ritratti dei coniugi Merlini (dipinto, serie) by Valentini Valentino (sec. XX)

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dipinto, serie ritratti dei coniugi Merlini
ritratti dei coniugi Merlini (dipinto, serie) di Valentini Valentino (sec. XX) 
ritratti dei coniugi Merlini (dipinto, serie) by Valentini Valentino (sec. XX) 
dipinto (serie) 
serie di due ritrattini 
1905-1905 
0900302747-0 
dipinto 
00302747 
09 
0900302747 
La cappella fu fatta costruire da Attilio Merlini, come sepoltura per sè e per la moglie Caterina Guarducci nel 1920. Il Merlini, che ne fu l'ideatore e l'architetto, nello scegliere gli artisti per la decorazione del piccolo ambiente si rivolse a personalità che godevano di una certa notorietà a Firenze tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Per il suo ritratto e quello della moglie egli aveva optato per un pittore, Valentino Valentini, che si era guadagnato in quegli anni grande fama di ritrattista non solo in Italia, ma anche all'estero, dove aveva lavorato per un certo periodo (Monaco e Karlsbad). Il Valentini aveva iniziato, a causa di ristrettezze economiche, come pittore di genere, ma ben presto si era potuto dedicare al tipo di pittura a lui più congeniale eseguendo importanti ritratti su commissione, come quello del deputato Luciano Luciani, della Contessa Portinari Ginnasi, del Console del Marocco Signor Smith ed altri. I ritratti dei coniugi Merlini non furono realizzati insieme al resto della decorazione della cappella, nel 1920, ma, come rivela la data apposta dal pittore sul dipinto, nel 1905, cioè diversi anni prima. I volti, infatti, seppur idealizzati, sono ancora giovanili. Forse al momento della commisssione al Valentini, il Merlini già pensava ad un probabile impiego nella tomba di famiglia. Sebbene il committente, nato nel 1850 e morto nel 1924, venga definito architetto in una lapide all'interno della cappella, non è stato possibile trovare notizie relative alla sua attività. Egli era probabilmente una personalità di un certo rilievo, come rivela la stessa cappella sepolcrale e quella di suo patronato all'interno della vicina Chiesa di San Felice a Ema, dove è conservato un suo ritratto marmoreo e una lapide che lo ricorda 
ritratti dei coniugi Merlini 
serie di due ritrattini 
Firenze (FI) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
ritratti dei coniugi Merlini 
rame/ pittura a olio 
bibliografia di confronto: Dizionario enciclopedico - 1972-1976 
bibliografia di confronto: Comanducci A. M - 1970-1974 
bibliografia di confronto: De Gubernatis A - 1892 
bibliografia di confronto: Corna P. A - 1930 

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