colletto - manifattura italiana (ultimo quarto sec. XIX)

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colletto - manifattura italiana (ultimo quarto sec. XIX) 
colletto - manifattura italiana (ultimo quarto sec. XIX) 
colletto 
Filato di cotone ecrù, fettuccia meccanica e merletto meccanico. Lavoro con fettuccia e merletto meccanico ad imitazione del merletto torchon a fuselli. Il colletto, a girocollo aperto sul davanti, ha una forma rotondeggiante da far ricadere sulle spalle. E' costituito da una parte centrale con un decoro disposto in verticale. Questo è ottenuto con l'alternanza di una fettuccia meccanica e di un merletto a losanghe, disposte in successione continua e regolare, decorate al centro da una piccola forma circolare in rilievo e, lateralmente scandite da piccoli pois. Tutta la superficie ripete il decoro, mentre la parte esterna è costituita da una gala di merletto con un simile disegno a losanghe, con al centro un motivo quadrangolare. L'orlo esterno è sagomato grazie a un susseguirsi regolari di ragnetti con il centro traforato collocati tra i due lati inferiori della losanga. Intorno al collo è una rifinitura meccanica con un forme circolari ad imitazione del punto tela, arricchite al centro da un picot 
1875-1899 
0900281807 
colletto 
00281807 
09 
0900281807 
Il merletto con cui è fatto il colletto è ispirato alla produzione dei merletti a fuselli detti Torchon ed eseguiti nel corso del XIX secolo in numerose manifatture a fuselli italiane (Lombardia e Liguria), francesi (Le Puy) o inglesi (East Midlands). Le imitazioni meccaniche erano invece prodotte con la macchina Barmen che prendeva il nome da una città tedesca ,mentre in Francia era denominata Machine à Dentelles aux fuseaux, in Inghilterra thorchon lace machine o laces braiding machines. Le diverse nomenclature indicano i vari centri di lavorazione ai quali si aggiungono nell'ultimo quarto del XIX secolo anche quelli italiani, dove erano conosciute con il termine macchine per il Pizzo a Tombolo. (P.Earnshaw, Lace machines and machine laces, Somerset, 1995, vol 2, p. 91-94). Il colletto rotondo di grandi dimensioni viene di moda intorno agli anni '60 dell'Ottocento e continuerà ad essere usato negli anni 80-90, quando nelle riviste viene denominato 'goletta' 
n.p 
Filato di cotone ecrù, fettuccia meccanica e merletto meccanico. Lavoro con fettuccia e merletto meccanico ad imitazione del merletto torchon a fuselli. Il colletto, a girocollo aperto sul davanti, ha una forma rotondeggiante da far ricadere sulle spalle. E' costituito da una parte centrale con un decoro disposto in verticale. Questo è ottenuto con l'alternanza di una fettuccia meccanica e di un merletto a losanghe, disposte in successione continua e regolare, decorate al centro da una piccola forma circolare in rilievo e, lateralmente scandite da piccoli pois. Tutta la superficie ripete il decoro, mentre la parte esterna è costituita da una gala di merletto con un simile disegno a losanghe, con al centro un motivo quadrangolare. L'orlo esterno è sagomato grazie a un susseguirsi regolari di ragnetti con il centro traforato collocati tra i due lati inferiori della losanga. Intorno al collo è una rifinitura meccanica con un forme circolari ad imitazione del punto tela, arricchite al centro da un picot 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
colletto 
filo di cotone/ merletto meccanico 
bibliografia di confronto: Earnshaw P - 1994-1995 

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