capitello by Simone del Pollaiuolo detto Cronaca - bottega fiorentina (sec. XV)

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capitello
capitello di Simone del Pollaiuolo detto Cronaca - bottega fiorentina (sec. XV) 
capitello by Simone del Pollaiuolo detto Cronaca - bottega fiorentina (sec. XV) 
capitello 
Calato, echino, abaco 
post 1489-ca 1499 
0900287697 
capitello 
00287697 
09 
0900287697 
Non è documentata l'epoca della ristrutturazione del palazzo nella forma attuale, che non può essere comunque anteriore agli autimi decenni del XV secolo al momento del passaggio di proprietà dagli Alberti ai Corsi. Il Geymüller attribuì l'ideazione del palazzo a Giuliano da Sangallo notando analogie stilistiche con il palazzo Gondi e la sacrestia di santo Spirito opere sicure di questo architetto. Tale attribuzione fu accettata dal Gamba che propone una datazione precedente all'edificazione di palazzo Gondi. Dietro al Venturi che sostenne per la prima volta l'autografia del Cronaca tutta la critica successiva si è trovata concorde. Al periodo e all'ambiente del Cronaca riconducono i capitelli, i peducci e i fregi delle porte in pietra serena nel cortile, eseguiti con ogni probabilità dalle stesse maestranze che lavorarono contemporaneamente alla sagrestia di Santo Spirito e a palazzo Strozzi per lo stesso Cronaca. La mancanza di documenti ci impedisce di fare il nome dei lavoranti; il Middeldorf avanzò il nome di Giovanni di Betto intagliatore dei capitelli della sagrestia di S. Spirito ideati da Giuliano da Sangallo mentre il Gamba riconobbe in uno dei peducci del portico terreno la mano di Andrea Sansovino. Il Luporini riconoscendo per l'intero palazzo l'ideazione di Giuliano da Sangallo riferì la realizzazione di molti fregi e capitelli a Benedetto da Rovezzano. Alla fine dell'Ottocento alcuni peducci, fregi ed elementi lapidei di vario tipo vennero asportati e venduti. Capitati in mano al Bardini furono restituiti al momento del restauro del palazzo effettuato dallo Horne negli anni 1912-1914. Oltre al restauro integrativo dello Horne è probabile che l'edificio abbia subito interventi "in stile" anche in epoca ottocentesca. Per uno studio circostanziato sui restauri del palazzo si rimanda al testo di Brenda Preyer di prossima pubblicazione. Tutti i capitelli e i peducci del palazzo sono variazioni del capitello a volute che costituisce un evoluzione del capitello composito diffusasi a Firenze nella seconda metà del Quattrocento. Il capitello composito scanalato, utilizzato frequentemente nella seconda meta' del Quattrocento, fu usato sistematicamente per la prima volta da Bernardo Rossellino nel chiostro Spinelli in S. Croce 1448-1452 (per le ipotesi attribuitive vedi Mack) 
n.p 
Calato, echino, abaco 
Firenze (FI) 
proprietà persona giuridica senza scopo di lucro 
capitello 
pietra serena/ scultura 
bibliografia specifica: Venturi A - 1901-1940 
bibliografia specifica: Museo Horne - 1967 
bibliografia specifica: Bucci M - 1973 
bibliografia specifica: Ginori Lisci L - 1972 
bibliografia specifica: Marchini G - 1943 
bibliografia specifica: Stegmann C./ Geymüller H - 1885-1908 
bibliografia specifica: Marchini G - 1941 
bibliografia specifica: Catalogo illustrato - 1921 
bibliografia specifica: Gamba C - 1961 

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