrale, di splendida invenzione ed esecuzione e le scene della predella (eseguite forse da aiuti). Nuove tipologie sono create dal Sansovino nei due angeli reggi candelabro (in rapporto forse col giovane Michelangelo, presente in quegli anni a S. Spirito) nel Bambino Gesu' (legato a Raffaello) e nel paliotto con la "Pieta'" la parte piu' avanzata anche cronologicamente e di estrema qualita' esecutiva. Nel paliotto e' importante anche la fusione dello spazio della figurazione con quello reale, ottenuta con l'interruzione del sarcofago e dei nimbi col bordo della mensa, a sottolineare anche il concetto iconografico della mensa come sepolcro di Cristo. Le splendide decorazioni con le grottesche coi simboli della passione e gli strumenti liturgici sono collegate alla pittura di Filippino e impostano una tipologia poi ripresa da Benedetto da Rovezzano a S. Salvi e fuori Firenze, dal Bambada. Per ulteriori rapporti con la cultura artistica del tempo si rimanda all'esauriente saggio della Lisner. Un disegno preparatorio del Sansovino si trova a Monaco, Kupferstich Kabinett 
Gesù Bambino benedicente 
La statua poggia su un basamento di colonna 
in alto al centro del timpano spezzato 
Gesù Bambino benedicente 
Firenze (FI) 
0900281778-16 
statua 
proprietà Stato 
marmo bianco/ scultura 
bibliografia specifica: Venturi A - 1901-1940 
bibliografia specifica: Busignani A./ Bencini R - 1982 
bibliografia specifica: Allgemeines Lexicon - 1907-1950 
bibliografia specifica: Richa G - 1754-1762 
bibliografia specifica: Botto C - 1932 
bibliografia specifica: Chiesa convento - 1996 
bibliografia specifica: Halm P - 1931 
bibliografia specifica: Huntley J. H - 1935 
bibliografia specifica: Lisner M - 1987 
bibliografia specifica: Reymond M - 1897-1900 
bibliografia specifica: Schonfeld P - 1881 
bibliografia specifica: Middeldorf U. (Andrea Sansovino) - 1936 

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