testa d'uomo (maschera) - bottega francese (primo quarto sec. XVII)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900345702 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

maschera testa d'uomo
testa d'uomo (maschera) - bottega francese (primo quarto sec. XVII) 
testa d'uomo (maschera) - bottega francese (primo quarto sec. XVII) 
maschera 
L'opera è impostata su un piede circolare in turchese leggermente bombato e fasciato lungo il perimetro esterno da una elegante cornice in argento dorato ornata da foglie d'acanto stilizzate smaltate di bianco e rosa su fondo smaltato di nero. Il fusto, imitante il tronco di un albero di rovere, termina con due rami incrociati fra loro, decorati da piccole foglie smaltate di verde e da ghiande dorate. Al centro dei rami è fissata una maschera sorridente in turchese, i cui occhi sono costituiti da due diamanti a goccia sfaccettati montati in castoni d'oro applicati direttamente sulla pietra 
1600-1624 
0900345702 
maschera 
00345702 
09 
0900345702 
La prima attestazione documentaria riguardante il singolare manufatto è contenuta in un verbale del 26 novembre 1781 relativo allo spostamento di alcuni oggetti dalla Guardaroba granducale alla Galleria degli Uffizi (AGF, filza XIV, 1781, n. 82). Documentato dal 1784 all'interno di uno degli armadi del Gabinetto delle Gemme, all'inizio del Novecento esso fu trasferito al Museo d'Antropologia ed Etnologia di Firenze da dove passò poi al Museo degli Argenti. Le pionieristiche indagini di Detlef Heikamp (1966, 1972) sull'interesse dei Medici per la cultura e l'arte delle popolazioni del Nuovo Mondo hanno fornito un apporto decisivo per la ricostruzione della storia dell'opera. Innanzitutto allo studioso va il merito di aver riconosciuto nella elaborata montatura a forma di quercia un'allusione araldica alla famiglia dei Della Rovere, nel cui stemma compare l'immagine di una pianta di rovere con i rami incrociati del tutto simile a quella che sostiene la maschera. Tale identificazione ha consentito di stabilire un collegamento diretto tra l'oggetto e le collezioni dell'ultimo duca d'Urbino, Francesco Maria II della Rovere, confluite in gran parte in quelle dei Medici in seguito al matrimonio, nel 1634, tra il granduca Ferdinando II e Vittoria della Rovere, unica erede di Francesco Maria. Quanto alla maschera, Heikamp considera la pietra proveniente sicuramente dal Messico, ma non esclude che la sua lavorazione sia avvenuta invece in Europa, dove dalla seconda metà del Cinquecento la crescente domanda di reperti esotici da parte di facoltosi collezionisti determinò la nascita di un fiorente mercato di falsi. I tratti del volto, infatti, presentano contorni poco definiti e appena delineati che nulla hanno in comune con i lineamenti ben marcati, in alcuni casi geometrici, delle antiche immagini di divinità messicane. La mancanza di confronti e di studi specifici sulla contraffazione dei manufatti mesoamericani rende impossibile, per il momento, anche solo formulare una ipotesi sul luogo di esecuzione del pezzo. Considerazioni più precise possono essere fatte invece per la montatura, i cui smalti richiamano molto da vicino esemplari di orafi lorenesi o francesi della fine del Cinquecento e del primo quarto del Seicento. Come già ipotizzato da Gabriele Barucca (in Urbino 2000), la realizzazione di queste parti potrebbe essere stata condotta all'interno dell'entourage artistico gravitante intorno alla corte roveresca, presso la quale è documentata, nel periodo in questione, la presenza di maestri oltremontani 
testa d'uomo 
92 D 
L'opera è impostata su un piede circolare in turchese leggermente bombato e fasciato lungo il perimetro esterno da una elegante cornice in argento dorato ornata da foglie d'acanto stilizzate smaltate di bianco e rosa su fondo smaltato di nero. Il fusto, imitante il tronco di un albero di rovere, termina con due rami incrociati fra loro, decorati da piccole foglie smaltate di verde e da ghiande dorate. Al centro dei rami è fissata una maschera sorridente in turchese, i cui occhi sono costituiti da due diamanti a goccia sfaccettati montati in castoni d'oro applicati direttamente sulla pietra 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
testa d'uomo 
smalto 
oro/ fusione 
argento/ fusione/ cesellatura/ doratura 
diamante/ sfaccettatura/ incastonatura 
turchese/ incisione 
bibliografia specifica: Museo Argenti - 1968 
bibliografia specifica: Acidini Luchinat C - 1997 
bibliografia specifica: Massinelli A. M./ Tuena F - 1992 
bibliografia specifica: Heikamp D - 1972 
bibliografia specifica: Meraviglie Precious - 2003 
bibliografia specifica: Ultimi Rovere - 2000 

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