paesaggi e stemmi (decorazione pittorica, complesso decorativo) by Brill Paul (e aiuti), Laggi Simone (ultimo quarto sec. XVI, sec. XVII)

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decorazione pittorica, complesso decorativo paesaggi e stemmi
paesaggi e stemmi (decorazione pittorica, complesso decorativo) di Brill Paul (e aiuti), Laggi Simone (ultimo quarto sec. XVI, sec. XVII) 
paesaggi e stemmi (decorazione pittorica, complesso decorativo) by Brill Paul (e aiuti), Laggi Simone (ultimo quarto sec. XVI, sec. XVII) 
decorazione pittorica (complesso decorativo) 
La decorazione pittorica della sala si articola in un unico registro orizzontale scandito da otto riquadri raffiguranti paesaggi alternati a otto riquadri con coppie di putti reggistemma. Le cornici dei paesaggi sono corredate da finti velari 
1628-1628 
ca 1575-ca 1599 
1200628682-0 
decorazione pittorica 
00628682 
12 
1200628682 
La decorazione pittorica interessa le pareti della prima sala (la più gande) posta al piano nobile del palazzo. Il restauro degli anni '80 del secolo scorso, di cui ha dato notizia Tantillo (1982), ha riportato alla luce gli stemmi orsiniani che erano stati ricoperti dagli stemmi barberiniani e i nomi dei membri della famiglia Orsini ( è il caso di Orso Orsini e Franciotto Orsini come attestano le iscrizioni rinvenute sotto due stemmi). La campagna decorativa della sala si articola in due fasi: la prima è collocabile verso la fine del sec. XVI ed è relativa agli otto riquadri con paesaggi, la seconda invece si può datare al 1628 e concerne la serie degli otto stemmi barberiniani sovrapposti agli orsiniani. La prima datazione si evince da due tipologie di elementi: quelli di ordine storico e quelli di ordine stilistico. Per ordine storico si intende la presenza di tracce della decorazione pittorica di committenza orsiniana (gli stemmi e le iscrizioni), che ipotizzano la presenza di affreschi nella sala già durante il sec. XVI poiché il passaggio del palazzo ai Barberini si registrò solo nel sec. XVII. Per ordine stilistico si intende il confronto di queste vedute di paesaggio con le scene di caccia di Paul Brill affrescate nella cosiddetta sala delle cacce, vicina a questa in oggetto, datate e monogrammate dal pittore. Il ciclo della sala delle cacce fu eseguito da Paul Brill nel 1581, anno in cui l'artista fiammingo giunse a Roma per raggiungere il fratello Matteo, ed è considerata la prima delle sue opere romane datata e firmata. Dal confronto tra questi riquadri con i paesaggi e quelli con le scene di caccia, emerge una forte analogia stilistica, sia a livello compositivo che figurativo, che contribuisce a supporre una presenza (o quanto meno co-presenza) di Paul Brill anche nella campagna decorativa di questa sala. Tuttavia, qui si rilevano toni più cupi e sommarietà di esecuzione che contrastano con la vividezza cromatica e di dettaglio che caratterizza il ciclo delle cacce. E' possibile, quindi, che l'autore dei paesaggi sia un pittore vicino al linguaggio di Brill o perché lo ha acquisito all'interno di un contesto di bottega (lavorando per esempio all'interno delle sale delle cacce) o perché è egli stesso un fiammingo. Non si esclude la possibilità che Brill si occupò del programma iconografico della decorazione paesaggistica lasciando poi l'esecuzione di esso ad uno o più allievi. I riquadri con gli stemmi, invece, sono relativi ad una seconda fase decorativa della sala a cui lavorò Simone Laggi, pittore presente in molti cantieri barberiniani. La collocazione cronologica ipotizzata per gli stemmi barberiniani (sovrapposti a quelli orsiniani del secolo precedente) è quella del 1628: ciò si spiega con la presenza dello stemma Barberini-Colonna che si riferisce al matrimonio tra Taddeo Barberini e Anna Colonna avvenuto nel 1627 e che segnò l'unione delle due famiglie. Lo stesso Laggi eseguì per la stessa sala la decorazione a grottesche intorno alle finestre, ed è plausibile, quindi, che abbia "corretto" nella stessa occasione anche gli stemmi orsiniani delle pareti. I riquadri con i paesaggi raffigurano castelli, ville, rovine antiche, fiumi, laghetti, mandrie pascolanti e vedute marine, in un sincretismo di ideali bucolici e di recuperi dal vero (le rovine). Lo stemma di Taddeo Barberini, posto in uno degli angoli della sala, è ricco di informazioni storiche: la corona indica che Taddeo fu capitano della S. R. E., la bandiera con le strisce gialle e verdi con la scritta "Libertas" corrisponde allo stendardo personale e la presenza dell'ombrellino basilicale ricorda che a Taddeo fu concesso il giuspatronato della basilica di S. Maria Maddalena dal pontefice 
paesaggi e stemmi 
La decorazione pittorica della sala si articola in un unico registro orizzontale scandito da otto riquadri raffiguranti paesaggi alternati a otto riquadri con coppie di putti reggistemma. Le cornici dei paesaggi sono corredate da finti velari 
Monterotondo (RM) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
paesaggi e stemmi 
intonaco/ pittura a fresco 

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