reliquiario a teca - a cofanetto, opera isolata - bottega limosina (primo quarto sec. XIII)

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reliquiario a teca, a cofanetto, opera isolata
reliquiario a teca - a cofanetto, opera isolata - bottega limosina (primo quarto sec. XIII) 
reliquiario a teca - a cofanetto, opera isolata - bottega limosina (primo quarto sec. XIII) 
1200-1224 
Cassa rettangolare a transetto poggiante su quattro piedini quadrati in posizione angolare rivestiti da lamine decorate a losanghe graffite. Coperchio a quattro spioventi sormontato da due creste traforate da due gruppi di finestrelle rettangolari sormontate da oculi; alle estremità delle due creste una pietra cabochon in castone, al centro una placchetta circolare con fiorone in smalto champlevé. Due apici a pomo decorano l'estremità delle creste. [Continua nel campo ANNOTAZIONI] 
reliquiario a teca (a cofanetto, opera isolata) 
2014OPAOA00665491 
00665491 
09 
0900665491 
Si ritiene tradizionalmente che questo oggetto sia stato donato dal re Riccardo Cuor di Leone agli alleati pisani dopo la terza crociata insieme all'altro cofanetto di manifattura limosina conservato nel tesoro. Il reliquiario, contenente parti del suolo della Terrasanta, appartiene ad una tipologia formale che conobbe la massima diffusione nei secoli XII e XIII grazie all'opera di botteghe specializzate operanti a Limoges. La particolare forma del tetto a più spioventi, la disposizione delle figure, le tecniche di esecuzione ed assemblamento delle placchette smaltate e di ogni altra applicazione metallica, nonché la gamma cromatica degli smalti utilizzati permette di ricondurre la cassetta reliquiario in esame alla produzione compresa tra la fine del XII ed il primo quarto del XIII secolo. È, inoltre, possibile confrontare il reliquiario con alcune delle opere esposte alla mostra Enamels of Limoges del 1996 tenutasi al Metropolitan Museum di New York e presso il Louvre di Parigi: alcune placche per legature di Evangeliarii realizzate tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo condividono con la placchetta di Cristo in Maestà la stessa attenzione per il rilievo ed il dettaglio inciso ed inoltre risultano eseguite secondo la stessa modalità di lasciare i corpi en reserve e di realizzare le teste in rilievo. Più in generale le figure in rilievo sul fianco frontale sono confrontabili con grande parte della produzione di questo periodo per la forza del rilievo e la definizione lineare. Osservando, da ultimo, la cassa di San Calminio (Enamels of Limoges) con i suoi racemi fioriti en reserve che attraversano il fondo smaltato e le collinette sotto i piedi dei Santi è possibile avanzare un'ipotesi di datazione che, seguendo l'opinione di M.M.Gauthier, comprenda anche gli ultimi anni del secolo XII oltre che il primo quarto del XIII secolo 
Cassa rettangolare a transetto poggiante su quattro piedini quadrati in posizione angolare rivestiti da lamine decorate a losanghe graffite. Coperchio a quattro spioventi sormontato da due creste traforate da due gruppi di finestrelle rettangolari sormontate da oculi; alle estremità delle due creste una pietra cabochon in castone, al centro una placchetta circolare con fiorone in smalto champlevé. Due apici a pomo decorano l'estremità delle creste. [Continua nel campo ANNOTAZIONI] 
reliquiario a teca 
Pisa (PI) 
0900665491 
reliquiario a teca a cofanetto 
proprietà persona giuridica senza scopo di lucro 
cristallo di rocca 
rame/ cesellatura/ doratura 
smalto/ lavorazione a champlevé 
bibliografia specifica: Baracchini C - 1986 
bibliografia specifica: Lucchesi G - 1993 
bibliografia specifica: Mostra iconografica - 1963 
bibliografia specifica: Papini R - 1912 
bibliografia di confronto: Enamels Limoges - 1996 
bibliografia specifica: Gauthier M.M - 1972 
bibliografia specifica: Mostra arte - 1953 

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