storie della passione di Cristo (sportello di tabernacolo, elemento d'insieme) by Maestro del Trittico di Perugia (attribuito) (sec. XIII)

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storie della passione di Cristo (sportello di tabernacolo, elemento d'insieme) by Maestro del Trittico di Perugia (attribuito) (sec. XIII) 
storie della passione di Cristo (sportello di tabernacolo, elemento d'insieme) di Maestro del Trittico di Perugia (attribuito) (sec. XIII) 
Trittico Marzolini (sportello di tabernacolo) 
Soggetti sacri: storie della passione di Cristo 
ca 1270-ca 1274 
1000017081-2 
sportello di tabernacolo 
00017081 
10 
1000017081 
Il tabernacolo, erroneamente chiamato trittico, pervenne in Galleria dopo il 1910 come deposito del convento di sant'Agnese di Perugia, dove era con servato da almeno un secolo. Non esistono fonti documentarie che possano i ndividuare l'originaria ubicazione, tuttavia, recentemente Scarpellini (19 87, pp.138-142; 1994, pp.68-72) ha ritenuto di localizzare il luogo di pro venienza del dipinto nella chiesa templare di san Bevignate a Perugia. Lo studioso così si esprime: "Nella Presentazione al Tempio, sulla tovaglia d 'altare, spicca una croce a forcella di colore rosso che è una tipica croc e templare (ve ne sono di simili in san Bevignate). E la presenza di tale motivo in quella scena (ove viene rappresentato per l'appunto l'antico tem pio di Salomone a Gerusalemme, cioè il luogo ove i templari si accasarono subito dopo la fondazione dell'Ordine e da cui presero il nome), non può e ssere una semplice coincidenza. Insomma tutto induce a pensare che il trit tico venisse realizzato su commissione dei templari e che fosse originaria mente destinato alla chiesa suburbana di san Bevignate di Perugia, fondata nel 1256, dove l'antico, intatto altare è di misure giuste ad accogliere l'opera" (1994, pp.70-71). Sebbene nella letteratura locale tra Ottocento e Novecento non si colga alcuna traccia relativa all'opera in esame (molto probabilmente perché conservata in un monastero di clarisse), fino alla p rima apparizione del tabernacolo nella mostra sull'antica arte umbra del 1 907 (dove il dipinto figura come proprietà di monsignor Marzolini); tuttav ia essa era certamente nota nell'ambiente artistico locale degli ultimi du e decenni del XIII secolo, essendo, la Madonna con il Bambino, citata in u no degli affreschi in san Matteo degli Armeni. La conoscenza della cultura mediorientale in particolare armena da parte un pittore occidentale, auto re del tabernacolo, potrebbe spiegarsi oltre che con la committenza templa re, anche con l'influenza esercitata da alcune miniature presenti nel grup po più antico dei corali di san Domenico, conservati presso la Biblioteca Augusta di Perugia e databili negli anni settanta (Scarpellini, 1979, p.22 6). Riflessi dell'arte sinaitica vengono colti anche da Pace (1982, pp.245 -269; 1984, p.293; 1986, pp.336-337; 1993, pp.79-81), che punta l'attenzio ne sulla colonia armena, insediatasi in san Matteo a Perugia fin dall'otta vo decennio del XIII, la quale nel 1279 ricevette in dono numerosi libri d alla Cilicia. Un termine ante quem di datazione è posto da Todini (1982, p p.171, 174, 226; 1982, p.189; 1986, pp.379-380; 1989, p.203) che vede nell a Crocifissione miniata nel messale n.8 dell'Archivio capitolare del Duomo di Assisi, datata 1273, precisi riflessi dal cosiddetto Trittico Marzolin i. Per quanto riguarda le due figure sulla fronte esterna degli sportelli, le indagini condotte in seguito al recente restauro hanno evidenziato com e queste siano state dipinte più tardi e in maniera affrettata (manca l'im primitura della tela di lino). Del resto già dal semplice confronto stilis tico emergeva chiara la minor raffinatezza delle figure, rispetto alle alt re parti dell'opera. A tal proposito Scarpellini (1994, pp.71-72) nel tent ativo di meglio comprendere le vicende storico-artistiche del tabernacolo, suppone che l'esecuzione di san Francesco e di santa Chiara, risalga al momento del trasferimento del trittico nella chiesa di sant'Agnese, appart enente all'Ordine francescano. D'altro canto proprio nel 1307 i Francescan i vennero incaricati da papa Clemente V di arrestare i Templari e di requi sirne i beni, è probabile che in quell'occasione l'opera in esame subisse tali modifiche 
storie della passione di Cristo 
sportello destro lato interno 
Soggetti sacri: storie della passione di Cristo 
Perugia (PG) 
detenzione Stato 
storie della passione di Cristo 
tavola/ pittura a tempera 
bibliografia specifica: Todini F - 1989 
bibliografia specifica: Santi F - 1969 
bibliografia specifica: Fratini C - 1986 
bibliografia specifica: Todini F - 1986 
bibliografia specifica: Corrie R. W - 2004 
bibliografia specifica: Pace V - 1993 
bibliografia specifica: Scarpellini P - 1987 
bibliografia specifica: Scarpellini P - 1994 
bibliografia specifica: Weitzmann K - 1966 

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