altare - a edicola by Merlini Cleonte, Sollazzini e figli produzione marmisti (sec. XX)

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altare, a edicola
altare - a edicola by Merlini Cleonte, Sollazzini e figli produzione marmisti (sec. XX) 
altare - a edicola di Merlini Cleonte, Sollazzini e figli produzione marmisti (sec. XX) 
altare (a edicola) 
Mensa d'altare sostenuta da colonnine con capitelli corinzi che sorreggono due archetti ogivali polilobati. Sopra la mensa un doppio gradino sostiene una edicola costituita da due lesene e un'architrave con figure di cherubini. Le lesene sono decorate con candelabre e terminano con capitelli corinzi ornati da coppie di delfini. La mostra del dipinto è decorata con un giro di foglie stilizzate e da conchiglie agli angoli superiori. La lunetta col Cristo risorto ha una doppia incorniciatura ornata da ovoli e dardi, candelabre e foglie di acanto 
1920-1920 
0900302752-0 
altare a edicola 
00302752 
09 
0900302752 
E' molto probabile che l'ideazione dell'altare con la sua ricca decorazione scolpita a rilievo debba essere ascritta a Cleonte Merlini. L'iscrizione posta a lato della porta di ingresso (cfr. scheda ministeriale n.09/00302758) indica i nomi di tutti gli artisti intervenuti nella realizzazione della cappella: Cleonte Merlini figura come "ornatista". Con questo termine forse si voleva indicare l'ideatore della decorazione sia dei basamenti per i sarcofagi che dell'altare. Tutti questi elementi architettonici presentano una ricca ornamentazione ispirata al repertorio rinascimentale. La lapide ci informa anche che, se a Cleonte Merlini spetta l'ideazione, fu la ditta Sollazzini che realizzò tutti i lavori in marmo e quindi anche questo altare. Dalla stessa fonte sappiamo che il Cristo Redentore della lunetta fu realizzato dallo scultore Giovanni Giovannetti. Purtroppo non è stato possibile rintracciare alcuna notizia su Cleonte che nella lapide viene definito "Prof.". Probabilmente egli era il fratello di Attilio, il costruttore e l'architetto della cappella eretta nel 1920 per ospitare le salme di quest'ultimo e della moglie Caterina Guarducci. L'altare rivela un evidente gusto eclettico nella singolare unione di elementi gotici come gli archetti trilobati della mensa e gli eleganti motivi decorativi di gusto classico dell'edicola. Tale eclettismo è del resto evidente in tutta la decorazione della cappella 
Mensa d'altare sostenuta da colonnine con capitelli corinzi che sorreggono due archetti ogivali polilobati. Sopra la mensa un doppio gradino sostiene una edicola costituita da due lesene e un'architrave con figure di cherubini. Le lesene sono decorate con candelabre e terminano con capitelli corinzi ornati da coppie di delfini. La mostra del dipinto è decorata con un giro di foglie stilizzate e da conchiglie agli angoli superiori. La lunetta col Cristo risorto ha una doppia incorniciatura ornata da ovoli e dardi, candelabre e foglie di acanto 
Firenze (FI) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
altare 
marmo 
marmo bianco/ scultura 

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