Caccia al cinghiale, scena di caccia (stampa, serie) by Tempesta Antonio (XVI)

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stampa, stampa di invenzione, serie scena di caccia
Caccia al cinghiale, scena di caccia (stampa, serie) by Tempesta Antonio (XVI) 
Caccia al cinghiale, scena di caccia (stampa, serie) di Tempesta Antonio (XVI) 
Caccia al cinghiale, scena di caccia (stampa, serie) 
caccia al cinghiale. Figure: cacciatori. Animali: cavalli; cane. Paesaggi. Oggetti: lance 
1595-1595 
1400071508 
stampa stampa di invenzione 
00071508 
14 
1400071508 
La raccolta, miscellanea di disegni, acquerelli, bozzetti, stampe etc. di vari artisti attivi nei secc. XVII e XVIII, fu recuperata nel 1983 presso le famiglie Iannadrea e Tirabassi, eredi dei Giuliani, Giacomo, padre, e Nicola, figlio, pittori e decoratori di Oratino (CB) operativi in ambito napoletano a cavallo dei secc. XIX-XX. Nicola, allievo di Domenico Morelli, la acquisì dagli eredi di Ciriaco Brunetti, pittore e decoratore oratinese attivo in tutto il Molise dalla prima metà del sec. XVIII agli inizi del XIX. Nel 1990 è stata acquistata dal MIBAC e custodita dalla locale Soprintendenza (specifiche dell’atto del 29/10/1990: 375 disegni su fogli singoli; un taccuino di 27 fogli, un taccuino di 21 fogli, un taccuino di 141 fogli, un volume rilegato contenente 54 fogli, 129 incisioni e 24 bozzetti ad olio su tela o cartone). Considerato che su un foglio sono stati realizzati più disegni-bozzetti-schizzi, il fondo è costituito da 700 disegni circa, di cui oltre la metà acquerellati, e da circa 330 stampe, italiane e tedesche, dei secc. XVI-XVIII. L’importanza del fondo è data dalla sua unitarietà trattandosi di materiale di uso quotidiano, giunto quasi integro fino a noi, di un pittore gravitante in ambito provinciale, la cui produzione superstite è purtroppo oggi riconducibile solo ad una serie di dipinti, conservati in chiese molisane. Testimonia, inoltre, non solo la quotidiana, costante attività del Brunetti nell’ambito dei soggetti decorativi, ma anche l’operosa attività di una bottega oratinese in cui praticavano più esponenti dello stesso ambito familiare (Pietro, Beniamino, Benedetto e Stanislao Brunetti). Le opere, restaurate per oltre il 50% in tre fasi, dal 1992 al 1995 dai restauratori C. L. B. Borruso e P. Crisostomi, sono state custodite presso i depositi della Soprintendenza fino al 2015 anno di definitiva collocazione presso Castello Pandone di Venafro, dove, a rotazione, fanno parte dell’esposizione permanente del Museo. II Bartsch documenta un foglio viennese con la "Scena di caccia al cinghiale" consentendo l'identificazione dell'incisione in Collezione Giuliani come opera di Antonio Tmpesta, che ha firmato la "Scena di caccia al leone" presente nella raccolta. Il Tempesta, attivo a Roma tra la seconda metà del XVI secolo e i primi decenni del XVII, è stato pittore ed incisore. Privilegiando spesso i soggetti venatori di cui è richiestissima la sua produzione a stampa, l'opera di piccolo formato non manca di una sua efficacia visiva nella costruzione dei piani spaziali definiti dal gruppo di figure disegnate con una profonda linea di incisione che si schiarisce procedendo verso i piani di fondo e la vegetazione all'orizzonte. La raccolta con scene di caccia fu pubblicata dal Tempesta nel 1595 con dedica a Nerio Dragomanno come si legge sul frontespizio pubblicato da Bartsch (1983) 
scena di caccia 
Caccia al cinghiale 
43 C 11 12 43 
caccia al cinghiale. Figure: cacciatori. Animali: cavalli; cane. Paesaggi. Oggetti: lance 
Venafro (IS) 
proprietà Stato 
scena di caccia, Caccia al cinghiale 
carta/ acquaforte 
bibliografia specifica: Borrelli Gian Giotto/ Catalano Dora/ Lattuada Riccardo - 1993 
bibliografia specifica: Gian Giotto Borrelli - 1994/00/00 
bibliografia di confronto: Pittura Italia - 1988 
bibliografia di confronto: Dizionario Enciclopedico - 1974 
bibliografia specifica: Illustrated Bartsch - 1983 

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