studiolo by Benedetto da Maiano (bottega), Pontelli Baccio (bottega), Martini Francesco di Giorgio (attribuito), Botticelli Sandro (attribuito), Bramante Donato (attribuito) (sec. XV)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1100264127 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
studiolo
studiolo by Benedetto da Maiano (bottega), Pontelli Baccio (bottega), Martini Francesco di Giorgio (attribuito), Botticelli Sandro (attribuito), Bramante Donato (attribuito) (sec. XV)
studiolo di Benedetto da Maiano (bottega), Pontelli Baccio (bottega), Martini Francesco di Giorgio (attribuito), Botticelli Sandro (attribuito), Bramante Donato (attribuito) (sec. XV)
1474-1476
La decorazione a tarsia lignea, realizzata con l'uso di minuscole tesserine (di essenze diverse o della stessa essenza arborea ma con stagionature e tagli diversi), è divisa in tre fasce orizzontali. La fascia superiore è contraddistinta dalla presenza di armadi ad ante traforate contenenti strumenti scientifici e musicali, libri, vasi, un paesaggio con lo scoiattolo in primo piano, le personificazioni delle virtù teologali, il ritratto di Federico da Montefeltro (con indosso la toga e la lancia con la punta rivolta verso il basso) e la sua armatura. La fascia mediana presenta le imprese e i simboli ducali. La fascia inferiore è contraddistinta da sedili ribaltabili recanti strumenti musicali, libri e oggetti vari
studiolo
inv. 1990 INT 38
00264127
11
1100264127
Lo studiolo, intarsiato senza soluzione di continuità lungo tutte le pareti del piccolo ambiente, rappresenta l'esempio più alto dell'arte dell'intarsio quattrocentesco nato a Firenze. Alla sua realizzazione intervengono l'equipe fiorentina di Baccio Pontelli e la bottega di Benedetto e Giuliano da Maiano a cui spettò la maggior parte dell'esecuzione. Pur spettando a Donato Bramante la progettazione originaria, si riconosce la mano di Francesco di Giorgio Martini, in particolare nell'orologio e in alcune geometrie astratte e quella di Sandro Botticelli nelle allegorie delle virtù teologali e nel ritratto togato del Duca. Grazie alle raffigurazioni presenti nelle tarsie, Federico ribadisce la sua duplice natura di condottiero e di uomo di cultura, seguace dell'ideale della 'vita attiva' e della 'vita contemplativa'. Piccolo 'scrigno' destinato alla meditazione, quasi il 'pensatoio' del Duca, lo studiolo veniva anche usato da Federico per stupire gli ospiti di maggior risalto e per celebrare la propria condizione di Signore dell'umanesimo
La decorazione a tarsia lignea, realizzata con l'uso di minuscole tesserine (di essenze diverse o della stessa essenza arborea ma con stagionature e tagli diversi), è divisa in tre fasce orizzontali. La fascia superiore è contraddistinta dalla presenza di armadi ad ante traforate contenenti strumenti scientifici e musicali, libri, vasi, un paesaggio con lo scoiattolo in primo piano, le personificazioni delle virtù teologali, il ritratto di Federico da Montefeltro (con indosso la toga e la lancia con la punta rivolta verso il basso) e la sua armatura. La fascia mediana presenta le imprese e i simboli ducali. La fascia inferiore è contraddistinta da sedili ribaltabili recanti strumenti musicali, libri e oggetti vari
studiolo
Urbino (PU)
1100264127
studiolo
proprietà Stato
legno/ intarsio