angelo con turibolo (scultura, opera isolata) by Arnolfo di Cambio (attribuito) (ultimo quarto sec. XIII)

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scultura, opera isolata angelo con turibolo
angelo con turibolo (scultura, opera isolata) by Arnolfo di Cambio (attribuito) (ultimo quarto sec. XIII) 
angelo con turibolo (scultura, opera isolata) di Arnolfo di Cambio (attribuito) (ultimo quarto sec. XIII) 
scultura (opera isolata) 
La scultura raffigura un angelo o un accolito che regge il turibolo. E' lavorata a tutto tondo ma il restro è appena sbozzato a lunghe strisce verticali e così anche il fianco sotto al turibolo. Anche il resto della statua è solo sbozzato, il marmo è appena intaccato, probabilmente perchè la collocazione cui era destinato non permetteva una visione molto ravvicinata. La figura indossa una tunica ricamata sui polsi e sullo scollo, fermata sopra la vita da una cintura, ricadente a sbuffo lungo i fianchi e mossa da pieghe svolazzanti fino ai piedi. L'accolito è raffigurato nell'atto di incedere facendo oscillare il turibolo, da destra verso sinistra stringendolo tra le mani, ha il braccio sinistro ripiegato sul petto e stringe con la mano il cordone del turibolo. Il braccio destro, disteso lungo il busto, segue il movimento 
ca 1282-ca 1282 
1000061042 
scultura 
00061042 
10 
1000061042 
La stautetta, insieme da un'altra molto simile con cui costituiva un pendant, proviene dal monumento funebre del cardinale Guglielmo De Braye , scolpito da Arnolfo di Cambio nel 1282 nella chiesa di San Domenico in Orvieto. Il momunento De Braye venne smontato e rimontato, con mutilazioni e danni nel 1680 a causa di un tarsferimento da un luogo ad un altro dello stesso edificio; venne in seguito ulteriormente alterato e ricostruito malamente (1934), nello stato in cui ora si trova all'interno della chiesa. Gran parte dei frammenti staccati nella rimozione seicentesca si trovano custoditi nel Museo dell'opera del Duomo di Orvieto e tra quetsi ci sono i due accoliti (o angeli) turibolanti. Sono state proposte diverse ricostruzioni del monumento e perciò anche della primitiva collocazione delle statue. Per Paniconi dovevano essere collocate all'estremità del timpano, sia perchè sembrano scolpite come isolate, sia per los tato di abbozzo di alcune loro parti. Bracci, invece, aveva ipotizzato una collecazione sule cornici del pulvino, perchè lì si sarebbero meglio collegate con il resto delle figure poste sopra la figura del giacente. La Romanini le colloca all'interno del timpano, di fianco all'edicola tripartita includente i tre gruppi scultorei. La critica si è divisa anche sull'attribuzione ad Arnolfo o alla sua bottega e sulla qualità delle statue, di fattura grossolana per Toesca, bellissme per Paniconi 
angelo con turibolo 
11G1924 
La scultura raffigura un angelo o un accolito che regge il turibolo. E' lavorata a tutto tondo ma il restro è appena sbozzato a lunghe strisce verticali e così anche il fianco sotto al turibolo. Anche il resto della statua è solo sbozzato, il marmo è appena intaccato, probabilmente perchè la collocazione cui era destinato non permetteva una visione molto ravvicinata. La figura indossa una tunica ricamata sui polsi e sullo scollo, fermata sopra la vita da una cintura, ricadente a sbuffo lungo i fianchi e mossa da pieghe svolazzanti fino ai piedi. L'accolito è raffigurato nell'atto di incedere facendo oscillare il turibolo, da destra verso sinistra stringendolo tra le mani, ha il braccio sinistro ripiegato sul petto e stringe con la mano il cordone del turibolo. Il braccio destro, disteso lungo il busto, segue il movimento 
Orvieto (TR) 
proprietà Ente religioso cattolico 
angelo con turibolo 
marmo 
bibliografia specifica: Toesca P - 1951 
bibliografia specifica: Bernardini G - 1906 
bibliografia specifica: Carli E - 1951 
bibliografia specifica: Dixon H. M - 1978 
bibliografia specifica: Garzelli A - 1972 
bibliografia specifica: Paniconi E - 1906 
bibliografia specifica: Venturi A - 1906 

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