episodi delle Metamorfosi di Ovidio (stipo) by Vinne Leonardo van der (attribuito) - botteghe granducali fiorentine (sec. XVII)

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stipo episodi delle Metamorfosi di Ovidio
episodi delle Metamorfosi di Ovidio (stipo) di Vinne Leonardo van der (attribuito) - botteghe granducali fiorentine (sec. XVII) 
episodi delle Metamorfosi di Ovidio (stipo) by Vinne Leonardo van der (attribuito) - botteghe granducali fiorentine (sec. XVII) 
stipo 
stipo poggiante su tavolo; suddiviso orizzontalmente in due parti da una cornice marcapiano aggettante e culminante in alto in un timpano centinato; nella parte inferiore tre riquadri con storie a commesso di pietre tenere; nella parte supriore al centro sportello centinato con pannello a commesso e intarsi floreali lignei, fiancheggiato da quattro pannelli a commesso separati da fasce con decori floreali a intaglio di legni policromi; pannelli a intaglio di legni policromi raffiguranti vasi con fiori sono presenti sulle fiancate dello stipo 
post 1653-ca 1691 
0900292886 
stipo 
00292886 
09 
0900292886 
Lo stipo è presente nel verbale del 30 giugno 1911 tra le opere d'arte di proprietà delle Gallerie fiorentine in deposito presso Palazzo Vecchio. Precedentemente, tra il 1691 e il 1836, lo ricordano al Poggio Imperiale gli inventari della villa. Non sono conosciuti documenti che facciano riferimento alla sua realizzazione, e come nota Enrico Colle, essendo assente dall'inventario del Poggio del 1653, è da immaginare che sia stato eseguito dopo questa data. L'affinità stilistica degli intagli e degli intarsi lignei che decorano le strutture dello stipo hanno indotto Anna Maria Giusti a ipotizzare che sia stato eseguito dall'ebanista fiammingo Leonard van derVinne, attivo a Firenze a partire dal 1659, e dalla sua bottega. Lo stipo è decorato da otto pannelli in pietre tenere su fondo di paragone e alabastro raffiguranti episodi mitologici tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, Ganimede rapito dall'aquila, Pegaso e Bellerofonte, ratto di Europa, ratto di Deianira, Piramo e Tisbe, Atalanta e Ippomene, Narciso al fonte, morte di Adone. Storiette che tendono ad una certa semplificazione compositiva, con brio ed eleganza. Stilisticamente potrebbero trovare un modello pittorico in un artista formatosi nella tradizione fiorentina della prima metà del secolo: il tema della figura umana all'interno del mosaico fiorentino è infatti tralasciato nella seconda metà del secolo XVII per riapparire nel sec. XVIIII inoltrato.. Potrebbe anche trattarsi di piccoli pannelli di esecuzione più antica forniti al van derVinne dalla Galleria dei Lavori 
episodi delle Metamorfosi di Ovidio 
n.p 
stipo poggiante su tavolo; suddiviso orizzontalmente in due parti da una cornice marcapiano aggettante e culminante in alto in un timpano centinato; nella parte inferiore tre riquadri con storie a commesso di pietre tenere; nella parte supriore al centro sportello centinato con pannello a commesso e intarsi floreali lignei, fiancheggiato da quattro pannelli a commesso separati da fasce con decori floreali a intaglio di legni policromi; pannelli a intaglio di legni policromi raffiguranti vasi con fiori sono presenti sulle fiancate dello stipo 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
episodi delle Metamorfosi di Ovidio 
legno di ebano/ intaglio/ impiallacciatura 
pietre tenere/ commesso 
bibliografia specifica: Mythologica Erotica - 2005 
bibliografia specifica: Cappella principi - 1979 
bibliografia specifica: Mobili palazzo - 1997 
bibliografia specifica: Splendori pietre - 1988 

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