San Donato (reliquiario - a busto, opera isolata) - bottega Italia meridionale (sec. XVIII)

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reliquiario, a busto, opera isolata San Donato
San Donato (reliquiario - a busto, opera isolata) - bottega Italia meridionale (sec. XVIII) 
San Donato (reliquiario - a busto, opera isolata) - bottega Italia meridionale (sec. XVIII) 
1704-1704 
Il reliquiario presenta una base lignea poligonale su cui poggia il busto del Santo con gli attributi vescovili, mitra e partorale, e un libro seminascosto tra le pieghe dell'ampio piviale. Questo è interamente sbalzato e cesellato con racemi gigliati e foglie d'acanto e ricade sulla base con un lembo frangiato. Il santo con la destra benedicente ha la mano sinistra distaccata dal braccio. Il pastorale presenta l'asta lignea e il riccio decorato. La mitra è sbalzata e cesellata con motivi anologhi al piviale ai lati di una fascia centrale a finte gemme entro castoni 
reliquiario (a busto, opera isolata) 
00017184 
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1400017184 
Il busto d'argento di S. Donato proviene dalla vecchia chiesa di S. Maria degli Angeli, fatta ricostruire a partire dal 1728 dal vescovo di Larino Giovanni Andra Tria, il quale ricorda sull'altare omonimo la "statua di argento" contenente nella base la reliquia del braccio (Cfr. Tria, Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche della città e diocesi di Larino, Roma, 1744, ed. cons. Isernia, 1989, pp. 555-556; G. B. Masciotta, Il Molise dalle origini ai giorni nostri, Napoli, 1952, vol. IV, p. 378). L'iscrizione incisa sul piviale identifica il committente Leonardo Perrotta e la data di esecuzione, il 1704, anno del primo consolato documentato di Giovan Battista Buonaquisto, al quale appartiene il bollo consolare (E. e C. Catello, Argentieri napoletani dal XVI al XIX secolo, Napioli, 1972, pp. 97-98). Il camerale, invece, di difficile lettura nell'ultima cifra, sembra riportare la data del 1703; mentre il punzone dell'argentiere M. A. C. non compare nei consueti repertori di consultazione. Il santo, patrono del luogo, festeggiato il 7 agosto, è raffigurato con gli attributi vescovili, secondo una semplificazione dell'iconografia tradizionale di S. Donato vescovo di Arezzo, (CFR. G. Kaftal, Iconography of the saints in Tuscan Painting, Firenze, 1952, pp. 322-32). Nonostante la discreta qualità esecutiva, l'opera appare lontana dai busti argentei destinati alle chiese partenopee tra la fine del '600 e il '700, rispetto ai quali l'impostazione rigorosamente frontale della figura non viene animata neppure dall'ampiazza degli abiti. Essa infatti risulta estranea agli esiti barocchi della statuaria napoletana. l'attuale base lignea probabilmente non è la stessa chel secondo mons. Tria conteneva una reliquia del Santo e doveva avere una finestrella 
San Donato 
Il reliquiario presenta una base lignea poligonale su cui poggia il busto del Santo con gli attributi vescovili, mitra e partorale, e un libro seminascosto tra le pieghe dell'ampio piviale. Questo è interamente sbalzato e cesellato con racemi gigliati e foglie d'acanto e ricade sulla base con un lembo frangiato. Il santo con la destra benedicente ha la mano sinistra distaccata dal braccio. Il pastorale presenta l'asta lignea e il riccio decorato. La mitra è sbalzata e cesellata con motivi anologhi al piviale ai lati di una fascia centrale a finte gemme entro castoni 
San Donato 
Rotello (CB) 
1400017184 
reliquiario a busto 
proprietà Ente religioso cattolico 
legno 
argento/ cesellatura/ sbalzo 
bibliografia di confronto: Catello E./ Catello C - 1973 

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