bordo - manifattura toscana (Luicciano o Quarrata) (primo quarto sec. XX)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900644325 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

bordo - manifattura toscana (Luicciano o Quarrata) (primo quarto sec. XX) 
bordo - manifattura toscana (Luicciano o Quarrata) (primo quarto sec. XX) 
bordo 
L'alta bordura presenta un decoro eseguito a punto rammendo con varietà cromatica in filato di seta. Il disegno è costituito dal motivo architettonico dell'anfora, innalzata su due foglie avvolte intorno ad un nucleo circolare, e culminante in un trionfo di fiori, rose e dalie, e foglie. Dal bouquet fuoriescono tralci di foglie di acanto che ripiegano su se stesse e culminano in un grande fiore. Il motivo, svolto orizzontalmente per tutta la superficie, è separato dal bordo, tramite il disegno di un'asta intorno alla quale si intreccia un nastro svolazzante al quale sono appese ghirlande naturalistiche di tulipani, peonie rose, margherite e foglie, ripetute regolarmente. Sono alternate ad un motivo vegetale con frutti e una melegrana centrale, determinando la sagomatura rotondeggiante del bordo. Il bordo esterno, non rifinito, lascia vedere la rete di fondo da ritagliare 
ca 1900-ca 1924 
0900644325 
bordo 
00644325 
09 
0900644325 
L'esemplare, un filet ricamato in seta policroma secondo la moda dell'ultimo quarto del XIX secolo, presenta un ricco disegno di gusto seicentesco, dove i motivi già presenti nei tessili cinquecenteschi, quali l'anfora con fiori, i ricchi girali vegetali, acquistano l'ampiezza e la varietà naturalistica tipica del Barocco. Proviene dal laboratorio di Quarrata, piccolo centro vicino Pistoia, aperto nel 1897 dalla contessa Spalletti, specializzato nella lavorazione del filet e particolarmente impegnato con le ordinazioni della ditta Francesco Navone di Firenze, (M. Salvini, Le industrie artistiche nella Provincia di Firenze, Firenze, 1927, p. 279 e pp. 277-294)La storia di questa collaborazione e delle molte tracce di manufatti, come il presente, pervenute al Museo tramite l'erede della Ditta, Giorgio Calligaris è stata recentemente pubblicata (S. Fortunato, La contessa Gabriella Spalletti e la Scuola di Merletti di Lucciano e Quarrata, in La ditta di merletti e ricami Francesco Navone, Firenze, 2006, pp. 34-39). La ditta testimonia una modalità tipica in Italia, dopo la ripresa delle lavorazioni tessili dalla metà del XIX secolo: dapprima i conventi organizzavano scuole di lavoro, poi un'enorme quantità di manodopera femminile di estrazione contadina era coinvolta in una produzione a casa o in laboratorio, ordinata, coordinata e venduta da ditte quali le Industrie Femminili, La Locatelli la Tadeucci e appunto la Francesco Navone. (cfr. M Carmignani, La produzione di merletti in Toscana tra Otto e Novecento, in D. Davanzo Poli, Cinque secoli di merletti europei. I capolavori, Burano, 1984, pp 139-153). E' presente il cartellino Navone con il n. 7798 con la scriita £. 150. 000 
n.p 
L'alta bordura presenta un decoro eseguito a punto rammendo con varietà cromatica in filato di seta. Il disegno è costituito dal motivo architettonico dell'anfora, innalzata su due foglie avvolte intorno ad un nucleo circolare, e culminante in un trionfo di fiori, rose e dalie, e foglie. Dal bouquet fuoriescono tralci di foglie di acanto che ripiegano su se stesse e culminano in un grande fiore. Il motivo, svolto orizzontalmente per tutta la superficie, è separato dal bordo, tramite il disegno di un'asta intorno alla quale si intreccia un nastro svolazzante al quale sono appese ghirlande naturalistiche di tulipani, peonie rose, margherite e foglie, ripetute regolarmente. Sono alternate ad un motivo vegetale con frutti e una melegrana centrale, determinando la sagomatura rotondeggiante del bordo. Il bordo esterno, non rifinito, lascia vedere la rete di fondo da ritagliare 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
bordo 
filo di canapa/ lavorazione a filet/ ricamo in seta 
bibliografia di confronto: Fortunato S - 2006 
bibliografia di confronto: Salvini M - 1927 

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