Vocazione di San Camillo de Lellis (disegno, opera isolata) by Brunetti Ciriaco (attribuito) - ambito molisano (seconda metà XVIII)
https://w3id.org/arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/1400080675 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty
disegno, studio, opera isolata Vocazione di San Camillo de Lellis
Vocazione di San Camillo de Lellis (disegno, opera isolata) by Brunetti Ciriaco (attribuito) - ambito molisano (seconda metà XVIII)
Vocazione di San Camillo de Lellis (disegno, opera isolata) di Brunetti Ciriaco (attribuito) - ambito molisano (seconda metà XVIII)
post 1750/00/00-ante 1799/00/00
Il Santo in preghiera davanti ad un crocifisso su un altare; in primo piano è un angioletto con un libro; in alto un angelo con vari putti; sullo sfondo una scena di difficoltosa decifrazione. Disegno riquadrato
disegno (studio, opera isolata)
34083 (I 3/64)
00080675
14
1400080675
La raccolta, miscellanea di disegni, acquerelli, bozzetti, stampe etc. di vari artisti attivi nei secc. XVII e XVIII, fu recuperata nel 1983 presso le famiglie Iannadrea e Tirabassi, eredi dei Giuliani, Giacomo, padre, e Nicola, figlio, pittori e decoratori di Oratino (CB) operativi in ambito napoletano a cavallo dei secc. XIX-XX. Nicola, allievo di Morelli, la acquisì dagli eredi di Ciriaco Brunetti, pittore e decoratore oratinese attivo in tutto il Molise dalla prima metà del sec. XVIII agli inizi del XIX. Nel 1990 è stata acquistata dal MIBAC e custodita dalla locale Soprintendenza (specifiche dell’atto del 29/10/1990: 375 disegni su fogli singoli; un taccuino di 27 fogli, un taccuino di 21 fogli, un taccuino di 141 fogli, un volume rilegato contenente 54 fogli, 129 incisioni e 24 bozzetti ad olio su tela o cartone). Considerato che su un foglio sono stati realizzati più disegni-bozzetti-schizzi, il fondo è costituito da 700 disegni circa, di cui oltre la metà acquerellati, e da circa 330 stampe, italiane e tedesche, dei secc. XVI-XVIII. La collezione è composta da: disegni raccolti in n. 4 taccuini di Ciriaco Brunetti o Benedetto Brunetti, di varie dimensioni (n. 1 con figure di Santi e n. 3 con progetti per decorazioni); un album rilegato in pelle nel quale sono stati originariamente incollati circa 200 disegni di mani diverse (riportati a singoli foglio dopo il restauro). Vi sono inoltre: circa n. 200 studi per decorazioni in larga parte siglati o firmati da Ciriaco Brunetti; un gruppo di circa n. 70 accademie di nudo riconducibili alla bottega di Francesco Solimena; un gruppo di circa n. 30 disegni a soggetto sacro di Niccolò Falocco, pittore oratinese zio di Brunetti, allievo di Solimena, operativo a Napoli; n. 40 fogli di autori vari di ambito napoletano dei secc. XVI-XVIII (Balducci, Corenzio, Giaquinto etc.). L’importanza del fondo è data dalla sua unitarietà trattandosi di materiale di uso quotidiano, giunto quasi integro fino a noi, di un pittore gravitante in ambito provinciale, la cui produzione superstite è purtroppo oggi riconducibile solo ad una serie di dipinti, conservati in chiese molisane. Testimonia, inoltre, non solo la quotidiana, costante attività del Brunetti nell’ambito dei soggetti decorativi, ma anche l’operosa attività di una bottega oratinese in cui praticavano più esponenti dello stesso ambito familiare (Pietro, Beniamino, Benedetto e Stanislao Brunetti). Le opere, restaurate per oltre il 50% in tre fasi, dal 1992 al 1995 dai restauratori C. L. B. Borruso e P. Crisostomi, sono state custodite presso i depositi della Soprintendenza fino al 2015 anno di definitiva collocazione presso Castello Pandone di Venafro, dove, a rotazione, fanno parte dell’esposizione permanente del Museo. Il foglio dovrebbe appartenere alla fase tarda dell’attività di Ciriaco Brunetti, nel corso degli anni ottanta del XVIII secolo o anche più avanti verso la fine del secolo, quando anche il pittore molisano sembra subire l’influenza della svolta accademizzante, e per molti versi già neoclassica, impressa da Luigi Vanvitelli all’ambiente artistico napoletano attraverso gli indirizzi culturali impressi ai pittori addetti alle decorazioni della Reggia di Caserta. In particolare dal punto di vista grafico del trattamento dei contorni con tratto molto sottile di penna, che spesso tocca la carta con semplici punti e fa da argine a rapide ombreggiature ad acquerello, sembra raffrontabile ai modi stilistici ed agli intenti formali dell’Allegoria dell’Età dell’oro di Fedele Fischetti (New York, collezione Scholz), relativa all’affresco per la volta della Stanza delle Dame nella Reggia di Caserta, compiuta dal Fischetti tra il 1777 ed il 1781 insieme a tutta la decorazione della seconda e quarta sala della Reggia. Nella raccolta Giuliani è presente Fischetti con un notevole foglio, scheda di catalogo 1400080683 numero di inv. 34091 “Testa di Erote”, e lo studio diretto delle decorazioni di Caserta e della grande quantità grafica, circolante sul mercato napoletano, non rappresentava una difficoltà pratica per Ciriaco Brunetti
11 H (CAMILLO de Lellis) 31
Vocazione di San Camillo de Lellis
Il Santo in preghiera davanti ad un crocifisso su un altare; in primo piano è un angioletto con un libro; in alto un angelo con vari putti; sullo sfondo una scena di difficoltosa decifrazione. Disegno riquadrato
Vocazione di San Camillo de Lellis
Venafro (IS)
1400080675
disegno studio
proprietà Stato
carta avorio/ acquerellatura
carta avorio/ inchiostro ferro-gallo-tannico
bibliografia di confronto: Marino Valentina - 2013/00/00
bibliografia di confronto: Catalano Dora - 2009/00/00
bibliografia di confronto: AA.VV - 1990/00/00
bibliografia specifica: Borrelli Gian Giotto/ Catalano Dora/ Lattuada Riccardo - 1993
bibliografia specifica: Gian Giotto Borrelli - 1994/00/00
bibliografia di confronto: Pasculli Ferrara Mimma - 2006/00/00
bibliografia di confronto: Gentile Lorusso Dante - 1998/00/00
bibliografia di confronto: Gentile Lorusso Dante - 2002/00/00
bibliografia di confronto: Gentile Lorusso Dante - 2015/00/00