Laocoonte e i figli strangolati da due serpenti (dipinto murale) by Lippi Filippino (sec. XV)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0900649444 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

dipinto murale Laocoonte e i figli strangolati da due serpenti
Laocoonte e i figli strangolati da due serpenti (dipinto murale) di Lippi Filippino (sec. XV) 
Laocoonte e i figli strangolati da due serpenti (dipinto murale) by Lippi Filippino (sec. XV) 
ca 1493-ca 1493 
Affresco centinato, non finito, lacunoso e fortemente deteriorato. L'affresco doveva raffigurare la morte di Laocoonte, episodio narrato da Virgilio nell'Eneide. Al centro della scena si trovava Laocoonte, davanti all'altare sacrificale, che si dibatteva tra l'aggressione di due serpenti; accanto a lui il toro pronto per il sacrificio. In basso giacevano a terra morti i figli del sacerdote mentre una folla di astanti assisteva alla scena cruenta. Sullo sfondo monumentali architetture con archi e colonnati e figure sulla sommità di un edificio che osservavano la scena dall'alto 
dipinto murale 
00649444 
09 
0900649444 
L'affresco fu commissionato a Filippino Lippi da Lorenzo il Magnifico, così come afferma il Vasari, per decorare la parete di levante della loggia al primo piano della villa. L'esecuzione si fa risalire al 1493, come proposto dal Nelson, considerando che la struttura della loggia venne terminata nel 1490 e che l'incarico per l'esecuzione della pittura debba risalire ai primi mesi del 1492 prima della morte di Lorenzo de' Medici. Questa datazione è avvalorata anche dal soggiorno di Filippino a Roma fino all'agosto del 1493. Pertanto l'affresco dovrebbe essere stato eseguito dopo il ritorno del Lippi a Firenze, anno in cui il committente dell'opera non era più Lorenzo ma il figlio, Piero de' Medici, che fu costretto a fuggre da Firenze nel 1494. Presumibilmente per questa ragione il pittore lasciò il dipinto incompiuto anche se le parti realizzate dovevano essere particolarmente estese così da permettere al Vasari di descriverle e di identificarne il soggetto. L'affresco, a causa della sua collocazione all'aria aperta, ha subito forti deterioramenti nel corso dei secoli. Nel 1950 l'affresco fu staccato per essere restaurato e poi ricollocato senza protezioni in situ poichè, date le dimensioni, non era possibile farlo passare attraverso le porte della villa. Tra il 1991 e il 1992 fu nuovamente sottoposto a opere di restauro sotto la direzione di Litta Medri. Oggi l'affresco appare quasi illegibile: manca totalmente la parte inferiore dove doveva svolgersi la scena focale della narrazione dipinta. I colori sono appannati e inconsistenti così come le linee del disegno risultano interrotte ed evanescenti. Dal 2012 l'affresco è in restauro, operazione che prevede l'eliminazione del vecchio supporto in faesite e la successiva applicazione su uno nuovo in vetroresina alveolare. Inoltre l'affresco troverà un'adeguata collocazione all'interno della villa mentre una copia fedele andrà ad occupare la posizione originale nel loggiato 
94H213 
Laocoonte e i figli strangolati da due serpenti 
Affresco centinato, non finito, lacunoso e fortemente deteriorato. L'affresco doveva raffigurare la morte di Laocoonte, episodio narrato da Virgilio nell'Eneide. Al centro della scena si trovava Laocoonte, davanti all'altare sacrificale, che si dibatteva tra l'aggressione di due serpenti; accanto a lui il toro pronto per il sacrificio. In basso giacevano a terra morti i figli del sacerdote mentre una folla di astanti assisteva alla scena cruenta. Sullo sfondo monumentali architetture con archi e colonnati e figure sulla sommità di un edificio che osservavano la scena dall'alto 
Laocoonte e i figli strangolati da due serpenti 
Poggio a Caiano (PO) 
0900649444 
dipinto murale 
proprietà Stato 
intonaco/ pittura a fresco 
bibliografia specifica: Vasari G - 1906 
bibliografia specifica: Zambrano P./ Katz Nelson J - 2004 
bibliografia specifica: Simari M.M - 2011 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here