balza - manifattura francese (sec. XIX)

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balza - manifattura francese (sec. XIX) 
balza - manifattura francese (sec. XIX) 
balza 
Lavoro ad ago su fondo a rete ritorta(tortillè), con aree a rete semplice, reti a griglia creata con stelline festonate unite tra loro, reti a barrette festonate, cordonetto con e senza festoni, rafforzato dal crine di cavallo per creare i motivi,aree a punto tela, piedino a fuselli.La grande balza presenta un disegno molto ricco che lascia, tuttavia, ben vedere la rete di fondo. La superficie centrale del merletto è occupata da una doppia ghirlanda di piccole corolle, che si incrocia a formare un motivo ondulato di forme ovali. La ghirlanda è sostenuta a destra e a sinistra da un fiocco, appeso al bordo superiore, anch'esso creato da ghirlande con fiori di piccole dimensioni, che termina in due grandi nappe. Nella parte centrale della ghirlanda è inserito un tralcio ondulato con rami ricchi di foglie, piccole bacche, e tre fiori, uno centrale e gli altri disposti in opposta direzione.Questo è ripetuto negli spazi lasciati vuoti dallo snodarsi della ghirlanda,e il disegno è ripetuto regolarmente per tutta la superficie. SEGUE IN OSS 
ca 1850-ca 1870 
0900745987 
balza 
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09 
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I merletti di Alençon che avevano avuto una ripresa durante il I Impero, fino agli anni '40 del XIX secolo hanno un successo relativo, quando sono di moda altre tipologie Le lavorazioni riprendono soprattutto durante il II Impero, sotto il patronato di Eugenia di Montejo. Dopo il 1860 la richiesta è così ampia che l' Alençon si lavora anche in Belgio (P. Wardle,Victorian Lace, London, 1968, p. 59): la produzione è vasta anche se è più economica e meno sofisticata nel disegno,i fondi sono uniformi (come in questo caso), tanto che talvolta possono sembrare eseguiti a macchina per la loro rigidità. Nonostante il collasso del II Impero e la relativa crisi economica che interessò anche la manifattura di Alençon le lavorazioni in Francia e Belgio risultano ancora attive nel 1887 (P.Wardle, Victorian Lace, London,1968, 60), grazie alla produzione molto estesa per bordi di rifinitura di 5-10cm.,che, ad esempio la Ditta Lefebure quando non c'erano speciali ordini, faceva eseguire per tenere occupate le lavoranti. Questi di ampio utilizzo negli abiti e negli accessori, venivano eseguiti velocemente su un fondo non ripassato ed i disegni erano realizzati con l'uso di cordonetti filiformi a punto occhiello (qui presenti), nei casi migliori arricchiti di picot, talvolta lisci, sostenuti internamente da un crine di cavalo che dava rigidità e permetteva meglio di adattarlo al motivo da eseguire. Questo accorgimento tecnico, già documentato verso la metà del XVIII secolo, èra al tempo criticato nel Dictionnaire du Citoyen del 1761 perché irrigidiva l'effetto d'insieme. (S.Levey,Lace A History, Leeds, 1983, p.54). L'impostazione stilistica è ispirata al rinnovato gusto neo settecento degli anni tardi del XIX secolo, con l 'inserimento di cornici, di nastri, di nappe intrecciati a motivi floreali secondo il gusto Luigi XV. L' impostazione stilistica di revival resta caratteristica anche nelle imitazioni meccaniche, la prima delle quali appare 1879.Le imitazioni potevano essere fatte con vari macchinari La macchina pusher, in grado di eseguire accettabili imitazioni di Alençon a disegni neo settecenteschi (P. Earnshaw, Machine lace.Lace Machine, Batford,1995,p.42) con le aree solide create dall'incrocio di fili in diagonale, non poteva riprodurre il punto occhiello, i festoni di rifinitura o usare il crine di cavallo per dare l'effetto rilevato a certe parti del disegno. Le macchine Leavers erano anche in grado di fare imitazioni senza l'uso del crine di cavallo e del punto occhiello, ma dal 1827 potevano riprodurre i picots e inserire durante il lavoro, fili di traccia. L'effetto più vicino all'originale era ottenuto con la Handmachine o la Schiffli, ambedue in grado di produrre, dalla metà del secolo ai primi del 900, copie di merletti a fondo a rete ad ago o a fuselli, ricamando sul fondo, su un materiale chimicamente degradabile (Schiffli). La produzione a macchina in grado di produrre a metraggio e con un costo nettamente inferiore agli originali, non impedisce tuttavia alla gloriosa tradizione di sopravvivere grazie alle poche merlettaie che ancora lavorano nell'Atelier National du Point D'Alençon. Esemplari simili sono pubblicati da M.Risselin Steenebrugen, Trois siecle de denttelles, Bruxrelles, 1980, fig. 196-197-198).La rete di fondo è disseminata di rametti ondulati con foglie, corolle tralci ondulati con piccoli fiori, disposti in modo simmetrico e rivolti alternativamente verso l'alto e verso il basso. Lungo gli orli inferiori e laterali, è una ricca cornice, composta da forme a mandorla ritmate da corolle floreali, rametti ondulati con foglie. Qui si alternano varie reti per creare l'effetto chiaroscurato e il cordonetto mette in rilievo fortemente i decori. Motivi simili decorano l'orlo superiore 
n.p 
Lavoro ad ago su fondo a rete ritorta(tortillè), con aree a rete semplice, reti a griglia creata con stelline festonate unite tra loro, reti a barrette festonate, cordonetto con e senza festoni, rafforzato dal crine di cavallo per creare i motivi,aree a punto tela, piedino a fuselli.La grande balza presenta un disegno molto ricco che lascia, tuttavia, ben vedere la rete di fondo. La superficie centrale del merletto è occupata da una doppia ghirlanda di piccole corolle, che si incrocia a formare un motivo ondulato di forme ovali. La ghirlanda è sostenuta a destra e a sinistra da un fiocco, appeso al bordo superiore, anch'esso creato da ghirlande con fiori di piccole dimensioni, che termina in due grandi nappe. Nella parte centrale della ghirlanda è inserito un tralcio ondulato con rami ricchi di foglie, piccole bacche, e tre fiori, uno centrale e gli altri disposti in opposta direzione.Questo è ripetuto negli spazi lasciati vuoti dallo snodarsi della ghirlanda,e il disegno è ripetuto regolarmente per tutta la superficie. SEGUE IN OSS 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
balza 
filo di lino/ merletto ad ago 
bibliografia di confronto: Levey S - 1983 
bibliografia di confronto: Wardle P - 1982 
bibliografia di confronto: Risselin Steenebrugen M - 1980 
bibliografia di confronto: Earnshaw P - 1994-1995 

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