martirologio, Strage degli innocenti, Madonna dei Sette Dolori (dipinto, ciclo) by Tempesta Antonio (sec. XVI)

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dipinto, ciclo martirologio, Strage degli innocenti, Madonna dei Sette Dolori
martirologio, Strage degli innocenti, Madonna dei Sette Dolori (dipinto, ciclo) di Tempesta Antonio (sec. XVI) 
martirologio, Strage degli innocenti, Madonna dei Sette Dolori (dipinto, ciclo) by Tempesta Antonio (sec. XVI) 
dipinto (ciclo) 
ciclo composto da riquadri di forma retangolare 
1580-1585 
1200175600-0 
dipinto 
00175600 
13 
12 
1200175600 
gli affreschi, benché non facenti tutti parte della medesima iconografia, sono strettamente connessi tra loro. Il ciclo fu certamente dipinto interamente nel 1582: ricordato per la prima volta dall'Ugonio come eseguito durante il pontificato di Gregorio XIII, è stato attribuito al Tempesta a partire dalla Descrizione di Roma Moderna del 1697. L'attribuzione è in linea di massima da confermare, anche se è evidente la partecipazione - e ciò può spiegare il silenzio del Baglione in merito - di aiuti e collaboratori, fra i quali probabilmente lo stesso Niccolò Circignani, come appare nella scena della decapitazione dei ss. Primo e Feliciano. Oltre a questo fattore, la contemporaneità va supposta anche in base al legame tematico con il Martirologio dalla Strage degli innocenti e dalla Madonna dei Sette dolori e dalla conseguente necessità di non scindere, fino a prova contraria, in due momenti l'attività del Tempesta nella chiesa. La contemporaneità non è peraltro esclusa dalle citazioni che l'artista trasse dal Martirologio nel rappresentare alcune delle torture subite dai due santi, le cui reliquie riposavano dal sec. VII nella ciesa del Celio. Il ciclo di affreschi, a commemorazione del martirio subito a Mentana da Primo e Feliciano al tempo di Diocleziano e Massimiano, raffigura in otto episodi i supplizi ai quali il governatore Promoto li sottopose nel vano tentativo di ottenerne l'abiura, fino alla morte per decapitazione. Nel primo affresco è rappresentato invece, con un'iconografia non rara in quegli anni - basti pensare a due episodi della volta della Galleria delle Carte geografiche, dove lavorò anche Tempesta, o all'affresco di Giovanni de' Vecchi nell'Aracoeli - il trasporto dei loro corpi nell'arenario sulla via Nomentana, ove vennero seppelliti e rimasero fino al tempo di Teodoro I. In esso, tipici del Tempesta - si confronti con gli affreschi di Bagnaia e di Caprarola - sono la composizione del paesaggio e la fattura degli alberi, nonché i tipi dei personaggi, in alcuni dei quali è però visibile la mano di aiuti, nonché la presenza di rifacimenti settecenteschi: il ciclo venne restaurato nel 1736, allorché furono riesumate le reliquie e rifatto l'altare, e di nuovo nel 1832; a quest'ultimo intervento sono da riferire le scritte didascaliche, oggi fatiscenti, dipinte a tempera sotto gli episodi (esclusa quella nel cartiglio nel Trasporto e le due contenenti carmi n distici elegiaci sulla parete destra, che sono originali). Negli affreschi il Tempesta mostra di subire l'influsso del Circignani e quindi della corrente storico-naturalistica che si può compendiare nei nomi del Muziano e del Nebbia 
martirologio, Strage degli innocenti, Madonna dei Sette Dolori 
ciclo composto da riquadri di forma retangolare 
Roma (RM) 
proprietà Ente straniero in Italia 
martirologio, Strage degli innocenti, Madonna dei Sette Dolori 
intonaco/ pittura a fresco 
bibliografia specifica: Baglione G - 1642 
bibliografia specifica: Titi F - 1763 
bibliografia specifica: Ugonio P - 1588 
bibliografia specifica: Monssen L. H - 1982 
bibliografia specifica: Vannugli A - 1983 
bibliografia specifica: Descrizione Roma - 1697 
bibliografia specifica: Distinta relazione - 1736 

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