Cupido punito da Venere (gruppo scultoreo) by Porzellan-Manufaktur Meissen - manifattura di Meissen (secc. XIX-XX)

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gruppo scultoreo Cupido punito da Venere
Cupido punito da Venere (gruppo scultoreo) by Porzellan-Manufaktur Meissen - manifattura di Meissen (secc. XIX-XX) 
Cupido punito da Venere (gruppo scultoreo) di Porzellan-Manufaktur Meissen - manifattura di Meissen (secc. XIX-XX) 
gruppo scultoreo 
Gruppo scultoreo a tutto tondo con con Venere che taglia le ali a Cupido e altra figura femminile, Psiche? 
ca 1860-ca 1924 
0901143159 
gruppo scultoreo 
01143159 
09 
0901143159 
L'esemplare appartiene alla collezione del sacerdote Giacomo Laguzzi, da lui stesso donata il 17 agosto 1943 all'allora R. Soprintendenza alle Gallerie per le provincie di Firenze Arezzo e Pistoia (vedi Verbale con l'elenco delle opere consegnate, dove la siglatura alfa numerica associata alle singole voci corrisponde a quella indicata sull’etichetta apposta su ciascun esemplare). La collezione fu depositata a Palazzo Pitti presso il Museo degli Argenti (ora Tesoro dei Granduchi), dove fu esposta dopo gli eventi bellici e successivamente trasferita nella guardaroba della Galleria d'Arte Moderna. Essa è costituita da centotré miniature su lastre in porcellana aventi in prevalenza come archetipi dipinti, da venticinque piatti (dodici appartenenti a una serie con raffigurate scene ispirate alle opere di Richard Wagner e i rimanenti decorati con raffigurazioni di gusto naturalistico o tratte da dipinti di maestri dei secoli precedenti) e ancora da sessanta esemplari tra statuette, scatole, vasi e gruppi scultorei. Sempre per volontà del Laguzzi, a questo nucleo sono stati aggiunti nel 1946 alcune miniature, sempre su lastra in porcellana. L'esecuzione dei manufatti che formano questa raffinata e variegata raccolta è prevalentemente riconducibile alle fabbriche di porcellane attive a Dresda, ma anche in Turingia (vedi il marchio di fabbrica presente su quasi tutti gli esemplari), ed è databile tra la fine dell'Ottocento e non oltre il 1942, in riferimento all’anno della sua donazione. Questa collezione vanta anche la presenza della principale manifattura di porcellane tedesca, quella di Meissen fondata nel 1710 da Augusto il Forte, Elettore di Sassonia e re di Polonia. Il nucleo riunito dal Laguzzi è costituito da ventotto sculture, come rivelato dalla presenza su di esse del marchio con le due spade incrociate. Vi sono soggetti rappresentativi della produzione di questa fabbrica, quali gli animali, ma anche in linea con il gusto dell’epoca e quindi comuni ad altre manifatture di porcellane, come le riduzioni dalla statuaria antica, le figure allegoriche, oltre ai putti e ai fanciulli di gusto arcadico pastorale e ancora a gruppi con scene galanti, allegoriche e mitologiche. Nonostante la comunanza di generi, le sculture di Meissen sono riconoscibili per la raffinatezza del modellato, per il candore della porcellana e per il raffinato decoro pittorico, dove presente. Il marchio di fabbrica è riprodotto in blu sottovernice prevalentemente al di sotto della base e in genere è accompagnato da sigle impresse nella pasta prima della cottura, tra cui quella solitamente alfa numerica identifica il modello dell’esemplare rappresentato, mentre l’altra è ipoteticamente da ricondurre alla maestranza che l’ha eseguito. In taluni casi, sugli esemplari in policromia vi è anche un numero realizzato a pennello, forse da riferire al decoratore. La presenza nella collezione Laguzzi di esemplari di Meissen non decorati trova giustificazione con i soggetti rappresentati di gusto antiquario o allegorici, ad eccezione di una fanciulla che gioca con un cagnolino e di un orientale danzante, che richiama le “chinoiserie” eseguite nella fabbrica fin dai primi anni di attività. Il gruppo scultoreo evoca una rappresentazione in stile pompeiano, dove Venere riconoscibile per l'attributo delle due colombe poste ai suoi piedi fianco è intenta a spuntare le ali a Cupido, che si rivolge verso una figura femminile, forse Psiche, circondata dagli attributi propri del dio dell’Amore: la freccia che stringe nella mano destra, la faretra ai suoi piedi e l’arco spezzato davanti a lei. Il confronto di questo esemplare con altri di analogo soggetto pubblicati on-line rivela una costante adesione al modello, sia nella rappresentazione dei soggetti, sia nella resa coloristica (https://www.1stdibs.com/furniture/dining-entertaining/porcelain/meissen-figurines-cupid-being-dire-straits-j-82-juechtzer-made-circa-1860/id-f_12398551/; https://www.pinterest.ca/pin/775815473281244940/, consultati 15/7/2020). La composizione è pubblicata nel campionario della Manifattura di Meissen intitolato “Nachschlagewerk für Sammler, Händler und Museen. Auf den nächsten 80 Seiten (schwarz/weiẞ) finden Sie Figuren, Gruppen, Büsten, Pagoden usw., mit den dazugehörigen Formnummern (Ohne Anspruch auf Vollstandingkeit) von 1710-1910” e pubblicato in K. Krockenberger, “Meissen Porzellan. Das weiẞe Gold”, Winnenden 2005 (p. 123, mod. n. J 82). Essa è illustrata accanto ad altri gruppi, con i quali potrebbe costituire una serie in quanto sono accomunati sia dalla medesima base con motivi a rilievo con anelli intrecciati e impreziositi da dorature, sia dalle scene che hanno Cupido o Amorini come protagonisti. In particolare, la “Venditrice di Amorini” rivela una fedele citazione alla pittura pompeiana nota attraverso la tavola incisa ne “Le Antichità di Ercolano (vol. II, 1760, fig. p. 41). Inusualmente posta a vista sulla base, la marca con le due spade incrociate presenta un’incisione che l’attraversa. Si tratta dell’identificazione adottata dalla manifattura all’incirca tra il 1860 e il 1924 per gli esemplari difettati, che venivano da essa venduti con una notevole riduzione del prezzo di listino (vedi Robert E. Röntgen, “Marks on German, Bohemian and Austrian porcelain 1710 to the present”, Michigan 2007, p. 210, n. 1658) 
Cupido punito da Venere 
92C441 
Gruppo scultoreo a tutto tondo con con Venere che taglia le ali a Cupido e altra figura femminile, Psiche? 
Firenze (FI) 
proprietà Stato 
Cupido punito da Venere 
porcellana dura/ pittura 
porcellana dura/ doratura 
porcellana dura/ invetriatura 
bibliografia di corredo: Tabakoff S - 1974 
bibliografia di corredo: Tabakoff Sheila K - 1973 
bibliografia di corredo: Alami Sandy - 2014 
bibliografia di corredo: Haiko H - 2011 

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