Vergine savia, figura femminile panneggiata (scultura, opera isolata) - ambito toscano francesizzante (secc. XIII/ XIV)

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scultura, opera isolata figura femminile panneggiata
Vergine savia, figura femminile panneggiata (scultura, opera isolata) - ambito toscano francesizzante (secc. XIII/ XIV) 
Vergine savia, figura femminile panneggiata (scultura, opera isolata) - ambito toscano francesizzante (secc. XIII/ XIV) 
ca 1280-ca 1310 
La scultura rappresenta una figura femminile in piedi. L'avambraccio destro è andato perduto, nella mano sinistra stringe a sè una lampada. Indossa una veste stretta in vita da una cintura, lo scollo ha un fermaglio romboidale da cui si dipartono varie pieghe. Un manto le ricade dalle spalle e la copre dalla vita in giù, drapeggiato da destra a sinistra. Il capo è cinto da una corona e ricoperto da un corto velo. Il volto ha tratti sottili ed esili, dai lineamenti nitidamente incisi, la figura è asciutta, il panneggio non ha volume 
Vergine savia, figura femminile panneggiata (scultura, opera isolata) 
16901 
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La scultura è stata vairiamente identificata come una delle vergini savie della parabola evangelica (Matteo, 25, 1-13), come una generica virtù lampadofora o come una Madonna che originariamente doveva reggere un Bambino. E' stata anche creduta una Annunciata. Sembra piùverosimile la prima ipotesi, ma è stato anche supposto che la statua rappresentasse Santa Lucia, cui è pertinente l'attributo iconografico della lampada, in ragione della sua provenienza dalla chiesa orvietana di S. Lucia. Quasi tutta la critica è concorde nel ritenere questa scultura opera di un anomino maestro francese e la data tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. E' stata messa in rapporto con le statue del portale della chiesa di Candes del XIII-XIV secolo, con sculture lignee trecentesche abruzzesi di derivazione francese. Carli l'ha avvicinata, inoltre, alla Madonna con Bambino di questo Museo da lui ritenuta opera di Ramo di Paganello, senza però attaribuirla alla medesima mano, come invece ha fato Ragghianti. Per Carli un prototipo per questa statuta potrebbe essere rappresentato da avori francesi presenti in gran quantità a Pisa certamente conosciute da Giovanni Pisano. Previtali, infine, la accosta ad un madonna con Bambino lignea conservata nel Tesoro della Cattedrale di Sens, i cui lineamenti sono straordinariamente simili a quelli della nostra scultura. Già in precedenza, del resto, lo studioso aveva sottolineato l'impronta francesizzante della scultura, accostandola alla Madonna in piedi con Bambino, in legno, conservata sempre in questo museo e soffermandosi sul particolare comune del velo trattenuto dalla corona, riscontrabile in molte opere francesi contemporanee presenti in Umbria (Madonna eburnea del tesoro di San Francesco, nel mauseoleo assisiate della cosiddetta Regina di Cipro) 
31AA231 
figura femminile panneggiata 
Vergine savia 
La scultura rappresenta una figura femminile in piedi. L'avambraccio destro è andato perduto, nella mano sinistra stringe a sè una lampada. Indossa una veste stretta in vita da una cintura, lo scollo ha un fermaglio romboidale da cui si dipartono varie pieghe. Un manto le ricade dalle spalle e la copre dalla vita in giù, drapeggiato da destra a sinistra. Il capo è cinto da una corona e ricoperto da un corto velo. Il volto ha tratti sottili ed esili, dai lineamenti nitidamente incisi, la figura è asciutta, il panneggio non ha volume 
figura femminile panneggiata, Vergine savia 
Orvieto (TR) 
1000061048 
scultura 
proprietà Ente religioso cattolico 
legno di pero 
bibliografia specifica: Toesca P - 1951 
bibliografia specifica: Carli E - 1960 
bibliografia specifica: Cellini P - 1958 
bibliografia specifica: Franci C - 1890 
bibliografia specifica: Garzelli A - 1972 
bibliografia specifica: Previtali G - 1965 
bibliografia specifica: Previtali G - 1970 
bibliografia specifica: Ragghianti C.L - 1950 
bibliografia specifica: Barsotti B./ Bertolini L./ Russoli F - 1946 
bibliografia specifica: Barsotti R./ Bertolini L./ Russoli F - 1947 

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