seggio - manifattura italiana (primo quarto sec. XX)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900284865 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

seggio - manifattura italiana (primo quarto sec. XX) 
seggio - manifattura italiana (primo quarto sec. XX) 
seggio 
Lettuccio poggiante su pedana; una base modanata sorregge la cassa che sulla parte frontale presenta quattro specchiature centrali con cornici modanate e tarsie a filetto, e due specchiature laterali con cornicette a toppo; su ogni lato una specchiatura liscia con cornice modanata; piano di seduta ribaltabile posto tra due alti braccioli costituiti da pannelli lisci decorati da semplici cornici modanate; spalliera costituita da otto specchiature con cornici a toppo con decori di tipo floreale simili a due a due intarsiati con tecnica a buio; due lesene con decorazione a candelabra, una nicchia e capitello a volute sorreggono la trabeazione, con fregio liscio decorato da iscrizione intarsiata e cornice a dentelli 
ca 1900-ca 1925 
0900284865 
seggio 
00284865 
09 
0900284865 
Questo arredo, che viene definito generalmente lettuccio, era molto frequente nella casa signorile quattrocentesca fiorentina. La sua funzione doveva rispondere a diverse necessità, da vero e proprio lettuccio se fornito di materasso o cuscini, a cassone se munito di piano ribaltabile, a importante sedile dotato di raffinati elementi decorativi, nell'alta spalliera intagliata e intarsiata. Alla realizzazione di questi arredi si dedicarono nel Quattrocento le botteghe dei legnaioli fiorentini e particolarmente riconosciuta fu quella dei Da Maiano. I caratteri stilistici, tipologici ed esecutivi che contraddistinguono il lettuccio sono tali da far pensare ad un assemblaggio di elementi riconducibili a diverse epoche, e ad un intervento di restauro abbastanza massiccio in diverse parti dell'arredo. Le otto specchiature della spalliera intarsiate a buio e con cornicette a toppo, presentano quattro diversi motivi decorativi che si ripetono a due a due: due pannelli con un vaso baccellato con fiori e melagrane, due con un vaso biansato con garofani e uno strano baccello ricadente, due coppie di pannelli con motivi decorativi a voluta e floreali stilizzati. Questo repertorio decorativo trova confronti nella produzione fiorentina intorno al sesto decennio del Quattrocento, pur semplificando e adattando motivi ben più complessi che ritroviamo, per citare l'esempio più eclatante in questo settore, nella sagrestia delle Messe del Duomo e in arredi come banchi da sagrestia e lettucci (cfr. Bottega Giuliano). Più tarde sembrano essere le due lesene che fiancheggiano la spalliera, caratterizzate da una breve candelabra con vaso e due erme con collo di cigno e mascherone sormontata da due nicchie e da capitelli a voluta con cestina di frutta al centro. Un repertorio decorativo che sembra piuttosto riconducibile ai primi anni del Cinquecento, a botteghe come quella di Baccio d'Agnolo. Non si esclude che i due elementi siano stati accostati proprio in un rifacimento cinquecentesco, epoca alla quale sembrerebbe riconducibile anche la semplice cornice dentellata dell'architrave con il motto. Coevi e forse della stessa bottega che eseguì i pannelli della spalliera, sembrano i pannelli esterni del sedile a cassa con semplici cornicette a toppo. Tuttavia si nota in essi che il sottile filetto in legno scuro che dovrebbe simulare l'ombra portata delle cornici è invertito rispetto a quello dei pannelli della spalliera: una incongruenza che a mio parere indica il recupero di materiali e il loro assemblaggio in epoca molto più tarda. Il fronte del cassone presenta infatti delle tarsie estremeamente semplificate e impoverite, si vedano i due stemmi e il modesto intreccio di rombi nei due laterali, che ritengo siano state realizzate, con l'impiego di legni antichi in una bottega fiorentina tra la fine del XIX e l'inizio del secolo scorso. Epoca questa nella quale ci sembra possibile sia stato dato l'assetto attuale all'intero manufatto, nell'ambito di quelle botteghe antiquarie delle quali fu autorevole esponente Elia Volpi, in quegli anni proprietario di Palazzo Davanzati. Il lettuccio è stato acquistato dal Ministero per i Beni Culturali per Palazzo Davanzati nel 1996, come manufatto di bottega tosco umbra della fine del XV secolo (Museo Palazzo). Il catalogo degli arredi di Palazzo Davanzati (Arredi 2016) propone una datazione per il mobile, identificabile per tipologia come seggio da magistrato, ai primi decenni del XX secolo, con riutilizzo di materiali anche originali del XV e XVI sec 
Lettuccio poggiante su pedana; una base modanata sorregge la cassa che sulla parte frontale presenta quattro specchiature centrali con cornici modanate e tarsie a filetto, e due specchiature laterali con cornicette a toppo; su ogni lato una specchiatura liscia con cornice modanata; piano di seduta ribaltabile posto tra due alti braccioli costituiti da pannelli lisci decorati da semplici cornici modanate; spalliera costituita da otto specchiature con cornici a toppo con decori di tipo floreale simili a due a due intarsiati con tecnica a buio; due lesene con decorazione a candelabra, una nicchia e capitello a volute sorreggono la trabeazione, con fregio liscio decorato da iscrizione intarsiata e cornice a dentelli 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
seggio 
legno di noce/ intarsio 
bibliografia specifica: Museo Palazzo - 1996 
bibliografia di confronto: Cecchi A - 1990 
bibliografia specifica: Arredi - 2016 
bibliografia specifica: Trionfi Honorati M - 1981 

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