Annunciazione (miniatura) by Simone Camaldolese (e aiuti) (ultimo quarto sec. XIV, sec. XIV)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900645712-3 an entity of type: CulturalPropertyComponent

miniatura, c. 4v Annunciazione
Annunciazione (miniatura) by Simone Camaldolese (e aiuti) (ultimo quarto sec. XIV, sec. XIV) 
Annunciazione (miniatura) di Simone Camaldolese (e aiuti) (ultimo quarto sec. XIV, sec. XIV) 
miniatura 
Iniziale istoriata grande caudata A (Aspiciens alonge ecce video dei), rubr. Responsorius. Campo in foglia d'oro, corpo della lettera rosa, arancione e parzialmente formato da un drago azzurro con le ali verdi, inoltre è ornato da foglie lanceolate che vanno a formare una lunga coda entro la quale è un uccello fantastico. Il fondo in foglia d'oro è diviso in due occhielli: in quello superiore è la figura a mezzobusto di Dio Padre entro la mandorla rappresentato come Cristo benedicente, circondato da due serafini e tre cherubini, nell'atto di inviare la colomba dello Spirito Santo; nel registro inferiore sono la Vergine seduta su un seggio ligneo con le mani al petto e l'arcangelo Gabriele 
1388-1389 
0900645712-3 
miniatura 
00645712 
09 
0900645712 
Il codice fa parte del gruppo di corali provenienti dalla chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze che, nella seconda metà dell'Ottocento, in seguito alle soppressioni napoleoniche, entrarono a far parte della collezione del Museo di San Marco. L'attribuzione del Rondoni (1876, p. 78 n. 65) a un Ignoto miniatore del secolo XV fu ripresa anche dal D'Ancona (1914, V. II, I, p. 209 n. 249) il quale specificò che l'artista doveva far parte, molto probabilmente, di una equipe di miniatori che sembra essere al lavoro, nei primi decenni del secolo, in tutti i codici del Carmine. Egli, infatti, distingue più mani: una molto raffinata nei libri segnati T (571), Q (572), un'altra più incerta nei libri M (574), H (573), V (575), G (577), R (578), I (579), C (569) e una terza riconducibile a un discepolo di Lorenzo Monaco nel libro E (576). Fu il Salmi, per primo, ad attribuire l'intero gruppo a Don Simone camaldolese (1954, pp. 43-44), attribuzione confermata dalla Levi D'Ancona (1962, pp. 239-240, 422) che identificò parte dei codici provenienti dal Carmine (Invv. 571, 572, 575, 577, 578, 579) con i cinque in cui Don Simone Camaldolese eseguì 30 miniature fra il 23 febbraio del 1388 e l'aprile del 1389 e che furono rilegati da Frate Giovanni Andrea, secondo i documenti da lei pubblicati. La studiosa, inoltre, precisa che attualmente gli originari cinque volumi sono sei poiché quelli segnati 571 e 575 formavano un volume unico prima del 1473. Il miniatore camaldolese, che firma un codice proveniente dal convento di San Pancrazio nel 1381 (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Cor. Laur. 39) nel quale è scritto che "cum pennello miniavit eum dominus Simon de Senis monachus ordinis camaldulensis", fu, secondo il D'Ancona (1914, V. I, p. 15), "il primo divulgatore di quelle forme, un misto di senese e di fiorentino, alle quali Don Lorenzo Monaco doveva di lì a poco imprimere il suggello della sua alta personalità". Successivamente, Chiarelli (1968(1981), p. 66) attribuisce il gruppo ad un'equipe ruotante intorno a Don Simone e riferisce l'Antifonario I (579) a "Don Simone camaldolese e scuola". Il riferimento del gruppo di codici ad una equipe di miniatori è confermato anche dalla Scudieri (La Miniatura, in La Chiesa e il Convento di San Marco a Firenze, Firenze 1990, V. II, p. 13). Anche Kanter (in Painting an Illumination 1994, p. 188) cita il gruppo di codici realizzati per il Carmine che rappresentano il momento più alto dello stile di Don Simone, caratterizzati da complesse composizioni, da una particolare capacità narrativa, da figure naturalistiche e dall'utilizzo di un'ampia gamma cromatica con forti influenze della scuola dell'Orcagna 
Annunciazione 
c. 4v 
n.p 
Iniziale istoriata grande caudata A (Aspiciens alonge ecce video dei), rubr. Responsorius. Campo in foglia d'oro, corpo della lettera rosa, arancione e parzialmente formato da un drago azzurro con le ali verdi, inoltre è ornato da foglie lanceolate che vanno a formare una lunga coda entro la quale è un uccello fantastico. Il fondo in foglia d'oro è diviso in due occhielli: in quello superiore è la figura a mezzobusto di Dio Padre entro la mandorla rappresentato come Cristo benedicente, circondato da due serafini e tre cherubini, nell'atto di inviare la colomba dello Spirito Santo; nel registro inferiore sono la Vergine seduta su un seggio ligneo con le mani al petto e l'arcangelo Gabriele 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
Annunciazione 
pergamena/ pittura a tempera 
pergamena/ miniatura 
gesso/ doratura 
bibliografia specifica: Vasari G - 1878-1885 
bibliografia specifica: Chiarelli R - 1968 
bibliografia specifica: D'Ancona P - 1914 
bibliografia specifica: Rondoni F - 1876 
bibliografia specifica: Painting Illumination - 1994 
bibliografia specifica: Levi D'Ancona M - 1962 
bibliografia specifica: Salmi M - 1954 
bibliografia specifica: Boskovits M - 1972 
S. Marco e Cenacoli 579 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here