dipinto by Palizzi Giuseppe (sec. XIX)

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dipinto by Palizzi Giuseppe (sec. XIX) 
dipinto di Palizzi Giuseppe (sec. XIX) 
dipinto 
dipinto 
1848-1848 
1400000388 
dipinto 
00000388 
14 
1400000388 
II dipinto costituisce un esempio eloquente dei meriti artistici di Giusep pe Palazzi, fratello maggiore del più noto Filippo e, insieme a lui, uno t ra i principali interpreti italiani della pittura di paesaggio nel secondo Ottocento. Giuseppe studiò a Napoli, dove si trasferì nel 1835, entrando in Accademia come "dilettante'" l'anno successivo e, soprattutto, venendo in contatto con il movimento del gruppo di Posillipo costituitosi intorno all'olandese Pitloo e a Giacinto Gigante. Dalla scuola di Posillipo, infat ti, prese le mosse la sua scelta orientata a una pittura in cui gli elemen ti del paesaggio venivano interpretati in funzione della luce, del colore e de1l'atmosfera, una pittura "campestre" e "verista" che racchiudeva in s é una sostanziale polemica nei confronti dei soggetti aulici e dotti domin anti nelle esposizioni partenopee di quegli anni e alla quale il Palazzi d iede fin dall'inizio il suo contributo specifico esprimendo un'adesione pi ù intima e concreta all'oggetto dipinto. La svolta decisiva avvenne però c on il suo trasferimento a Parigi, a partire dalla fine del 1844 o dal prin cipio del 1845, dove il pittore fece proprio l'indirizzo del gruppo di Bar bizon, guardando soprattutto all'esempio del caposcuola Théodore Rousseau e di Jules Dupré. Nella capitale francese egli trascorse un lungo periodo, durato più di un decennio, durante il quale partecipò costantemente anche ai Salons. Il Bosco con armento della Collezione Barone è riconducibile a i primi anni di questa sua esperienza parigina, destinata ad esercitare un a profonda influenza anche sull'arte del fratello Filippo e, tramite lui, sulla pittura napoletana. La tavola costituisce una testimonianza tanto pi ù preziosa quanto più difficile risulta a tutt'oggi rintracciare le opere della produzione giovanile di Giuseppe Palazzi e dell'inizio del suo soggi orno in Francia. Un'affinità di tocco avvicina il dipinto all''Accampament o degli Zingari (1845), prima tela conosciuta tra quelle realizzate a Pari gi, conservata alla Galleria d'Arte Moderna di Firenze: in entrambe le ope re, infatti, si può notare una visione ormai lontana dal panoramico veduti smo di Posillipo, la presenza di un brano di natura portato in primo piano , in cui la scena figurata si inserisce come un elemento del tutto accesso rio rispetto alla monumentalità compatta delle masse arboree del bosco e i n cui prevalgono i toni delle terre bruciate, dei verdi cipresso e dei bit umi. Il pittore si esprime con libertà nei confronti del disegno, con una pennellata densa e minuta, ubbidiente a un'emozione lirica, indifferente a lla delineazione topografica del paesaggio ma attenta a graduare le vibraz ioni della luce e dell'atmosfera dell'ambiente boschivo, in cui le macchie del ciclo trapelano tra le chiome degli alberi per farvi entrare aria, co n effetti di controluce. La freschezza di colore, la luminosità e la morbi dezza del tocco che si ammirano nell'opera di Baranello sono un documento della personalità artistica del Palazzi, a questa data già ben delineata n elle sue caratteristiche più salienti: una particolare sensibilità per gli effetti della luce, un tocco rapido, sommario, una materia coloristica ri cca dì pasta e intensa di tono. Essa si distingue, inoltre, per la scelta particolare del supporto ligneo da parte del pittore che solitamente utili zzava la tela 
dipinto 
Baranello (CB) 
proprietà Ente pubblico territoriale 
dipinto 
tavola/ pittura a olio 
bibliografia di confronto: Mezzetti A - 1955 
bibliografia specifica: Barone G - 1897 

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