allegoria della morte del soldato (monumento ai caduti - ad emiciclo) by Bigi Renato (sec. XX)

https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1300283047 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

monumento ai caduti, ad emiciclo, monumento ai caduti della prima guerra mondiale
monumento ai caduti, ad emiciclo, monumento ai caduti della prima guerra mondiale allegoria della morte del soldato
allegoria della morte del soldato (monumento ai caduti - ad emiciclo) by Bigi Renato (sec. XX) 
allegoria della morte del soldato (monumento ai caduti - ad emiciclo) di Bigi Renato (sec. XX) 
monumento ai caduti della prima guerra mondiale (monumento ai caduti ad emiciclo) 
Il monumento presenta una stele in cemento, inserita al centro di una cortina semicircolare. Quest’ultima è scandita trasversalmente da sei cornici aggettanti ed è stata realizzata a mattoni di cotto, così come il piano di calpestìo sul quale poggia il monumento stesso. La stele centrale, invece, si caratterizza per la presenza del gruppo scultoreo a mezzotondo, sovrastato dall’elenco dei caduti e dall’indicazione relativa agli anni del conflitto. Vi è rappresentato un soldato, il cui corpo esangue viene trasportato da due angeli su per una scala, appena suggerita, al cospetto di un bambino nudo, recante un gladio. In corrispondenza della mano destra del soldato, inoltre, si notano la firma dell’autore e l’anno di posa. L’insieme poggia su un gradino, riportante la medesima informazione cronologica, resa però secondo la cronologia dell’era fascista 
1935-1935 
1300283047 
monumento ai caduti ad emiciclo 
00283047 
13 
1300283047 
Il quattro novembre del 1935, dopo circa un anno dalla posa del monumento ai caduti di Penne, sorgeva questa seconda opera, realizzata per commemorare gli undici ex allievi dell’allora Scuola d’Arte “Mario dei Fiori”, caduti durante il primo conflitto mondiale. L’autore è lo stesso direttore della scuola, il professor Renato Bigi. Questi ha inserito, nella stele in cemento, un bambino con un gladio, quasi a suggerire una sorta di passaggio di consegne tra differenti generazioni. È noto, infatti, il forte legame che intercorse tra le varie manifestazioni di commemorazione dei caduti e le scuole. L’ipotesi, inoltre, trova conferma nella lettera di richiesta di contributo, inviata al comune il trenta luglio del 1935, nella quale viene sottolineato il valore del monumento, simbolo del culto dei caduti al quale verranno educati gli studenti. Fatalisticamente, soltanto pochi anni dopo, altri giovani imbracceranno le armi per combattere una nuova, terribile guerra 
allegoria della morte del soldato 
45B(+1) : 31E23(+3) : 5(+2) : 31D112(+89) : 45C13 (GLADIO) 
Il monumento presenta una stele in cemento, inserita al centro di una cortina semicircolare. Quest’ultima è scandita trasversalmente da sei cornici aggettanti ed è stata realizzata a mattoni di cotto, così come il piano di calpestìo sul quale poggia il monumento stesso. La stele centrale, invece, si caratterizza per la presenza del gruppo scultoreo a mezzotondo, sovrastato dall’elenco dei caduti e dall’indicazione relativa agli anni del conflitto. Vi è rappresentato un soldato, il cui corpo esangue viene trasportato da due angeli su per una scala, appena suggerita, al cospetto di un bambino nudo, recante un gladio. In corrispondenza della mano destra del soldato, inoltre, si notano la firma dell’autore e l’anno di posa. L’insieme poggia su un gradino, riportante la medesima informazione cronologica, resa però secondo la cronologia dell’era fascista 
Penne (PE) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
allegoria della morte del soldato 
cotto 
cemento/ scultura 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here