archibugio - da caccia - bottega umbra (metà sec. XVIII)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1100004891 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

archibugio, da caccia
archibugio - da caccia - bottega umbra (metà sec. XVIII) 
archibugio - da caccia - bottega umbra (metà sec. XVIII) 
1740-1760 
Canna a due ordini, poligonale e tonda, con cornice di raccordo, sulla faccia superiore il nome del fabbricante, e traguardo a sella su piastra in ottone ornato e mira con base. E' fermata con vite alla codetta e fascia sagomata in bronzo inciso alla fine del sottocanna. batteria a pietra alla romana, con cartella a bordi scantonati coda a lingua di carpio con mascherone tipico sbalzato. Briglia piccola con cane a balaustro e ganasce sagomate aggettanti, la superiore sagomata e terminata a sprone ha asta di guida che scorre in apposita asola ed è fermata da vite con testa ad anello. Mollone con bordo modanato all'accoppiamento e terminato ad artiglio. Bacinetto con piccola cornice frontale e mantovana. Copribacinetto con martellina, adorna di mascherone al dorso. All'interno è inciso il nome della località di produzione. Mezza cassa in legno fornita in bronzo, sagomato messo a giorno ed inciso; calcio alla toscana, con sottocalcio nervato e percorso da profondo sguscio, impugnatura piena, sopra la noce un gran motivo decorativo vegetale messo a giorno e inciso 
archibugio (da caccia) 
232  300 
00004891 
11 
1100004891 
E' un arma della produzione cosidetta tosco-emiliana, per la fascia che interessa, con le sue caratteristiche confrontabili e rinnovantisi, l'Appennino tosco-emiliano fino al mare; Celalba è un piccolo centro tra Perugia e Assisi; troviamo il nome di questo luogo scritto all'interno della cartella, su batterie quasi sempre alla romana; ma attualmente non ne è individuato il fabbricante. Il nome Cominazzo ci riporta alla riporta alla più famosa dinastia di fabbricanti di canne bresciani, che per quasi tre secoli ha diffuso nel mondo il nome dell'archibugieria italiana. Molti componenti di questa famiglia hanno firmato le canne in questo modo; nel nostro caso dovrebbe trattarsi di lazzarino V, attivo dalla prima metà del sec. XVIII 
Canna a due ordini, poligonale e tonda, con cornice di raccordo, sulla faccia superiore il nome del fabbricante, e traguardo a sella su piastra in ottone ornato e mira con base. E' fermata con vite alla codetta e fascia sagomata in bronzo inciso alla fine del sottocanna. batteria a pietra alla romana, con cartella a bordi scantonati coda a lingua di carpio con mascherone tipico sbalzato. Briglia piccola con cane a balaustro e ganasce sagomate aggettanti, la superiore sagomata e terminata a sprone ha asta di guida che scorre in apposita asola ed è fermata da vite con testa ad anello. Mollone con bordo modanato all'accoppiamento e terminato ad artiglio. Bacinetto con piccola cornice frontale e mantovana. Copribacinetto con martellina, adorna di mascherone al dorso. All'interno è inciso il nome della località di produzione. Mezza cassa in legno fornita in bronzo, sagomato messo a giorno ed inciso; calcio alla toscana, con sottocalcio nervato e percorso da profondo sguscio, impugnatura piena, sopra la noce un gran motivo decorativo vegetale messo a giorno e inciso 
archibugio 
Urbino (PU) 
1100004891 
archibugio da caccia 
proprietà Ente pubblico territoriale 
argento 
legno di noce 
ferro acciaiato 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here