ritratto di Michelangelo (busto) by Ricciarelli Daniele detto Daniele da Volterra (e aiuti) (sec. XVI)

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busto ritratto di Michelangelo
ritratto di Michelangelo (busto) di Ricciarelli Daniele detto Daniele da Volterra (e aiuti) (sec. XVI) 
ritratto di Michelangelo (busto) by Ricciarelli Daniele detto Daniele da Volterra (e aiuti) (sec. XVI) 
busto 
Mezzo busto su piedistallo 
ca 1564-ca 1566 
0900282093 
busto 
00282093 
09 
0900282093 
Secondo Steinman (1913) il busto passò dalla Guardaroba granducale alla Galleria degli Uffizi il 4 ottobre 1780; è citato nell'Inventario delle statue degli Uffizi del 1784, dove in margine è annotato: "Rimesso alla R. Accademia delle Belle Arti a' dì 23 luglio 1803". Il passaggio dagli Uffizi all'Accademia è documentato dalla lettera di Luigi Zucchetti del 14 luglio 1803 (ASSPMF). Nella vita di Michelangelo Buonarroti il Vasari fa cenno ad alcuni ritratti del grande artista, citando tra questi "uno di bronzo di tutto rilievo fatto da Daniello Ricciarelli". Da fonti di archivio risulta tuttavia che Daniele fece gettare numerosi esemplari della testa dello scultore in bronzo: due commissionati da Lionardo Buonarroti, nipote di Michelangelo, iniziati nel 1564, gettati nel 1565 e rimasti da "rinettare" alla morte dello scultore, il 4 aprile 1566; uno eseguito per Diomede Leoni e rinettato, prima della morte di Daniele, ma , sembra, da altre mani (cfr. le numerose lettere scritte a Lionardo Buonarroti e pubblicate da Daelli, Gotti, Thode (II, p. 534) , e Levie (1962) ) ; e infine altre cinque teste che risultavano, con quelle commissionate dal Buonarroti, nell'inventario di casa Ricciarelli, stilato il 5 aprile 1566 (cfr. Mez 1935 , pp. 53-54) . Una di queste ultime è forse da riconoscere nel ritratto bronzeo di Michelangelo che venne donato al duca d'Urbino nel 1570 da Antonio del Francese servitore del grande scultore (cfr. la lettera del 26 agosto 1570 in Gotti 1875) . La testa in bronzo eseguita per Diomede Leoni passò nel 1590 in casa Medici come indica un cenno dall'inventario della Guardaroba del granduca Ferdinando I, pubblicato dal Beltrami (1914) . A Firenze si trovavano in antico senz'altro tre delle teste sopracitate: le due commissionate da Lionardo Buonarroti, che risiedeva nella città, e quella eseguita per Diomede Leoni ormai in possesso dei Medici. A questi si può forse aggiungere il ritratto donato al duca d'Urbino nel 1570 che forse passò nelle collezioni medicee con il resto dell'eredità Della Rovere nel Seicento. Oggi si conservano a Firenze tre esemplari: quelli del Bargello e di casa Buonarroti, generalmente riconosciuti come originali del Ricciarelli per quanto riguarda le teste, e il mezzo busto dell'Accademia sul quale la critica ha espresso pareri discordi. Il Fortnum (1876), che considera tutti i ritratti bronzei da lui elencati (in totale 8) repliche da quello di Daniele citato dal Vasari, giudica il mezzo busto dell'Accademia una replica "meno eccellente", cesellata in maniera grossolana da una mano meno esperta di quella che rifinì il busto del Bargello, diverso anche nel panneggio. Lo stesso studioso avanza inoltre l'ipotesi che il ritratto dell'Accademia sia stato gettato, insieme agli esemplari Cottier e Buonarroti, dopo la morte dello scultore volterrano, da un suo modello della testa. Il Thode (1908) ipotizza che il bronzo dell'Accademia sia il secondo esemplare commissionato da Lionardo Buonarroti. Il Garnault (1913) lo indica come una della nove versioni del ritratto bronzeo di Michelangelo del tipo 'Giovanni Bologna', cioè del busto di casa Buonarroti che si attribuiva a quest'ultimo scultore in base ad un inventario del 1620 ca. , notando inoltre somiglianze con il busto togato dell'esemplare del Bargello. Lo Steinmann (1913) fornisce precise informazioni sulla provenienza del mezzo busto dell'Accademia pur considerandolo un'esemplare di importanza secondaria (non vi dedica una scheda come fece per le altre varianti conosciute del ritratto) . Il Beltrami (1914) invece identifica nei tre ritratti di bronzo attualmente conservati a Firenze, compreso questo dell'Accademia, i tre esemplari commissionati al Ricciarelli da Diomede Leoni e Lionardo Buonarroti. La critica più recente che tratta l'argomento tace sul conto dell'esemplare dell'Accademia. Per Moreschini (2004) il lavoro di Daniele da Volterra si limitò alla fusione, mentre la rinettatura è opera della bottega (Michele Alberti, Feliciano da San Vito). L'esemplare dell'Accademia deriva dal prototipo del Bargello, ma è cesellato in modo molto più sommario, mentre ne viene accentuata l'espressione sofferente del volto 
ritratto di Michelangelo 
61 B 2 (MICHELANGELO BUONARROTI) 11 (+52) 
Mezzo busto su piedistallo 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
ritratto di Michelangelo 
bronzo/ fusione/ cesellatura 
bibliografia specifica: Beltrami L - 1914 
bibliografia specifica: Procacci U - 1936 
bibliografia specifica: Sricchia Santoro F - 1967 
bibliografia specifica: Galleria Accademia - 1999 
bibliografia specifica: Thode H - 1908-1913 
bibliografia specifica: Bonsanti G - 1987 
bibliografia specifica: Barolsky P - 1979 
bibliografia specifica: Fortnum C. D. E - 1876 
bibliografia specifica: Garnault P - 1913 
bibliografia specifica: Mez M.L - 1935 
bibliografia specifica: Steinmann E - 1913 
bibliografia specifica: Ciardi R.P./ Moreschini B - 2004 

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