monumento ai caduti, San Michele Arcangelo (monumento ai caduti - a cippo) by Remedi Enrico (sec. XX)

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monumento ai caduti, a cippo, monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale
monumento ai caduti, a cippo, monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale San Michele Arcangelo
monumento ai caduti, San Michele Arcangelo (monumento ai caduti - a cippo) di Remedi Enrico (sec. XX) 
monumento ai caduti, San Michele Arcangelo (monumento ai caduti - a cippo) by Remedi Enrico (sec. XX) 
monumento ai caduti, San Michele Arcangelo (monumento ai caduti) 
Il monumento ai caduti di Vasto presenta un basamento quadrangolare, poggiante su un gradino, sul quale sono stati incisi, nel 1978, i nominativi dei caduti di tutte le guerre. Sul basamento, si imposta un cippo caratterizzato dall’epigrafe dedicatoria, posta sulla fronte, e dall’elenco dei caduti della Grande guerra, che scorre lungo gli altri tre lati. La solidità geometrica della parte inferiore del monumento, si contrappone alle forme tornite e al manto svolazzante che caratterizzano la statua posta a coronamento dell’opera. Si tratta di un San Michele Arcangelo, patrono della città, che, incedendo col piede destro su un globo, incorona i nomi dei caduti. Egli, infatti, tiene nella mano destra una corona di alloro, in bronzo, mentre, con l’altra mano, sostiene una spada con la punta rivolta verso il basso, come a suggerire la fine delle ostilità. Un ricorso a motivi vegetali, una sorta di cuscino composto da foglie di quercia e ghiande, raccorda i due elementi summenzionati. Dinnanzi al monumento è stata collocata una elegante lampada bronzea 
1922-1922 
1300283081 
monumento ai caduti a cippo 
00283081 
13 
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Inizialmente, il monumento era collocato in piazza Lucio Valerio Pudente, di fronte a palazzo d’Avalos. L’opera fu inaugurata il 24 maggio del 1922 e fu fortemente voluta dall’allora sindaco, Florindo Ritucci Chinni, e dal poeta Romualdo Pàntini. Il comune, infatti, attraverso due delibere del Consiglio, stanziò 2500 lire da destinare al comitato pro monumento, e approvò la perizia tecnica dell’ing. D’Aloisio per la sistemazione della suddetta piazza. Per quanto riguarda l’autore dell’opera, “La Tribuna” del 28 maggio 1922, in un articolo dedicato all’inaugurazione, cita un certo prof. Remedi. In un altro contributo, il prof. Luigi Murolo specifica che si tratta dello scultore carrarese Enrico Remedi. Incrociando i dati a disposizione, è emerso il nome dell’architetto Enrico Remedi, docente, durante gli anni Trenta, di Proiezioni prospettiva e teoria delle ombre, presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Remedi, inoltre, fu autore, insieme all’illustre Fernando Biscaccianti, del progetto di restauro dell’Accademia stessa, che comprendeva anche la parte relativa alla decorazione scultorea. Le informazioni inserite nella presente scheda, tratte dai registri dell’Accademia, sono state reperite grazie alla prof.ssa Anna Laghi e alla direttrice Lucilla Meloni. Non è chiaro come da Carrara Remedi sia arrivato in Abruzzo. A fare da ponte tra la realtà toscana e quella abruzzese, potrebbe essere stato l’intellettuale vastese Romualdo Pàntini, indicato dalle fonti quale ideatore dell’impostazione concettuale del monumento ai caduti di Vasto. Pàntini, infatti, si era laureato in Lettere a Firenze, dove di fatto si formò, collaborando attivamente alla rivista di ispirazione dannunziana, “Il Marzocco”. Al momento, si tratta di una ipotesi da verificare attraverso ulteriori approfondimenti scientifici. Lo spostamento del monumento nella sede attuale, invece, è avvenuto il 2 giugno del 1996 mentre, nel 2012, ne è stato promosso il restauro, grazie alla campagna fondi promossa dal mensile “Vasto domani”. Per le fonti si veda: Luigi Murolo, “Il restauro del Monumento ai caduti” in “Un’idea di città. Beni culturali, scuola, territorio”, Il Torcoliere, 2013, Vasto (CH), pp. 129-136; Beniamino Fiore (a cura di), “Il Novecento a Vasto”, Cannarsa, 2007; "L'accademia di Belle Arti di Carrara e il suo patrimonio", Lucilla Meloni (a cura di), Postmedia srl, Milano, 2014 
San Michele Arcangelo 
monumento ai caduti 
11G183 
Il monumento ai caduti di Vasto presenta un basamento quadrangolare, poggiante su un gradino, sul quale sono stati incisi, nel 1978, i nominativi dei caduti di tutte le guerre. Sul basamento, si imposta un cippo caratterizzato dall’epigrafe dedicatoria, posta sulla fronte, e dall’elenco dei caduti della Grande guerra, che scorre lungo gli altri tre lati. La solidità geometrica della parte inferiore del monumento, si contrappone alle forme tornite e al manto svolazzante che caratterizzano la statua posta a coronamento dell’opera. Si tratta di un San Michele Arcangelo, patrono della città, che, incedendo col piede destro su un globo, incorona i nomi dei caduti. Egli, infatti, tiene nella mano destra una corona di alloro, in bronzo, mentre, con l’altra mano, sostiene una spada con la punta rivolta verso il basso, come a suggerire la fine delle ostilità. Un ricorso a motivi vegetali, una sorta di cuscino composto da foglie di quercia e ghiande, raccorda i due elementi summenzionati. Dinnanzi al monumento è stata collocata una elegante lampada bronzea 
Vasto (CH) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
San Michele Arcangelo, monumento ai caduti 
bronzo 
marmo bianco di Carrara 

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