fontana by Bertoldo di Giovanni (attribuito), Pietro di Giovanni (attribuito), Maestro Benedetto da Perugia (attribuito) (primo quarto sec. XIII, sec. XV, sec. XVIII)

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fontana by Bertoldo di Giovanni (attribuito), Pietro di Giovanni (attribuito), Maestro Benedetto da Perugia (attribuito) (primo quarto sec. XIII, sec. XV, sec. XVIII) 
fontana di Bertoldo di Giovanni (attribuito), Pietro di Giovanni (attribuito), Maestro Benedetto da Perugia (attribuito) (primo quarto sec. XIII, sec. XV, sec. XVIII) 
fontana 
La fontana poggia su un'ampia scalinata, che segue la base a croce grega della vasca, la cui superficie esterna è suddivisa in specchiature rettangolari da una serie di semipilastrini e cornici strombate verso l'interno. In corrispondenza degli angoli ci sono secolonnine. Il fusto centrale in forma di colonna con capitello corinzio, a due ordini di foglie, è decorato sulla parte inferiore da protomi leonine, che lo circondano. Nelle fauci dei leoni sono stati inseriti i canali per l'acqua, e presentano terminazione a testa di lupo e incisioni raffiguranti stemmi civici. I getti d'acqua sono sormontati da guglie piramidali, su cui sono scolpiti in bassorilievo simboli civici. Al di sopra del fusto si ergono due vasche trilobate, una maggiore e una minore, lungo i bordi delle quali sono incise iscrizioni. Il pinnacolo terminale, in forma di guglia è decorato da teste leonine sgorganti acqua, elementi architettonici e in sull'apice da un fiore, da cui zampilla acqua 
1700-1724 
1422-1422 
1206-1206 
1200164498 
fontana 
00164498 
12 
1200164498 
La Cronaca del Lanzellotto pone il 1206 come data d'inizio della costruzione della fontana, mentre, grazie alle iscrizioni si possono seguire gli interventi successivi. Il primo intervento, dopo l'erezione, risale al 1212 e fu compiuto da Bertoldo di Giovanni e da Pietro di Giovanni, probabilmente della cerchia dei Cosmati. Nel 1279 la fontana veniva ingrandita per volere del Podestà Orso Orsini e del Capitano del Popolo Arturo di Pietro di Monte Cocozzone. Al 1422 si fa risalire un intervento consistente nel rifacimento del fusto, delle protomi leonine e della vasca inferiore, da parte di Maestro Benedetto da Perugia. Alla metà del XVIII secolo si fa risalire la realizzazione delle guglie piramidali con il simbolo civico di Viterbo, messe al posto di busti e leoni accovacciati, che si vedono sull'incisione pubblicata dal Bussi, storico viterbese, nel 1742 
La fontana poggia su un'ampia scalinata, che segue la base a croce grega della vasca, la cui superficie esterna è suddivisa in specchiature rettangolari da una serie di semipilastrini e cornici strombate verso l'interno. In corrispondenza degli angoli ci sono secolonnine. Il fusto centrale in forma di colonna con capitello corinzio, a due ordini di foglie, è decorato sulla parte inferiore da protomi leonine, che lo circondano. Nelle fauci dei leoni sono stati inseriti i canali per l'acqua, e presentano terminazione a testa di lupo e incisioni raffiguranti stemmi civici. I getti d'acqua sono sormontati da guglie piramidali, su cui sono scolpiti in bassorilievo simboli civici. Al di sopra del fusto si ergono due vasche trilobate, una maggiore e una minore, lungo i bordi delle quali sono incise iscrizioni. Il pinnacolo terminale, in forma di guglia è decorato da teste leonine sgorganti acqua, elementi architettonici e in sull'apice da un fiore, da cui zampilla acqua 
Viterbo (VT) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
fontana 
peperino/ scultura 

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