balza - manifattura toscana (Luicciano o Quarrata) (prima metà sec. XX)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900644334 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

balza - manifattura toscana (Luicciano o Quarrata) (prima metà sec. XX) 
balza - manifattura toscana (Luicciano o Quarrata) (prima metà sec. XX) 
balza 
Le punte di rifinitura sono eseguite su una rete di filet a maglie quadrate semplici, legate da nodi agli angoli e ricamate a punto rammendo. Hanno forma triangolare, accentuata da una dentellatura geometrica che forma il bordo esterno e ribadita internamente, tramite il lavoro ad ago di vari trafori geometrici. Ogni singola punta contiene la figura di un dragone alato, rivolto verso sinistra, regolarmente alternato con un leone rampante, rivolto verso destra Le punte sono rifinite, nella parte superiore, da un bordo con motivi geometrici cruciformi, disposti al centro di cornici sagomate 
ca 1900-ca 1949 
0900644334 
balza 
00644334 
09 
0900644334 
Il bel disegno, ancora utilizzato nei laboratori dell'Antella nel 1970 ( G. Giannelli, L'industria domestica del Buratto nel comune di Bagno a Ripoli e dintorni, Firenze, 1989, p. 22), recupera motivi di animali figurati, presenti nella tradizione tessile europea fin dal Medioevo, ma utilizzati nel Rinascimento con riferimenti araldici. Il pezzo collocabile nei primi decenni del XX testimonia il perdurare di motivi neo-cinquecenteschi per gli arredi domestici. E' infatti il periodo in cui il Filet tornò di moda e conquistò grazie all'esposizione universale di Parigi si diffuse in Europa e in America (M. Salvini, Le industrie artistiche nella Provincia di Firenze, Firenze, 1927, p. 279 e pp. 277-294). La ripresa delle lavorazioni a Lucciano e Quarrata si deve alla contessa Gabriella Spalletti che aprì una scuola di lavorazione nel 1897 e collaborò costantemente con la ditta Francesco Navone che ordinava numerosi manufatti e inviava disegni. (S. Fortunato, La contessa Gabriella Spalletti e la Scuola di Merletti di Lucciano e Quarrata, in La ditta di merletti e ricami Francesco Navone, Firenze, 2006, pp. 34-39) Il presente manufatto presenta il cartellino della Ditta Navone 366 ed è documentato nell'album della ditta 'Stores Tende e tendine' utilizzato come bordo esterno di una tenda, datato al 3. 11. 1925 ( p. 21 n. 503720). il materiale leggero e la realizzazione tecnica rendono affine l'esemplare ad altri in collezione Inv. Stoffe3328-3343-3326 
n.p 
Le punte di rifinitura sono eseguite su una rete di filet a maglie quadrate semplici, legate da nodi agli angoli e ricamate a punto rammendo. Hanno forma triangolare, accentuata da una dentellatura geometrica che forma il bordo esterno e ribadita internamente, tramite il lavoro ad ago di vari trafori geometrici. Ogni singola punta contiene la figura di un dragone alato, rivolto verso sinistra, regolarmente alternato con un leone rampante, rivolto verso destra Le punte sono rifinite, nella parte superiore, da un bordo con motivi geometrici cruciformi, disposti al centro di cornici sagomate 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
balza 
filo di cotone/ ricamo ad ago 
filo/ lavorazione a filet 
bibliografia di confronto: Fortunato S - 2006 
bibliografia di confronto: Salvini M - 1927 
bibliografia di confronto: Tradizione Buratto - 1989 

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