decorazione - ambito Italia centrale (secc. XVII/ XIX)

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decorazione
decorazione - ambito Italia centrale (secc. XVII/ XIX) 
decorazione - ambito Italia centrale (secc. XVII/ XIX) 
1600-1899 
Chiusa da una balaustrata in marmi policromi, la cappellina ha all'altar maggiore una copia ottocentesca dello Sposalizio della Vergine di Carlo Maratta, come pure alla parete destra a causa della perdita degli originali dal tempo dell'occupazione napoleonica. Alla parete sinistra La fuga in Egitto è quella dipinta dal Maratta, che concluse i lavori nel 1652. Sopra la chiave di volta affresco del Maratta raffigurante due putti e lo stemma della famiglia irlandese Sherlock, della quale si trova il monumento funerario alla parete sinistra. Lo stemma si ripete nella botola al centro e sull'arco di ingresso. Anche la cupola e le lunette sono opera del Maratta, mentre i pennacchi recano iscrizioni con motti. L'altare è in marmi policromi pregiati e centralmente trova riprodotta una croce raggiata 
decorazione 
00256572 
12 
1200256572 
La cappella fu voluta da Flavio Alaelona che incaricò il pittore Carlo Maratta, appena ventisettenne, della decorazione, che, secondo il Belloli, era conclusa nel 1652. Nel 1650 Maratta si afferma a Roma con la pala per San Giuseppe dei Falegnami e fino al 1660 saranno gli anni più pieni della sua attività. Subito dopo il 1650 (quindi nel momento in cui è attivo nella cappella) si accosta all'arte del Lanfranco densa di riferimenti emiliani. Nel 1848 la cappella passò di patronato alla famiglia Sherlock di Waterford (Irlanda). E' sepolta qui Isabella Ball Sherlock. Cfr.: Aedan Daly, S. Isidoro, Roma 1971, p. 40 
Chiusa da una balaustrata in marmi policromi, la cappellina ha all'altar maggiore una copia ottocentesca dello Sposalizio della Vergine di Carlo Maratta, come pure alla parete destra a causa della perdita degli originali dal tempo dell'occupazione napoleonica. Alla parete sinistra La fuga in Egitto è quella dipinta dal Maratta, che concluse i lavori nel 1652. Sopra la chiave di volta affresco del Maratta raffigurante due putti e lo stemma della famiglia irlandese Sherlock, della quale si trova il monumento funerario alla parete sinistra. Lo stemma si ripete nella botola al centro e sull'arco di ingresso. Anche la cupola e le lunette sono opera del Maratta, mentre i pennacchi recano iscrizioni con motti. L'altare è in marmi policromi pregiati e centralmente trova riprodotta una croce raggiata 
decorazione 
Roma (RM) 
1200256572-0 
decorazione 
proprietà Stato 
marmo  stucco 
bibliografia di confronto: Pascoli L - 1736 
bibliografia specifica: Nibby A - 1839-1841 
bibliografia specifica: Titi F - 1763 
bibliografia specifica: Angeli D - 1904 
bibliografia specifica: Baglione G - 1743 
bibliografia specifica: Mezzetti A - 1955 
bibliografia specifica: Nibby A - 1830 
bibliografia specifica: Pio N - 1977 
bibliografia specifica: Titi F - 1721 

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